Italia che convince: si riparte da qui

di Fede Gobbo, Barba Nera e il Prof

Italia che vince e convince. Finalmente, verrebbe da dire. Canadesi sotterrati dallo strapotere azzurro. Certo, non è tutto positivo e perfetto: gli avversari riescono a scovare qualche buco nella difesa nostrana e rischiamo di nuovo di prendere meta da prima fase, ma grazie ai buoni recuperi dei leggeri trequarti italiani i Canucks per quasi 70 minuti non hanno marcato nemmeno un punto. Minozzi su tutti: oggi praticamente perfetto in fase difensiva, tutt’altro placcatore rispetto a quello visto contro la Francia nel test match del mese scorso, nel quale ci aveva lasciato qualche dubbio su questo fondamentale. Certamente l’approccio fisico e mentale mostrato oggi in campo dai ragazzi di O’Shea fa ben sperare per il futuro. Il che non vuol dire per forza che vinceremo con gli Springboks. Capiamoci.

Talmente belli che non si può fare a meno di guardarli. Ovunque. Foto Sofia Bonesso.

Formazione rivoluzionata, la terza linea sperimentale senza Parisse ha convinto. Polledri porta a casa la palma di man of the match più che meritatamente, ma la leadership di Steyn a numero 8 necessita ugualmente di un plauso. Ordinati e disciplinati, i calci di punizione concessi si contano sulle dita di una mano. Possesso palla altissimo e gestione delle chiamate eccellente. La prova fisica e mentale che volevamo vedere contro la Namibia è stata raggiunta oggi. Per tutti i detrattori che continuano a muovere dure e non costruttive critiche al movimento, la prestazione odierna si pone come un’enorme e rumorosissima pernacchia. Chi sta sotto di noi ha capito di che pasta siamo fatti. Chi tifa dovrebbe accorgersene e supportare, non rompere sempre e comunque.

Come dicono a Napoli oggi siamo scesi in campo con la cazzimma giusta. La mentalità vincente ha schiacciato il Canada. Non solo i soliti, ma tutti. Anche le seconde scelte, anche quelli che devono giocarsi un posto. Il turnover di O’Shea, specialmente in seconda e terza linea, dimostra la buona profondità che si sta raggiungendo nei vari ruoli. Speriamo di progredire sempre di più anche in questo aspetto.

Con il Sudafrica e la Nuova Zelanda magari non vinceremo. Probabilmente non vinceremo. Ma potrà essere una bella partita. Potremmo metterli in difficoltà, potremmo fargli sudare qualsiasi centimetro sul campo. Sarà difficile ma noi ci stiamo credendo sempre di più. Qualche mese fa il nostro pirata del Sei Nazioni, Federico Ruzza, lo disse: “Passare il girone sicuramente è un’impresa. Però se non partiamo con l’obiettivo di portare a termine questa impresa tanto vale non partire“. E vista la testa e le qualità che la nostra seconda linea sta mettendo in campo noi ci sentiamo di appoggiarlo e fidarci di lui. Sarà tosto, ma sarà bellissimo. Ne siamo sicuri.


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