Singoval Tenzone: dal derby al XV Azzurro del futuro


Innanzitutto, aprendo questa terza Singoval Tenzone tra me e Valerio di ohvale.it, mi preme far un mea culpa grosso come una casa per aver tardato così tanto la risposta alla domanda che mi pose il mio oval-rivale, ossia il profetizzare se le nostre due compagini italiane in Pro14 sarebbero riuscite ad arrivare all’appuntamento del derby dello stivale con in saccoccia almeno due vittorie su tre partite (due di coppa e una di Pro14) precedenti al back to back natalizio. Posso dire, a mia discolpa, che nel diario di bordo del nostro vascello pirata vi sono le mie profezie firmate in calce dal mio medesimo pugno, ma, per chi non mi credesse, son pronto a giurare e a far croce sul cuore, tant’è che, anche nel tardivo pronostico di chi conosce già il risultato, son tanto onesto da dirvi che non ci avrei azzeccato. Davo entrambe le squadre più perdenti di quanto non siano state in verità: credevo che le Zebre avrebbero potuto vincere solo in casa contro il Brive, mentre in realtà son riuscite anche nell’impresa di espugnare Newport; mentre non mi sarei mai arrischiato a dar vincenti i trevigiani nel corso di queste tre settimane, anche se davo loro buone speranze contro i Cardiff, che invece li hanno beffati al fotofinish, mentre hanno invero vinto al Monigo contro il Lione.

Leggi la risposta di Valerio al Prof su Ohvale.it

Dopo questo preambolo auto-accusatorio e avervi dimostrato la mia onestà intellettuale (nonché la sempre poco affidabile capacità ad azzeccar pronostici), posso passare a introdurre il tema di questa sfida oval-letteraria tra Valerio e me: cercare una formazione azzurra tra gli italiani in campo nei due derby, che ci attendono in questi due weekend dal sapor di zenzero e panettone. Ossia andare a scovare i 23 migliori atleti che potrebbero, in base a quanto hanno fatto vedere fino a oggi con le proprie franchigie, ambire a una maglia azzurra e, se rimarrà così la linea stilistica di Macron, avere un bell’uomo vitruviano stampato sul deretano. Allora proviamo ad addentrarci nelle spire di fumo che si diradano e si mescolano nella palla (ovale) di vetro delle previsioni del futuro.

Mischia

In prima linea sono diversi gli uomini che secondo me hanno brillato in questa prima fase di stagione. Alcuni sull’onda del mondiale e dell’aver trovato continuità, esperienza e minutaggio nell’avventura nipponica azzurra, altri proprio per l’essersi trovati chiamati a sostituire quest’ultimi e quindi diventati protagonisti della prima parte di stagione, mettendo sulle gambe e sulle spalle carichi di lavoro e di gioco inediti e per questo molto formativi. Vedendo l’andazzo generale mi sento di compiere questo trittico di scelte, corredato in pari misura da un trittico di alternative: Fischetti – Fabiani – Riccioni, con alternative Traorè – Bigi – Ferrari. Il Fischio è, a parer mio, un giovane tanto promettente quanto diamante da sgrezzare. Alcuni atteggiamenti in campo devono essere limati per trasformarlo da valente atleta a eccellente giocatore, ma credo che riporre fiducia nelle sue capacità e nella sua foga e voglia di far bene possano essere ben ripagate anche in chiave azzurra. Traorè poi, come finisher (adoro questo termine di invenzione eddiejonesiana), potrebbe dare quel tonnellaggio e quella esperienza in più, utile al ruolo di pilone sinistro. A destra Riccioni, malgrado gli ultimi acciacchi, rimane il più talentuoso giovane italiano in circolazione: placcaggi bassi, cariche fruttuose, presenza stabile nelle fasi statiche. Certamente è lui l’uomo su cui puntare. Ferrari, giovane. ma un po’ meno, non ha nulla da invidiare al suo compagno biancoverde in quanto a tecnica e abnegazione, ma al momento paga un po’ la maggior visibilità e presenza dell’abruzzese, tant’è che sperimentarlo anche a sinistra potrebbe essere una valida alternativa. Nel mezzo, un po’ a mitigar la poca esperienza della gioventù, piazzerei due uomini già più navigati in quanto ad esperienza azzurra come Bigi e Fabiani, con quest’ultimo al momento davanti secondo me nelle gerarchie per una maggior stabilità emotiva e perseveranza di carattere, mostrate nel corso delle settimane difficili affrontate con la franchigia di stanza a Parma. Lascio fuori Manfredi, non per incompetenza, ma per sovrabbondanza.

