Americhe ovali: Canada

O Canada!
Our home and native land
True patriot love
In all our sons command

Il Canada. Terra meravigliosa di montagne e ghiacciai, il cui estremo Nord è dominato da alci, orsi e lupi. Ex colonia franco-inglese, ottenne la propria indipendenza solo nel 1931. Innegabile dunque che sia uno dei paesi con la maggiore influenza europea e anglossassone del Nuovo Mondo. Se da questo lato i canadesi hanno ereditato dagli inglesi una forma mentis e un modello sociale efficiente, creando uno dei paesi col miglior tenore di vita al mondo, sorge spontanea la domanda del perché, rugbisticamente parlando, la nazionale dei Canucks viaggi sempre nel Tier2, ovvero tra quelle squadre fuori dalla Top Ten mondiale.

Il rugby arrivò nell’allora colonia attorno al 1874, solamente 50 anni dopo la leggendaria rivoluzione di William Webb Ellis in quel college di Rugby, a 60 km da Londra. Definire il gioco canadese dell’epoca rugby è però fuorviante: sarebbe più corretto dire che esistevano varianti del football, alcune giocate con le regole di Rugby altre con quelle americane. In quegli anni, si giocò biannualmente un match tra le Università di McGill e di Harvard. Queste partite adottavano, mischiandole tra loro, alcune regole sia del primordiale football americano, che del football di Rugby. In questa confusione di regolamenti e pratiche venne fondato nel 1876 il Westmount Rugby Footbal Club, il più antico club di rugby canadese e uno tra i più antichi del mondo.

Westmount RC logo.png
Logo del Westmount Rugby Club

Durante la Grande Guerra, tutte le attività sportive furono fermate, ma nel negli anni successivi il Canada visse una seconda giovinezza ovale. Infatti nel 1919 si registrò un tour di una rappresentativa multinazionale di soldati locati in Canada, che toccarono con le loro partite tutti i paesi del Commonwealth. Nel 1932 ci fu la prima selezione canadese, che esordì in due incontri con il Giappone, perdendo entrambe le volte (9-8 e 38-5). Dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la Federazione Canadese venne rifondata nel 1965 e l’anno successivo in un non-cap (match non ufficiale, una sorta di partita-allenamento, ndr) persero solamente 19-8 con i British & Irish Lions, affermandosi come miglior squadra del Nord America.

Una delle prime rappresentative canadesi di rugby

Il Canada, proseguendo nel suo percorso storico, continuò a lavorare e collezionare risultati discreti, fino all’invito al primo mondiale del 1987, nel quale però i Rossi d’America persero tutte le partite del girone contro Galles, Irlanda e Tonga. Nel 1991, contrariamente alle previsioni, avvenne una sorta di miracolo sportivo. Battendo Fiji e Romania e perdendo 19 a 13 contro la favorita Francia, il Canada si qualificò a sorpresa alla fase ad eliminazione diretta. Ad oggi rimane l’unica nazionale del Tier 2 ad aver compiuto tale impresa. Questa fu l’epoca d’oro del rugby canadese: nei tour successivi infatti si registrarono le vittorie di misura contro Galles e Francia ed un pareggio contro l’Irlanda. Durante questi anni il Canada produsse giocatori di livello come Dave Lougheed e Jamie Cudmore, che però furono spesso non disponibili per i match in nazionale, dato che i loro club di appartenenza erano europei e le partite della nazionale erano sincronizzate con l’emisfero Sud. La nazionale riuscì comunque a qualificarsi a tutte le edizione della RWC, senza purtroppo riuscire mai a ripetere l’impresa del 1991.

Il ruolino di marcia dei nordamericani per quanto riguarda l’Americas Rugby Championship, fondata nel 2016, registra solo 7 vittorie su 20 partite totali giocate sino ad ora, sintomo di un processo negativo degli ultimi anni.

Preso atto del passato ovale canadese, passiamo ora a domandarci: chi sono quei giocatori che hanno unito la storia della terra nordamericana con la casacca azzurra? Il Canada fu infatti una delle mete preferite nel post-guerra dai nostri avi e, scartabellando tra gli almanacchi, abbiamo scoperto un nome noto dell’ultimo decennio italiano: Robert Julian Barbieri, flanker N.8 ora in forza al Benetton Treviso. Barbieri nacque nel 1984 a Toronto, si distinse come arcigno ball carrier giocando ai Leicester Tigers (memorabile fu questa invenzione) e prima ancora a Parma, luogo dove mosse i suoi primi passi da professionista.
Quello che però pochi sanno, è che Robert ha un fratello, Mike, che invece è stato internazionale per il Canada. Entrambi partirono da Parma e il 10 giugno 2006, quando Robert esordiva con gli Azzurri contro il Giappone, Mike difendeva i colori del Canada contro gli England Saxons in Churchill Cup. Una bellissima giornata per la loro famiglia, senz’ombra di dubbio.

Siamo riusciti a fare una chiaccherata con Robert per sapere un po’ di più su di lui e la sua storia rugbistica. Robert che, secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe giocare la sua ultima stagione con i Leoni trevigiani.


Robert (a sinistra) e Michael Barbieri (a destra)

Ciao Robert, grazie per aver accettato di fare questa chiacchierata con noi. Ci racconteresti per prima cosa come i tuoi avi sono arrivati in Canada?
Mio padre è nato in Italia, ma durante la guerra quando era ancora piccolo non c’era molto lavoro e per questo la sua famiglia si è spostata in Canada.
Com’è avvenuto il tuo primo contatto con il rugby in Canada?
Ho iniziato a scuola, seguendo mio fratello più grande e mi è sempre piaciuto giocare. Il livello era abbastanza alto e, dopo aver esordito per il Vaughan Yeomen Rugby Club, ho poi rappresentato la mia Provincia e sono stato convocato con il Canada under 20 con la quale ho giocato il Mondiale a Parigi. Qui sono stato contattato dai dirigenti del Rugby Parma. Alla domanda: “Vorresti giocare in Italia?” ho risposto: “Guarda non ho un agente, devo parlare con mia mamma e ti faccio sapere“. Alla fine mi sono deciso e a 19 anni mi sono trasferito a Parma.
Tu e tuo fratello avete esordito lo stesso giorno rispettivamente per le rappresentative nazionali di Italia e Canada. Come hanno reagito i vostri genitori?
Bene! Ma sai i miei genitori non capiscono molto di rugby… ma erano comunque molto contenti perché abbiamo fatto qualcosa di speciale.
Hai mai affrontato tuo fratello in campo?
No, mai. Abbiamo sempre giocato assieme, tranne il suo ultimo anno a L’Aquila mentre io giocavo a Treviso. Purtroppo era infortunato e non ci siamo visti in campo. Per fortuna! È il fratello maggiore, quello più grosso e più cattivo (ridendo).
Tra i due quindi il più pirata è lui?
Sì, decisamente! Ma il più forte sono io (ridendo sotto i baffi).

PS: per i più nerd: vi consigliamo di investigare sul mestiere di Daniel Cudmore, fratello di Jamie, storico capitano della selezione canadese.

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