Ombrellone Ovale: Bruno, capitano dei Lyons

Dopo la parentesi internazionale, posso finalmente piantare il nostro ombrellone in Emilia Romagna e prepararlo per l’altro ospite piacentino di adozione.

Raggiungo il capitano Lorenzo Maria Bruno, detto Biondo, classe 1994, tre quarti ala romano, nell’ennesimo infuocato pomeriggio estivo.

Ciao Lorenzo, molto piacere e grazie per la disponibilità, sei in vacanza?

Prego, figurati. No, sono tornato ora dal campo dove ho dato una mano con i ragazzi dei centri estivi.

Ma fa un caldo infernale, come fai?

Infatti sono cotto. Ride mentre io sublimo in vapore al posto suo.

Prima di tutto benvenuti in Top12, complimenti per la promozione, come ti senti? Hai scaricato l’adrenalina?

Abbastanza. Quando sono arrivato a Piacenza non ho vissuto la promozione in serie A, mentre adesso che l’ho vissuta tutta ti posso dire che è stata una bellissima emozione. Soprattutto perché l’anno scorso ci è sfuggita per un soffio (all’ultima partita e per un punto, ndr) e digerirla è stata davvero dura. Invece quest’anno ci siamo riscattati, la vittoria con il Colorno (l’altra neo promossa, ndr) è stata la dimostrazione che siamo arrivati in fondo perché lo abbiamo meritato. E non perché siamo stati fortunati a incontrare l’Accademia a ranghi ridotti.

Per la serie non mi levo un sassolino dalla scarpa ma ti lancio direttamente una catena montuosa addosso, tipo Pokémon durante un incontro urlando “Pikachu scelgo te!“. Però Lorenzo ha ragione, la promozione dei Lyons è stata più che meritata: seppur ridotta nella formazione l’Accademia aveva comunque un numero più che sufficiente di giocatori e tutti di buon livello, quindi non c’è niente da eccepire alla vittoria dei piacentini.

Capitan Bruno in azione. Foto Lyons Piacenza.

Sicuramente la questione Accademia nel campionato va rivista ma non pensiamoci più, avete vinto sul campo legittimando la vostra promozione ed è questo l’importante. Dimmi piuttosto qualcosa del tuo piano ferie di quest’anno: festeggi? Ti riposi?

Più o meno, sono impegnato con la Seven alle Universiadi e poi ci saranno le qualificazioni per le olimpiadi (l’intervista è di una decina di giorni fa e, purtroppo, in entrambi i casi non abbiamo portato buoni risultati), quindi ancora non sono libero. Però appena avrò finito tutto mi farò una vacanza di una decina di giorni con la mia ragazza e andrò sul Giglio da mia nonna. In teoria sarei anche iscritto all’università.

Ho detto ti riposi. E ride. Che ridi che c’è una birra in ballo? Ma lui non lo può sapere, niente bevuta neanche a questo giro. Anzi qui trasfusioni di sali minerali.

Quindi posso saltare tutte le domande su che programma seguirai per tenerti in forma, visti tutti i tuoi impegni e su eventuali diete da seguire. Oddio… dalla nonna sarà difficile mantenere qualsiasi regola, vero? Non può mica farti tornare sciupato come si dice in Toscana.

[Ride] Sì, come ogni nonna che si rispetti non può farmi arrivare alla preparazione deperito. Vabbeh… per qualche giorno ritroverò i carboidrati che abbandono un po’ durante l’anno.

Prima di salutarti anche per te la domanda conclusiva di rito, qual è il giocatore più pirata che tu abbia mai incontrato?

Il nostro numero 12, anche conosciuto come 200% top player Leonardo Subacchi.


Non conosco Leonardo, ma mi fido di Lorenzo, sicché lo aggiungo alla nostra formazione pirata. Saluto Biondo (scusa il link, ma ci stava da Dio), un capitano, un giocatore, ma soprattutto un bravissimo ragazzo. E buone vacanze.

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