80esimo minuto la decima giornata


La decima giornata si apre con l’anticipo tra il Viadana ed I Medicei. Una gara importante allo Zaffanella per entrambe le squadre che hanno come obiettivo comune quello di mettere più punti possibili tra loro e le zone pericolose della classifica. Un’altra grande prova di resistenza per le mie povere coronarie ingannate da un ottimo primo tempo dei bianco rossi, con un Biffi in grande spolvero che costringe i padroni di casa nella loro area con lunghi calci. I fiorentini trovano la meta al minuto 20 con Tuculet che brucia la difesa di casa con una delle sue incursioni fulminanti. Talmente fulminante che il signor Spadoni deve chiedere l’aiuto del suo collaboratore per convalidare. Newton non trasforma e si rimane sullo 0 – 5. Passano appena tre minuti e Rodwell, capitano di giornata e successivamente man of the match, scambia stretto con Greef, rompe un placcaggio e schiaccia la palla sotto i pali, Newton trasforma e si va sullo 0 – 12. I Medicei esaltati dal buon momento continuano a mettere pressione, ma Viadana è un avversario ostico e determinato e dopo tante fasi di gioco trova la meta al minuto 35 con Souare che Ceballos trasforma: 7 – 12. Poco prima della chiusura del primo tempo i gigliati perdono per infortunio ad una mano Greef prima e Rodwell dopo, entrano così Brancoli ed il debuttante Di Puccio.

La seconda frazione vede il rientro di Rodwell ed un Viadana con tutt’altro approccio rispetto ai primi 40 minuti. La difesa medicea è chiamata ad un gran lavoro che svolge appieno respingendo il primo assalto dei padroni di casa. Ma al minuto 7 un cartellino giallo a Signore costringe gli ospiti all’inferiorità numerica e le mie coronarie ad un’ennesima prova di resistenza. I gialloneri guadagnano campo ma sprecano touche mentre scorre il tempo e torna la parità numerica. Una irregolarità in mischia concede la possibilità a Viadana di giocare un penaltouche sui cinque metri. Buona la difesa fiorentina ma un fallo di troppo tiene i padroni di casa in attacco con la loro mischia in vantaggio. A suggellare la tensione in campo e sugli spalti arriva il giallo a Marìn al minuto 70, ciò significa uomo in meno fino alla fine. Non ce la posso fare. Viadana insiste e dopo un numero interminabile di fasi segna con Denti, Ceballos trasforma e per la prima volta passano avanti 14 – 12. Io recupero fiato mentre i gialloneri adesso difendono il vantaggio guadagnato con tanti sforzi, ma i fiorentini suonano la carica e partono all’attacco della difesa di casa attraversandola mentre il pallone passa di mano in mano fino ad arrivare a Boccardo, ben lanciato da Broglia, che schiaccia in meta per il 14 – 17, Newton che ascolta sempre le mie preghiere centra i pali per il definitivo 14 -19.

Credit Sofo

Tutte vittorie casalinghe nella domenica palindroma di questo 2020.

Troppe Fiamme Oro per il Colorno. Il XV della polizia di Stato festeggia il compleanno di coach Guidi (tanti auguri anche da parte mia), con una prestazione che ha il sapore di un monologo. Risultato mai messo in dubbio contro un Colorno battagliero ma non abbastanza da contenere i cremisi che trovano il punto di bonus già nel primo tempo che si chiude sul 28 – 3. Nella ripresa i ragazzi di Prestera e De Marigny vanno in meta con Tuilagi ed al minuto 60 potrebbero avere l’occasione di riaprire la partita ma non riescono lasciando campo ai padroni di casa che imperversano chiudendo 42 – 10. Vittoria e terzo posto.

Credit Colorno

Un Mogliano determinato si aggiudica il match contro un grintoso San Donà. Il XV di coach Costanzo muove il tabellone sul 17 – 3, con due marcature pesanti dopo un avvio equilibrato. Risponde il San Donà con due mete in pochissimi minuti che ristabiliscono la parità ed agitano i tifosi di casa. La meta di capitan Guarducci trasformata da Ormson ed il piazzato a seguire danno ossigeno a tifosi e giocatori che devono resistere all’ultimo assalto degli ospiti che segnano per il definitivo 27 -24.

