Di mete, tribolazioni e tifoni

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di Scott Ingleton

Con il tifone Hagibis che ha attraversato il Giappone alcune partite della RWC sono state cancellate, tra cui Inghilterra-Francia. Con l’Inghilterra in cima alla classifica della pool C e destinata a scontrarsi con l’Australia, è possibile attendersi che il XV della Rosa possa proseguire il cammino? O l’intoppo del tifone li ha lasciati impreparati di fronte ai Wallabies, che hanno avuto un match in più per organizzarsi?

Dopo il weekend d’apertura della Coppa del Mondo, chiunque guardasse il girone C non poteva non attendere con trepidazione lo scontro tra Inghilterra e Francia. La partita con l’Argentina ha lasciato dei dubbi dopo l’uscita anticipata di Lavanini per quell’high tackle su Farrell, e i fan (me compreso) sarebbero stati entusiasti di vedere come la Red Rose potesse reggere il ritmo e il gioco al piede di Damian Penaud, Gael Fickou e Antoine Dupont. Considerando che l’Inghilterra ha concesso solo 20 punti durante l’intero torneo (quasi il 50% in meno di quanto abbia segnato finora in ogni singola partita), un test della loro difesa in uno scenario senza pressione ai mondiali sarebbe stato sicuramente utile. Con la Francia sempre efficace sul palcoscenico mondiale (che ha raggiunto, ma non vinto, le finali nel 1987, 1999 e 2011) ma del tutto imprevedibile, la partita si preannunciava come un appuntamento imperdibile. Tuttavia, i tifosi sono stati derubati del potenziale festival di mete dall’arrivo di Hagibis, una tempesta così grande che ha coinvolto quasi i trequarti del Paese. A ragione o a torto la partita è stata annullata, con l’Inghilterra che supera la pool come prima e con una settimana extra di allenamento e riposo.

Ogni partita che l’Inghilterra ha giocato ha portato qualcosa di nuovo a ciò che noi spettatori possiamo aspettarci quando li guardiamo giocare. La partita contro Tonga ci ha mostrato che la difesa inglese era solida anche se l’attacco aveva bisogno di un po’ di lavoro (insieme a un po’ di pratica con le palle scivolose). La partita contro gli Stati Uniti ha denotato un miglioramento, mostrando la loro capacità di bersagliare e annullare i giocatori migliori per negare efficacemente i punti di forza di una squadra (Taufete’e che non ha destato pericoli e il destro di AJ Macginty obbligato a nella parte sinistra del campo, cosa che ha portato le Eagles ad affidare le liberazioni a kicker meno capaci di guadagnare territorio). Infine, nella partita con l’Argentina, l’Inghilterra ha mostrato la propria abilità nell’allargare il gioco, con quattro delle sei mete arrivate da palla veloce alle ali. Il match con la Francia doveva essere il culmine di tutto: una squadra ben strutturata e organizzata contro una forza francamente incostante e legata ai colpi di magia dei vari Dupont, Raka, Medard e Lopez. Più l’Inghilterra vinceva con squadre più deboli, più sembrava che la Francia si sarebbe fatta viva per arrestare il treno inglese in corsa.

Ora, tuttavia, non sapremo mai cosa sarebbe potuto essere. Molti hanno detto che se l’Inghilterra avesse vinto questa partita avrebbe cementato le proprie possibilità di raggiungere la finale; una partita di transizione con poca pressione (dato che erano già passati alla fase a eliminazione diretta) in cui tutte le tattiche potevano essere rivolte alla preparazione della fase successiva. Con quanto invece è successo, l’Inghilterra sarà in grado di prepararsi adeguatamente all’enorme salto di qualità e di pressione che l’attende? Sul campo di allenamento tanto è stato fatto, e mentre Jones sembra molto soddisfatto del risultato (ha detto “qualcuno ci sta sorridendo, forse gli dèi del tifone?”) dovrebbe essere almeno leggermente preoccupato per la penuria di scontri al vertice a cui la sua squadra è stata sottoposta.

Finora in questo torneo l’Inghilterra ha segnato il quarto maggior numero di punti, il quarto maggior numero di mete trasformate, detiene il quarto posto per palloni portati oltre la linea del vantaggio e – soprattutto – vanta il minor numero di punti concessi agli avversari (due in meno dei 22 della Nuova Zelanda, anche lei con soli tre match disputati). Si tratta di statistiche molto promettenti, soprattutto perché la scarsa concessione di punti ci mostra che l’Inghilterra può gestire le partite e rendere la vita difficile alle avversarie. Anche il ball handling è notevolmente migliorato, perdendo la palla in-avanti solo due volte contro l’Argentina rispetto alle nove volte dell’incontro con Tonga. Ogni palla persa in-avanti fa terminare l’opportunità di attaccare e conferisce il vantaggio all’altra squadra: con la palla lenta e così scivolosa, tipica delle condizioni atmosferiche giapponesi, l’handling è diventato un fattore molto più importante, cruciale per la vittoria. Considerando che l’attacco australiano si basa fortemente sulle azioni con palla veloce, garantire una buona scramble defence e una solida gestione dell’ovale saranno gli aspetti chiave del piano di gioco dell’Inghilterra. La scramble defence è qualcosa che abbiamo visto raramente poiché l’Inghilterra deve ancora affrontare un attacco abbastanza rapido da costringerla ad usarla. Tuttavia, quando osserviamo le mete concesse dall’Inghilterra, possiamo scoprire che gli sbagli non sono strutturali bensì individuali. La meta argentina di Moroni è frutto di una touche ben giocata che si sarebbe dovuta fermare ben prima se il subentrante Mako Vunipola (recentemente recuperato dopo un infortunio con l’Irlanda che quasi lo aveva escluso dalla RWC) avesse portato a termine il suo placcaggio. Un attimo e l’Argentina ha segnato 7 punti, poi il XV della Rosa ha chiuso del tutto la partita. Contro una squadra australiana piena di buoni attaccanti, come Will Genia, Marika Koroibete, Samu Kerevi assieme alla brillante coppia di flanker Michael Hooper e David Pocock, questi errori saranno certamente puniti. D’altra parte la risposta dell’Inghilterra alla meta di Moroni è stata rapida e brillante, con Jack Nowell che ha fatto un toccato superbo all’angolino tre minuti dopo, e si può solo sperare che questa carica e rivalsa si protraggano in avanti fino alla partita di sabato.

Qualunque cosa accada, Inghilterra-Australia si mette in coda per essere uno spettacolo. L’Inghilterra cerca di vendicarsi per la sconfitta patita nel 2015 e l’Australia cerca di lottare per il titolo che David Pocock merita tanto prima del suo ritiro dopo la Coppa del Mondo. Allo stato attuale, l’Inghilterra sembra la compagine più stabile e il maggior riposo potrebbe avvantaggiare le Red Roses. Ma i Wallabies sanno che saranno perduti se abbasseranno la guardia, perché potrebbero regalare ai loro vecchi rivali una facile vittoria. Una cosa è certa: sarà una partita fantastica per dare il via al turno ad eliminazione diretta.


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