Oh mamma sai perche’ mi batte il corazon? Ho visto Carlos Spencer

Chi non ha mai sognato di vedere giocare dal vivo Carlos Spencer in Nuova Zelanda?

Oggi abbiamo avuto la fortuna di vederlo con i nostri occhi in quel di Hamilton. Sì, che non gioca da tempo. Sì, che non è più lo stesso “King” Carlos del 2003. Ma per un ragazzo cresciuto con il mito degli All Blacks anni 2000 è un’emozione indescrivibile.

Barbarian Legends vs Pacific Higlands è la partita che lo ha visto protagonista, sempre con il numero 10, sempre decisivo, anche se con qualche anno di più (40 per l’esattezza) .

La partita è più simile a un incontro “Old” con un arbitraggio semplificato, mischie no contest e water break. Con tanto di cambi volanti come nei migliori tornei di periferia.

Lo scopo del match è quello di sostenere un progetto per la salute, promuovendo la lotta all’obesità e al diabete (una grave piaga Neozelandese, che affligge prevalentemente la comunità Maori).

Questo incontro significa molto per i Kiwi, in quanto, come ben sappiamo in Nuova Zelanda il rugby non è semplicemente lo sport più popolare ma è parte integrante della comunità e come tale deve prendersene cura.

Lo stadio va via via riempiendosi, mentre la partita inizia, segno che anche i tifosi tengono molto a questo evento non competitivo.
Per noi assistere a questo match significa molto, ci accorgiamo in fretta che Tana Umaga non è in lista gara, essendo in campo come allenatore dei BaaBaas.

Sono tante le celebrità che prendono parte all’ incontro, molte delle quali provenienti dal Rugby League, vera e propria religione da queste parti. 

L’incontro somiglia più a un match di rugby League che di Union, con giocatori che vanno a sbattere dritto per dritto e placcaggi raddoppiati su ogni punto d’incontro.  Ma “king” Carlos regala uno spettacolo straordinario al pubblico con i suoi soliti passaggi sottomano che mandano in meta due volte i BaaBaas. Il piede è ancora caldo, nonostante l’età e più volte durante l’incontro è stato costretto a usarlo, a causa della grande fisicità degli isolani che spesso l’anno braccato, impedendogli di dare sfogo alla sua creatività. 

L’incontro termina 33 – 31 per i Barbarians che festeggiano a fine partita con gli avversari. Perchè in fondo il risultato non conta, ma fare del bene sì. Specialmente se nel frattempo hai giocato a rugby con Carlos Spencer. Gli anni passano ma le qualità restano e anche se non è più lo stesso, possiamo dire di averlo visto in azione.

Carlos Spencer, colui che ha fatto sognare generazioni di ragazzi in tutto il mondo, “quello” del passaggio in mezzo alle gambe, che in tutti i campi da rugby viene emulato, quello dei placcaggi a ribaltare, l’apertura impenetrabile che tutti vorremmo essere, anche se giochiamo piloni. Per noi è stato un onore vederlo dal vivo.

Live free, play hard.

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