Road to Japan: Canada

Dopo le prime due puntate dedicate alle formazioni che sono arrivate a un passo dal partecipare alla fase finale della Rugby World Cup 2019 (Spagna e Romania, Kenya e Hong Kong), a partire da questo articolo e per le prossime 20 settimane che ci separano dal kick off del torneo iridato nipponico, vi presenteremo in una lunga e affascinante carrellata le protagoniste del mondiale.

Canada

Partiamo da chi per ultima ha staccato il biglietto d’ingresso. Dopo diverse disavventure e molti incontri dai risultati talvolta deludenti, a vincere il torneo di ripescaggio dello scorso novembre è stata la formazione canadese. I Canucks, malgrado un bagaglio storico di buon livello, si sono ritrovati a lottare nella bagarre finale con Germania, Kenya e Hong Kong per poter prendere l’aereo direzione Giappone a causa di una netta e preoccupante inflessione del proprio livello di gioco registrato nelle ultime stagioni. La formazione dei rossi nordamericani, sempre presenti nelle edizioni della RWC, addirittura qualificati ai quarti di finale nell’edizione del 1991, non sembrano aver le carte per poter essere pericolosi all’interno della prossima competizione mondiale. Se la storia degli ultimi 30 anni ci presenta un team capace di sconfiggere l’Argentina, l’Italia, il Galles, la Scozia e la Francia, soprattutto negli ultimi due anni i canadesi sembrano essere sprofondati in un loop negativo dal quale faticano a rialzarsi. Le posizioni nel ranking di quindici anni fa, quando si lottava a ridosso della decima posizione, paiono ora irraggiungibili, con la ventesima piazza occupata dalla Russia lontana più di 2 punti.

Com’è ovvio il posizionamento nel ranking è frutto di partite terribili. Non è un caso che, in seguito al terzo posto nell’Americas Rugby Championship del 2018, patito ai danni degli Stati Uniti e di un ottimo Uruguay, il Canada si sia ritrovato a giocarsi il tutto e per tutto a Marsiglia nel quadrangolare che assegnava l’ultimo slot per il mondiale. Malgrado la vittoria netta in quel frangente, frutto di una preparazione mirata che ha visto tra gli altri un protagonista italiano nello staff di mischia, Massimo Cuttitta, la formazione del ct Kinglesy Jones non sembra però essere in grado di confermarsi contro squadre che denotano un livello leggermente più alto del loro. Ne è una riprova il penultimo posto nell’edizione 2019 dell’ARC, nella quale, oltre alle reiterate sconfitte contro le Eagles americane e i Los Teros uruguagi, si è aggiunta l’opaca prestazione contro il Brasile, che ha riportato una buona vittoria e ha imposto uno strapotere della propria mischia che non migliora la situazione in casa Canada, anzi allunga le ombre di una crisi che sembra diventare infinita.

Se il ruolino di avvicinamento del Canada non è quindi dei migliori, i tifosi canadesi sperano comunque che, tra le poche carte rimaste nel mazzo, si possa tirare fuori quell’asso nella manica capace di strappare qualche soddisfazione. Purtroppo per gli amanti della cinematografia nostrana quell’asso nella manica non potrà essere il tallonatore Ray Barkwill, autore di tre mete nell’ultima RWC, da poco ritiratosi per infortunio. In più va ricordato che tra le avversarie canadesi nella pool B ci saranno i mostri sacri degli All Blacks e degli Springboks, oltre alla meno competitiva Namibia e gli Azzurri, che pur non potendo considerarsi tra le pretendenti al titolo (magari!) sembrano essere al momento sicuramente un gradino sopra i Canucks.

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