Punti importanti in chiave salvezza anche per i Lyons che hanno la meglio sulla Lazio al termine di una partita disputata da entrambe le franchigie col coltello tra i denti. Sono gli ospiti ad aprire le marcature andando in meta con Bonifazi, rispondono i padroni di casa con Guillomot, man of the match, dalla piazzola. I biancocelesti tornano avanti con un calcio ma il francese si toglie lo sfizio di segnare e trasformare. E sempre dalla piazzola nel secondo tempo il transalpino fa allungare i suoi fino ad un 16 – 8, che viene ribaltato dai laziali con una meta ed un piazzato: 16 – 18. Nei minuti finali è sempre l’apertura francese protagonista con un drop piazzato tra i pali che fissa il risultato sul 19 – 18.

A Reggio Emilia uno stanco Calvisano si fa rimontare e superare da un cinico ed implacabile Valorugby. Il match inizia con un tributo al campione Kobe Bryant cresciuto nel reggiano, un commosso applauso del pubblico presente ha salutato il minuto di silenzio in onore della stella del basket, della figlia e delle altre vittime dell’incidente aereo. Tributo riconosciuto anche da Latu Vaeno che per la partita di oggi ha scelto di indossare il numero 24. Inizio forse lento, le due squadre si studiano ed il gioco è tattico. Duello dalla piazzola tra Davide Farolini e Paolo Pescetto (6/6 per il padrone di casa e 4/4 per l’ospite), ma è Samuela Vunisa che rompe gli equilibri tornando a segnare – menomale che qui era un po’ che non si vedeva e mi stavo quasi preoccupando – e la prima frazione si chiude 6 – 13. La seconda frazione vede sempre dominante il duello dalla piazzola che si placa al minuto 56 quando Alessandro Mordacci, man of the match, conclude in meta una bella azione portando il tabellone sul 19 – 16. Conclude poi l’ennesimo piazzato del sempre preciso Farolini dal piede infallibile. E sabato ci sarà lo scontro diretto con Rovigo, a Rovigo.

Credit Valorugby

Ed eccoci al match clou di giornata, il 167esimo derby (168 se si considera la finale di coppa Italia) tra Petrarca Padova e FermiCZ Rovigo.

Parlare di un derby non è mai semplice, si rischia di scadere nel banale e nell’ovvio. Allora mi sono fatta aiutare da chi in quelle zone ci è nato ed ha bazzicato (termine tecnico che in italiano significa frequentato) il campo da rugby. Alla mia domanda “Mi spieghi per favore questo astio tra Rovigo e Padova?” La risposta è stata – cito testualmente – “Sono tra le più forti ed antiche squadre di rugby in Italia, in più distano 30 minuti di macchina ed è dal 1930 che si picchiano ai massimi livelli. Come Pisa e Livorno.” Ora Pisa e Livorno se le danno da molto più tempo e per ragioni storiche nettamente differenti, ma non mettiamo i puntini sulle i. Dicevamo.
Il derby di giornata se lo aggiudica il Petrarca, decisamente più affamato e desiderosi di riscatto rispetto a Rovigo, dopo una partita maschia.

Sono i padroni di casa a muovere il tabellone per primi con un calcio piazzato di Chillon al minuto 3, sempre lui poco più tardi raddoppia per un fallo di Pavesi (giallo) che costringe gli ospiti all’uomo in meno per dieci minuti. Ma al minuto 19 i rossoblù ottengono un calcio a favore che Odiete non fallisce e sempre Odiete capitalizza al 25esimo un fallo guadagnato dal pack rodigino. L’indisciplina patavina continua al minuto 26 col terzo piazzato consecutivo dei bersaglieri, striscia che viene interrotta dal solito Chillon che fissa la fine della prima frazione sul 9 – 9.

La seconda frazione riprende come la prima all’insegna dei falli, sbagliano gli ospiti ed il solito Chillon segna l’ennesimo piazzato per un momentaneo 12 – 9, mentre i padroni di casa al settimo minuto restano in 14 per il giallo a Leaupepe. Ci si calma? Macché, sempre Chillon al minuto 14 commette infrazione volontaria punita con meta tecnica e giallo. Petrarca in 13 e sotto 12 -16.

I bersaglieri sono i rodigini ma la carica la suonano i tutti neri patavini che partono alla riscossa e Andrea De Masi finalizza l’azione schiacciando l’ovale oltre la linea di meta per il 17 – 16, Riera trasforma per il definitivo 19 – 16. Gioia e svenimenti per i tifosi di casa, bile per gli ospiti. Qualche polemica, qualche commento al vetriolo, ma questo è un derby e non un derby qualunque, un derby rugbistico. Qui lo scontro è totale, mente cuore, corpo e anima. Qui nessuno si tira indietro.

E siccome non è da questi particolari che si giudica un giocatore, come dice De Gregori, Man of the match è stato nominato, giustamente aggiungo, Alberto Chillon.

Credit Cusinato – Ombre Nere

Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.” [De Gregori]


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