Salutiamo momentaneamente il Veneto e spostiamo il nostro ombrellone in Emilia Romagna per ospitare una delle due neo promosse in Top12, l’A.S.D. Rugby Lyons di Piacenza.
Almeno… io pensavo di spostarmi lì. Invece, grazie alla magica connessione di rete, in men che non si dica arriviamo oltreoceano in quel di Mendoza in Argentina, per parlare col nuovo coach dei Lyons, Gonzalo Garcia, classe 1984, ex tre quarti della nostra nazionale, di Treviso e di Parma (per citarne giusto un paio).

Buon pomeriggio coach, – in Argentina sono cinque ore indietro – grazie per la disponibilità (gli ho spiegato la natura assolutamente non tecnica e parecchio curiosa della rubrica), come sta andando?
Bene grazie, sabato scorso abbiamo vinto il campionato con la prima squadra (coach Garcia sta ancora allenando il suo club, il Marista).
Allora complimenti, però mannaggia! Praticamente finisce un campionato in un continente e ne comincia subito un altro dalla parte opposta.
[Ride] Sì, è vero, tra l’altro c’è pure il trasloco da fare, ma per fortuna quando arriveremo in Italia troveremo caldo. In Argentina oltre ad essere pomeriggio è pure inverno.
Già è vero, a proposito ma come ha fatto a passare da un paese con un clima tutto sommato temperato ad uno come Treviso che proprio temperato non è?
Mamma mia, davvero! [Ride ancora] Lì d’inverno siamo arrivati anche a -16°. Oddio a Parma era -13°, qui oggi eravamo a zero. Ecco pensando al caldo torrido di questi giorni un po’ l’ho invidiato.
Senta la mia unica esperienza di rugby argentino l’ho avuta quando i Pumas sono venuti a Firenze a disputare un test match contro la nostra nazionale. Secondo lei qual è la differenza maggiore tra il mondo ovale argentino e quello italiano?
Sicuramente il bacino di utenza: in Argentina ci sono più tesserati rispetto all’Italia, quindi è più facile trovare buoni giocatori, il coinvolgimento è maggiore. Poi a livello di budget in Italia sicuramente ci sono più soldi che qua.
È vero però che negli ultimi anni il movimento è cresciuto e così anche il livello. L’anno scorso per esempio in Top12 c’è stato un bel campionato, io mi sono divertita molto a seguirlo. Anche la serie A è stata avvincente, per restare in argomento, i Lyons hanno disputato veramente un bel campionato con un’ottima progressione e costanza.
Sì, è vero, hanno un gruppo molto consolidato che ha lavorato bene. Ma tu sei fiorentina e segui tutte le squadre?
I Medicei sono la mia squadra, è vero, però sì, seguo tutto il campionato. Mi faccio i fatti di tutti in pratica, infatti sono molto contenta che lei torni in Italia, per il rugby è stato un ottimo giocatore, sono sicura sarà anche un ottimo tecnico.
Sì, spero di fare meno cazzate di quelle che ho fatto da giocatore. Qui ci siamo fatti una bella risata entrambi.
Vede coach è un bene averle fatte, perché così può riconoscere quando uno dei suoi ragazzi sta per farla e prevenirla.
È vero, è vero, – continuiamo a ridere – posso prevenire in tempo.
Si allena ancora un po’ adesso che è coach?
Sì, diciamo che faccio in modo che la pancia non superi il petto in dimensioni, però è un allenamento molto tranquillo.
Anche perché i giocatori non stanno mai fermi, tra tutti quelli che ho sentito non ce n’è stato nessuno che mi abbia detto “No, ora non faccio niente e mi riposo”. Con buona pace della birra ancora in frigo.
Ma sai… i giocatori se si fermano fanno più fatica a riprendere il ritmo, quindi cercano sempre di mantenere quel minimo indispensabile per non arrivare a zero a inizio preparazione.
Che poi stramazzano, aggiungo io. E a proposito di giocatori, prima di liberarla dalle mie chiacchiere, vorrei sapere da lei qual è stato il giocatore più pirata che abbia incontrato?
Sicuramente Luciano Orquera, risponde sorridendo.
Ora ci starebbe bene sentire Orquera e chiedergli cosa ne pensa della sua candidatura a pirata, ci penso e ve lo farò sapere. Nel frattempo ringrazio tanto Gonzalo Garcia per la disponibilità, le chiacchiere allegre e lo saluto con Pinocchio. No, questo non ve lo spiego, care signorine che leggete, vi basti sapere che è una chiacchiera nostra. Fidatevi.
