Finito il Super Rugby con il decimo titolo conquistato dai Crusaders, si conclude anche la stagione 2018/19. Vogliamo, in questo frangente, soffermarci su un particolare che agli appassionati della palla ovale non sarà passato inosservato. Ovviamente stiamo parlando dell’altra finalista del Super Rugby: i Jaguares.

Tutto nacque da una riflessione fatta dagli organi della UAR, la federazione argentina, nemmeno dieci anni fa. Nel 2011 venne annunciato che la main competition tra nazionali downunder sarebbe stata ampliata includendo l’Argentina. Ciò provocò la modifica del nome del Tri Nations in The Rugby Championship, a cui la selección ha partecipato per la prima volta nel 2012. Questo fu il primo passo verso il successo.
Tuttavia nel Paese sudamericano non vi era alcun campionato professionistico, poiché le regole del rugby argentino non prevedono il professionismo. La UAR lanciò un team, chiamato Pampas XV, che prese parte per quattro edizioni alla Vodacom Cup, il campionato interno sudafricano, vincendo la competizione nel 2011 e arrivando a una striscia di vittorie impressionante. Il team si è ritirato dalla competizione alla fine del 2013 per motivi finanziari. L’anno dopo la selezione è stata rilanciata nella Pacific Rugby Cup, nella quale vinse per due edizioni di fila.
Nonostante le prestazioni del Pampas XV, l’UAR ancora si batteva per poter partecipare al Super Rugby con una propria squadra. Dopo un periodo di stallo la SANZAR diede la comunicazione ufficiale dell’ingresso di tre nuove franchigie nel torneo: una sudafricana, una giapponese e una argentina, i Jaguares. Era il 2016 e nasceva la SANZAAR, che sull’onda del The Rugby Championship e, probabilmente, non comprendendo subito la portata del nuovo ospite appena fatto entrare in casa, diveniva a tutti gli effetti la lega comune del rugby delle quattro grandi Tier 1 dell’emisfero Sud.
L’avventura Jaguares nel Super Rugby non iniziò benissimo: nel 2016 arrivarono 13° con solo 4 vittorie e 11 sconfitte. Nel 2017 si piazzarono in 10° posizione con 7 vittorie. Nella scorsa stagione arrivò il salto di qualità con un buon 7° posto in classifica generale, frutto di 9 vittorie e capace di portare alla prima qualificazione ai play-off. Nel 2019 è arrivata la conferma. Grazie alle 13 vittorie in regular season gli Argentini arrivano al 1° posto nella conference sudafricana, accedono ai play-off, battono ai quarti i Chiefs, i Brumbies in semifinale e arrivano a una storica finale.

Andando a leggere la rosa dei Jaguares appaiono molti nomi noti anche in nazionale. Non è un dettaglio secondario che tutti i giocatori della franchigia siano di origine argentina. Coincidenze? Non crediamo. Inoltre è stata creata dalla UAR una forte collaborazione tra franchigia e nazionale. Se al lavoro federale ben svolto aggiungiamo la netta crescita, di gioco e risultati, dei Jaguares nell’ultima stagione e consideriamo l’avvicinarsi della Rugby World Cup, non si può escludere che possa entrare a far parte del progetto anche raggiungere il titolo di Campioni del Mondo.
Noi pirati ne avevamo già parlato. Per molti addetti ai lavori e appassionati ovali sembra un’esagerazione. Una cosa impossibile. Ne siete così certi? Noi ce la sentiamo di aggiungere i Pumas tra le favorite. Insieme agli All Blacks, ovviamente, agli Inglesi, gli Irlandesi e i Gallesi. Tanti nomi per un solo posto. La kermesse giapponese si prospetta stupenda. Non vediamo l’ora.
