37-0: che ne sara’ di questa Inghilterra?

374 English

di Scott Ingleton

Nel corso dei test match dello scorso agosto, l’Inghilterra ha segnato 133 punti concedendone solo 47. In una sola partita le “Red roses” hanno segnato più punti di quanti ne abbiano concessi durante l’intera campagna di warm-up. Molto impressionante sulla carta, ma in pratica cosa rimane all’Inghilterra?

Possono sollevare la Webb Ellis Cup a Yokohama il 2 novembre o sono in attesa di un’altra straziante ripetizione del 2015? Il 6 settembre Inghilterra e Italia sono scese in campo a Newcastle, affrontandosi nell’ultima partita prima che entrambe le compagini si dirigessero verso il Giappone. Molti hanno considerato il risultato scontato: l’Italia non ha mai battuto l’Inghilterra e anche se non hanno giocato a Twickenham, sarebbe stato improbabile spezzare il record sul terreno di casa inglese.

Tuttavia, dato che al fischio di Ben O’Keeffe di metà partita i padroni di casa erano avanti solo di tre calci a zero, non ho potuto fare a meno di chiedermi: dov’è il fuoco visto contro l’Irlanda? A parte qualche possibilità per gli italiani (fallita a causa di un errore individuale piuttosto che della difesa inglese), la prima metà è stata essenzialmente una situazione di stallo con pochissimi punti salienti. Se l’Italia non avesse annaspato in quei primi minuti, forse avremmo parlato di un’altra partita. Tuttavia, alla fine dell’incontro, l’Inghilterra sembrava avere tutto sotto controllo. Sebbene non abbiano mai perso contro gli italiani, questa è stata la prima volta che non hanno avuto nulla da rimpiangere per la loro difesa coraggiosa, ma alla fine futile. In apparenza, questa partita potrebbe sembrare solo un’altra vittoria contro un’altra squadra sperimentale prima dell’inizio del vero evento, ma ci sono sicuramente cose molto positive che i fan dell’Inghilterra possono portare a casa dalla partita al St James Park.

Ad esempio la differenza di stili tra le combinazioni di piloni Marler / Cole e Genge / Sinckler. Secondo le statistiche ESPN (purtroppo non riesco a trovare un replay della partita e non posso confermarlo) quando erano in campo Genge e Sinckler hanno portato avanti 20 palloni (rispettivamente 12 e 8), hanno corso 47 metri in totale (25 e 22), entrambi hanno battuto più difensori e Genge ha addirittura segnato da una rolling maul. D’altra parte, Cole e Marler hanno corso molto meno, avendo Cole corso un solo metro e Marler pochi di più. Quindi, chiaramente Genge e Sinckler sono il duo titolare per l’Inghilterra, giusto?

Non necessariamente. Il vantaggio di Cole e Marler sta nella loro tenuta e nella loro difesa. Cole è rimasto in campo per 32 minuti contro l’Italia e Marler 36, mentre entrambi hanno fatto più placcaggi (14 in tutto rispetto agli 8 per Genge / Sinckler) e ne hanno persi meno (Cole ne ha mancato uno mentre Marler non ne ha mancato nessuno, rispetto a Genge / Sinckler mancanti 2).

Certo, quando Genge e Sinckler sono entrati, gli inglesi erano saldamente al comando, ma queste statistiche ci mostrano due strategie ben distinte che Jones può usare in Giappone. Con Marler e Cole, Jones può controllare i giochi con maggiore sicurezza, sapendo che possono aiutare a creare una linea solida in difesa e forti basi in attacco da cui l’Inghilterra può impostare mosse lente, calciare per il territorio o provare a utilizzare May sull’ala per le sue cavalcate. D’altra parte se Jones vuole un attacco più esplosivo e una maggiore pressione sull’opposizione, può usare le abili mani di Sinckler e la pura potenza di corsa di Genge. Questa profondità, rigidità e scioltezza sono estremamente preziose e garantiscono all’Inghilterra l’adattabilità che spesso è mancata negli ultimi anni. Inoltre, il gioco ha consolidato il dominio dell’Inghilterra in touche.

Anche senza Itoje o Kruis, l’Inghilterra mostra ancora una volta la profondità del proprio pacchetto, Lawes ha fatto uno sforzo fantastico durante il gioco e Ewels (sostituendo Launchbury a 32 minuti per un problema alla schiena), ha dichiarato la volontà di poter sostituire una seconda linea in coppa del mondo, dato che non è tra i convocati.

La touche è un’area chiave del piano di gioco inglese: dopo ogni riavvio l’Inghilterra calcia la palla dritto nella metà campo avversaria, avendo il tempo di formare una solida struttura difensiva piuttosto che cercare una linea di attacco nel proprio territorio. Quindi, tentando di rubare rimesse italiane, l’Inghilterra ha trasformato ogni ripresa in opportunità per attaccare gli avversari e mantenere la pressione sull’Italia.

Chiaramente ha funzionato, dato che l’Inghilterra ha rubato ben 7 touche avversarie, mentre l’Italia ne ha vinte soltanto 12 delle sue 19 (l’Inghilterra ne ha rubate un terzo). Questo dominio sarà sicuramente messo alla prova da squadre più forti come Argentina, Sudafrica o Galles, ma il successo mostrato qui e durante la partita con l’Irlanda farà sicuramente guadagnare fiducia al team inglese.

Quindi, come si colloca l’Inghilterra nella Terra del Sol Levante? I bookmaker sono chiaramente favorevoli, la maggior parte offre quote di 4-1 o 5-1, solo dietro i favoriti della Nuova Zelanda (e spesso il Sudafrica). Tuttavia dobbiamo ricordare che l’Inghilterra non ha affrontato una squadra dell’emisfero australe da quando hanno battuto l’Australia a Twickenham quasi 11 mesi fa. Sì, questa squadra è sicuramente migliorata da allora, cercando un po’ il team efficace ed eccitante che tutti i fan dell’Inghilterra vorrebbero guardare. Ma anche i loro rivali stanno migliorando: l’Argentina con la maggior parte dei loro giocatori ha raggiunto la finale di Super Rugby, sarà un pool difficile; una potenziale semifinale potrebbe essere contro la squadra sudafricana più dura degli ultimi anni o contro gli attuali campioni del mondo della Nuova Zelanda, alla ricerca di quello storico terzo titolo consecutivo.

È una scommessa vera puntare sull’Inghilterra in semifinale ma, per la prima volta dalla nascita della Coppa del mondo è davvero dura dire con sicurezza chi andrà in finale. Una cosa tuttavia è palesemente chiara: questo torneo sarà una gara affascinante e pungente e non vedo l’ora che inizi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *