Riscossa Zebre, baratro Benetton


di Giulia Mastromartino e il Prof

Sabato di Pro14 che spezza il mese di coppe europee. Nel settimo turno del campionato celtico le nostre italiane affrontano due gallesi ostiche ma tutt’altro che irresistibili. I Cardiff Blues forse più sottotono degli ultimi anni sono ospiti a Monigo, mentre le Zebre volano dai Newport Dragons, per cercare la riscossa e il riscatto dopo alcune discrete prestazioni che però hanno fruttato ben poco. Anzi, proprio in queste settimane si parlava dei loro tremendi 365 giorni senza vittorie.

Foto Inpho.

Treviso, che gran bella squadra. Treviso, che gran bei giocatori. Duvenage è il pepe fatto mediano di mischia. Riccioni un portento. Halafihi e Ratuva a tratti indomabili.

Ma allora com’è possibile che per l’ennesima volta si sia gettata una partita alle ortiche dopo aver addirittura raggiunto il bonus offensivo? Come si fa a perdere di nuovo all’80°? Com’è possibile andare sotto psicologicamente e concedere carrettate di falli negli ultimi 5 minuti di gara? Com’è plausibile parlare di un Benetton penultimo di conference?

Ma soprattutto: se la settimana scorsa perdere anche male e allo scadere coi Northampton Saints ci poteva stare, per la caratura degli avversari, questa settimana andare sotto a cronometro rosso contro i Cardiff Blues non ha proprio né senso né giustificazioni. Gli ottimi Leoni hanno fatto e disfatto tutto da soli contro una squadra di (quasi) morti in campo, dando ai gallesi la possibilità di restare in partita prima e vincere poi. Salvo l’estremo Morgan e una buona testardaggine in maul, fronte Cardiff si è visto ben poco.

Urge un’inversione di rotta. Amiamo i nostri biancoverdi e vogliamo che tornino a governare il timone del nostro rugby, così come siamo certi che sanno fare.

Foto Benetton Treviso.

A Newport contro i Dragons finalmente arriva la prima vittoria stagionale della Zebre. il XV parmense esorcizza il fantasma della sconfitta con una magistrale prestazione di squadra.

Nel primo tempo i ragazzi multicolor prendono le misure ai gallesi. Un paio di sbavature di Licata prima e Zilocchi poi inficiano il bel lavoro di Elliott che al minuto 9 concretizza un’ottima giocata di Mbandà, schiacciando la palla oltre la linea di meta che Carlo Canna in grande spolvero trasforma dalla piazzola. 0 – 7 e si ricomincia. I gallesi non ci stanno, alzano il ritmo e trovano il pareggio al dodicesimo con Keddie, trasformazione di Robson. Entrambe le squadre vogliono predominare e sebbene i padroni di casa siano meno indisciplinati degli ospiti, concedono ugualmente due piazzati che il buon Carletto, versione cecchino, piazza in mezzo ai pali. Si va al riposo sul 7 – 13.

La seconda frazione si apre sempre coi ragazzi di Bradley all’attacco, al 44esimo arriva la seconda meta con un Padovani artistico che raccoglie un offload di Elliott, pescato a sua volta da Carlo Canna: 7 – 20. Esaltati dal break ma coi piedi per terra, le Zebre continuano a dominare il match, sempre su offload, questa volta di Violi, un altro musicista zebrato baffuto, Tommaso Boni, segue a ruota l’esempio del buon Edoardo e al minuto 51 porta la palla oltre la meta. Tommasino se i baffi ti fanno l’effetto che i capelli facevano a Sansone non te li togliere più. Dalla piazzola Canna non perdona: 7 – 27.

Restando in tema musicale, continua l’assolo della franchigia federale, nonostante la girandola di cambi, e al 71esimo buon lancio in touche di Fabiani subentrato a Bigi, alcune fasi di gioco ed ecco l’ennesima apertura di Canna (chi lo tiene stasera?) per Walker, che segna la meta e fa guadagnare il bonus: 7 – 32.

I padroni di casa provano ad accorciare le distanze con Basham (12 – 27) ma al Rodney Parade c’è una squadra con troppa fame ed un giocatore particolarmente bisognoso di scaricare tanta energia. Energia che gli fa raccogliere una palla da una ruck e gli fa correre 20 metri che Bolt scansati proprio. Al 77esimo Maxime Mbandà schiaccia in meta una palla che (ve lo giuro), credevo esplodesse per i molti significati che si è portata dietro. Sono sicura di non essere stata la sola ad aver urlato e ad essersi emozionata in quel momento. La trasformazione di Biondelli sancisce un 12 – 39 che chiude un periodo buio, ma soprattutto apre finalmente alle Zebre il sipario su cosa questi ragazzi siano capaci di fare.

Bravi, bravi tutti.


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