All’ombra del Sei Nazioni inizia il 25° SupeRugby [HIGLIGHTS]

Mentre gli occhi del rugby europeo sono rivolti al Sei Nazioni 2020, qui nell’emisfero sud è iniziata un’altra stagione di SupeRugby che sin dalla prima giornata delinea posizioni nette, con una corsa al titolo tutt’altro che scontata.

Numerosi sono i cambiamenti di rosa tra i club, specialmente in Nuova Zelanda, molti protagonisti della passata stagione come Whitelock, Sonny Bill, Ben Smith, Kieran Read ecc.. sono volati “oversea” lasciando spazio ai giovani talenti emersi dal Mitre top 10, alcuni molto interessanti. Come il giovane trequarti ala Leicester Fainga’anuku (Crusaders), classe 1999, 188 cm per 109 kg di potenza esplosiva, che si è messo in mostra nella partita giocata a Nelson contro i Warathas. In un match combattuto nonostante il risultato (43 – 25 per i crociati), che noi di Rugby Pirates abbiamo avuto il piacere di vedere dal vivo, incontrando al termine del match alcuni giocatori e il sacro dio degli allenatori Scott Robertson, 3 volte campione del SupeRugby con i suoi Crusaders..

La brillante meta di Fainga’anuku su calcio di Mo’unga al 35″

Un SupeRugby che inizia in maniera inaspettata invece per gli Hurricanes, che perdono pesantemente in casa degli Stormers di capitan Kolisi (27 -0 ) subendo ben due mete di intercetto dai Sudafricani di Cape Town, composti in buona parte da campioni del mondo in carica, che si mettono in mostra per una corsa al titolo più che probabile, lasciando gli uragani di Wellington con l’amaro in bocca per non aver marcato neanche un punto.

Ottima prestazione anche dei Jaguares, che dopo aver conquistato la finale nella passata edizione di SupeRugby, si riconfermano, partendo con il piede giusto e mettendo in difficoltà i Lions di coach De Bruin, sia da fasi statiche che in gioco aperto. Imponendosi per 38 – 8 in quel di Buenos Aires. Da sottolineare l’ottima prestazione del centro argentino Matías Moroni, che marca due mete in scioltezza, dimostrando un’incredibile abilità nella lettura offensiva.

Sicuramente inaspettata è la vittoria dei Sunwolves a Melbourne contro i Rebels per 36 – 27. I nipponici ormai stanno macinando un gioco autoctono spesso pungente ed efficace anche da fasi statiche, complice anche l’innesto di molti “pacifics islander” che garantiscono solidità e peso laddove è necessario. Non è un caso infatti che la nazionale giapponese si sia guadagnata di diritto un posto tra le Tier 2 del rugby mondiale ed è pronta a sorprendere il circuito SANZAR che fino all’anno scorso voleva estrometterli dal SupeRugby per mancanza di risultati.

Molto tattico invece è il derby sudafricano tra Sharks e Bulls, che fatta eccezione per due mete messe a segno degli Sharks, è un trionfo di calci piazzati, mischie chiuse e botte da “sudafricani” su ogni punto di incontro, a spuntarla sono gli squali di Durban per 23 – 15 nell’arena del Kings Park Stadium.

Un altro paio di maniche è invece il derby australiano tra Brumbies e Reds, molto dinamico e più frizzante rispetto al derby sudafricano. Una partita al cardiopalma che vede i cavalli pazzi dei Brumbies imporsi meritatamente per 27 – 24, dopo un primo tempo di supremazia Rossa. Sta sicuramente cambiando qualcosa nel rugby australiano, che da qualche anno zoppica rispetto ai cugini sudafricani e neozelandesi. Sicuramente ripartire da prestazioni del genere è un ottimo inizio per lasciare un segno in questo SupeRugby 2020.

Infine per chiudere il cerchio dei derby c’è quello sicuramente più sentito da queste parti, quello tra i Chiefs di Hamilton e i Blues di Auckland. Una partita da cardiopalma che inizia sotto il dominio dei padroni di casa all’Eden Park. I Blues macinano un bel gioco pulito, nonostante l’assenza del neo acquisto Baudren Barrett e conducono il primo tempo sul parziale di 19 – 5 grazie a due mete di un ritrovato Rieko Ioane. Ma a cambiare le sorti dell’incontro nel secondo tempo ci pensa l’intramontabile Aaron Cruden, con il suo piedino fatato, regalando ai Chief la prima vittoria stagionale conseguita con il punteggio di 29 – 37.

Una 25° edizione del super rugby che inizia prepotentemente, lasciando spiragli alle “piccole” di poter ambire a un posto al sole, magari rimischiando le carte in tavola.


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