La seconda linea dovrebbe esser tutta veneta, visto anche che coach Bradley si è spesso affidato alla coppia straniera Nagle-Kearney. A strappare una maglia azzurro-pirata sono Niccolò Cannone e Federico Ruzza, con l’esperto Budd a far da sostituto. Se per Ruzza e Budd non c’è granché bisogno di spiegazioni, dato che classe e possanza dei due sono palesi a tutti, per il primo è doveroso dare delle spiegazioni. Il giovane Cannone ha trovato spazio nel XV di Crowley risultando molto spesso tra i migliori in campo, anche quando i Leoni non hanno propriamente ben figurato. Il giovane permit del Petrarca Padova è secondo me pronto al salto in azzurro e lo ha dimostrato sapendo tenere alta l’asticella delle sue prestazioni. Rimane fuori a parer mio Herbst, non perché non lo vorrei vedere tra i nuovi equiparati, bensì perché credo che il suo inizio di stagione non sia stato sui livelli mastodontici del finale dello scorso anno. Non è una bocciatura, ma un semplice “a presto”.

La terza linea mi trova obbligato a far una scelta dura: tengo fuori Giammarioli, che con le sue incursioni e la capacità di intercetto considero davvero un buon numero 8, per il fatto che non potrà giocare fino a metà gennaio, a causa di quella sciagurata squalifica rimediata dopo aver giocato a far Hannibal Lecter con un avversario. Do quindi le palme e gli onori a Pettinelli (7), Mbandà (6) e Steyn (8), con Negri e Lazzaroni pronti a subentrare. Pettinelli è in forma smagliante e lasciarlo fuori dal giro sarebbe un sacrilegio; Mbandà sta proseguendo sempre più nel percorso di miglioramento e crescita che può, a parer mio, portarlo nell’Olimpo dei placcatori italiani; Steyn è una sicurezza, visto che conto sulle dita di una mano le volte nelle quali non ha portato l’ovale oltra la linea del vantaggio. Seba Negri è anch’egli una solida scelta che quando chiamato in causa compie diligentemente il proprio mestiere. Lazzaroni è pronto (e da un bel po’, aggiungerei) a vestire la maglia azzurra, che sul campo ha dimostrato di guadagnarsi con rispetto e sudore. E sappiate che nel compiere queste scelte sto lasciando fuori fior fior di nomi.

Cannone, il “più esordiente” del XV del Prof. Foto D’Alessandri.

Trequarti

La mediana è ancora la zona nella quale la coperta azzurra è troppo corta. Violi merita la 9 sulla schiena, ma sotto condizione di tornare al livello al quale ci ha abituati nel corso degli anni e la promessa di non farsi più male. Ogni suo acciacco è un anno di vita in meno per noi tifosi. Tebaldi è altrettanto valido ma paga lo scotto di aver davanti un Duvenage indemoniato a Treviso, che sta meritando la ricerca di un qualche avo lucano o brianzolo.

Tommaso Allan è sempre stabilmente il nostro mediano di apertura. Limando ancora qualche insicurezza al piede sarà il nostro punto fermo del futuro e, perché no, anche il nostro condottiero. A degno sostituto mi sento di promuovere Michelangelo Biondelli: giovanissimo, attentissimo al dettaglio, adattabile a più ruoli, frizzante come una oligominerale e acuto come un rapace. I primi mesi con le Zebre lo hanno proprio messo in risalto, pertanto trovo giusto premiarlo.

La scelta dei centri mi spiazza. Mi trovo a metter insieme il vino invecchiato e impreziosito dall’esperienza col novello appena imbottigliato e ancora tutto sprizzante energia e bollicine. Scelgo di richiamare in azzurro capitan Sgarbi, che si è prodigato fin qui in una stagione maiuscola, ed Enrico Lucchin, ex Calvisano, ora alle Zebre, che ha dimostrato fin da subito, fin dalla prima uscita estiva nel Pro14, di esser un giovane con le proprie carte da giocare. E che carte! Credo che ci siano ancora diversi centri avversari che contano le costole dopo aver ricevuto i suoi placcaggi strazianti.

Il triangolo allargato è anch’esso frutto di decisioni difficili e, per un certo verso, inaspettate. Pure per me, che mi trovo costretto a lasciare in tribuna (dato che ho chiamato in panchina sei mischiaioli e solo due smilzi) uno sempre attento e affidabile, anche se un po’ imperfetto ultimamente, come Hayward. L’uomo più affascinante di Japan 2019 non me ne voglia. Chiamo Bellini all’ala aperta, Padovani come estremo e l’equiparato Ioane alla chiusa. Mattia per la sua corsa, Edoardo per il suo ordine e la costanza di questi mesi, Monty perché è un oggetto misterioso e affascinante per il rugby italiano. Un oggetto che tutti speriamo possa spaccare il mondo ovale in due. Fuori per poco, ma solo perché voglio aspettare ancora un po’ per vedere il proseguo della sua, fin qui buona, stagione di rientro in Italia, Leo Sarto.

Il derby amichevole di questo settembre andato in scena a Parma. Foto de Falco.

Faccio un riepilogo:

1 Danilo Fischetti (Zebre, esordiente)

2 Oliviero Fabiani (Zebre)

3 Marco Riccioni (Benetton Treviso)

4 Niccolò Cannone (Petrarca Padova – Benetton Treviso, esordiente)

5 Federico Ruzza (Benetton Treviso)

6 Maxime Mbandà (Zebre)

7 Giovanni Pettinelli (Benetton Treviso, esordiente)

8 Abraham Steyn (Benetton Treviso)

9 Marcello Violi (Zebre)

10 Tommaso Allan (Benetton Treviso) capitano

11 Monty Ioane (Benetton Treviso, esordiente)

12 Alberto Sgarbi (Benetton Treviso)

13 Enrico Lucchin (Calvisano – Zebre, esordiente)

14 Mattia Bellini (Zebre)

15 Edoardo Padovani (Zebre)

16 Luca Bigi (Zebre), 17 Cherif Traorè (Benetton Treviso), 18 Simone Ferrari (Benetton Treviso), 19 Dean Budd (Benetton Treviso), 20 Sebastian Negri (Benetton Treviso), 21 Marco Lazzaroni (Benetton Treviso), 22 Tito Tebaldi (Benetton Treviso), 23 Michelangelo Biondelli (Zebre, esordiente).


9 multicolor e 14 Leoni. 6 esordienti. Qualche equiparato, in media con l’andazzo internazionale. Un buon mix tra gioventù spregiudicata e il sale in zucca dei più esperti. Sarebbe una gran bella nazionale a parer mio. Se aggiungessimo poi i vari Minozzi, Campagnaro, Polledri, Braley. Parisse? Sì o no? Lascio a te la sentenza, Valerio. Lascio ai lettori il giudizio.

Mi voglio anche sbilanciare in conclusione, dato che in apertura ho dovuto ammettere il mio ritardo nel pronostico, col dare il mio personale risultato ai due derby che ci aspettano. A Parma mi gioco un bellissimo quanto inaspettato pareggio. A Treviso, la settimana dopo, una vittoria netta dei Leoni. E te, Valerio? Che ne dici?


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