Singoval Tenzone: tutto il rosa del rugby


Dopo la prima sfida a duello tra me e Valerio di Ohvale.it di due settimane fa, abbiamo deciso di ridiscendere sul campo di battaglia per dire la nostra su un altro dei temi più chiacchierati di queste ultime uscite ovali: la nazionale femminile e i dintorni rosa del rugby italiano.

Ma prima di iniziare a snocciolare idee e impressioni sull’argomento principe di oggi, mi preme rispondere alla sciabolata del pronostico che il mio avversario mi ha stoccato nel suo precedente articolo: chi sono le mie favorite alle finali europee di Challenge e Champions Cup di maggio 2020 a Marsiglia (dove tra l’altro Valerio ha già annunciato che sarà presente nel suo ultimo podcast di Quindici, mentre io invece credo che sarò legato a una sedia a correggere temi prima della fine dell’anno di lezioni)?

Leggi la risposta di Valerio al Prof su Ohvale.it

Challenge Cup: nella prima delle due competizioni continentali la prospettiva della vittoria finale deve, a parer mio, far i conti con le evoluzioni dei singoli campionati. Togliendo ovviamente dai giochi le due cenerentole, Enisei e Calvisano, tutte le altre compagini devono spesso tirare i remi in barca negli appuntamenti europei per poter conservare energie e uomini per gli incontri decisivi dei vari Pro14, Top14 e Premiership, con quest’ultime due che accentuano la posta in palio finale laddove vi sia il concreto rischio di una retrocessione. Credo dunque che le favorite ad arrivare fino in fondo si debbano necessariamente scovare tra i team capaci di accumulare quanti più punti possibili in questa prima fase dell’anno ancora adombrata dalla contemporanea presenza del mondiale nipponico. Magari delle formazioni che fisiologicamente tenderanno a ritrovare il proprio posizionamento di metà classifica in patria e cercheranno di togliersi qualche soddisfazione in Europa, per compiacere staff, atleti e tifosi. Punto forte dunque su Bordeaux-Beagles, ora seconda in Top14, e Bristol Bears, attualmente in vetta alla Premiership. Terrei comunque aperto uno spiraglio per quanto riguarda Edinburgh e Toulon, la prima sempre più quadrata col passare del tempo, la seconda vera mina impazzita a parer mio.

Champions Cup: una delle due finaliste sarà la sempreverde corazzata blu di Leinster, quest’anno vera favorita alla vittoria finale, dato che i Saracens sono quasi automaticamente tagliati fuori dalle vicissitudini di illecito finanziario che gli hanno causato 35 punti di penalizzazione in campionato. Ergo per gli inglesi si prospetta un anno in salita per salvarsi in Premiership e la competizione nobile europea passerà quasi sicuramente in secondo piano. Altra squadra che a parer mio ha la capacità e la profondità per arrivare fino a giocarsi la finale è Toulouse, un gradino sopra tutte le altre della sua pool e indomabile nella capacità di unire alcuni dei migliori elementi dei Bleus con altre stelle planetarie. Da tenere d’occhio anche l’evoluzione nel torneo di Munster ed Exeter, che potrebbero giocare brutti scherzi a chiunque.

Foto FIR FB.

Ma veniamo all’Italdonne, in campo nelle ultime due settimane per i due test-match autunnali. Due risultati che, non lo nascondo, sono stati decisamente negativi, perlomeno per quanto io potessi aspettarmi dalla selezione di Di Giandomenico, capace di strappare il secondo posto nell’ultimo Sei Nazioni. Voglio essere chiaro: sono stato felicissimo di alcune cose che ho visto, così come sono stato molto insoddisfatto di altre, una su tutte il pareggio contro il Giappone.

Cerco di andare per ordine. Cosa mi è piaciuto. Mi è piaciuta da matti l’attenzione mediatica che si è data alle nostre ragazze. Non ho una memoria storica ovale così profonda quanto te, Valerio, quindi ti chiedo di aiutarmi e correggermi, ma non credo che si sia mai verificata la messa in onda in diretta su rete nazionale della nostra nazionale femminile. Di questo le nostre ragazze e tutto il movimento rugbistico italiano deve essere profondamente orgoglioso. Che sia solo il primo passo di una strada che continua a racimolare soddisfazioni e porta a migliorarsi sempre di più. Attenzione mediatica che non si limita alla tv di mamma Rai, ma che si amplifica nell’eco social degli eventi delle nostre ragazze: i post, gli articoli, gli approfondimenti, i commenti, le condivisioni, le immagini, la diretta FB del match con le inglesi, la partecipazione del pubblico ovale italiano. Proprio il pubblico italiano, per una volta, mi è piaciuto da matti: onesti, fedeli, vicini, incoraggianti. Anche nel momento della mezza disfatta de L’Aquila contro le giapponesi. Anche nella goleada (passatemi il termine calcistico) patita in Inghilterra.

Ma anche le scelte del nostro ct mi sono piaciute: lanciare delle giovani che stanno facendo bene nella nostra serie A per sperimentarle su palcoscenici più difficili (Paganini, Capomaggi); dare minuti nelle gambe a chi non sta trovando spazi in questi mesi (Sarasso) per scelte di vita che le hanno portate lontano dai campi (sì, il rugby rosa non è professionistico in Italia, per chi se lo fosse dimenticato); provare a scovare nuove leadership in ragazze caparbie ma giovani (Arrighetti); tentare di far amalgamare un gruppo nuovo che è chiamato a confermarsi ad alti, quasi altissimi, livelli quando in realtà le varie atlete sono sparse per lo Stivale, la Francia, la Romania, l’Inghilterra. Tra l’altro, Valerio, ti chiedo che cosa ne pensi della possibilità di carriera all’estero per le nostre ragazze? L’assaporare un mondo così diverso non può rischiare di essere controproducente per loro? Quasi come toccare il paradiso con un dito per poi riscoprirsi tra qualche anno ricatapultate nella quasi anonima realtà ovale nostrana, che ben pochi sbocchi dà a chi ha mangiato pane e rugby per tutta la fase di vita che equivale al periodo formativo universitario. Certo, se parlassimo di professionismo…

Ultima cosa che mi è piaciuta da matti è Silvia Turani. Una gran figa ovale. Una che in tre anni, da quando ha iniziato a giocare, si è presa il Rugby con la R maiuscola, se l’è divorato, l’ha fatto azzurro e questo sabato sarà titolare in prima linea per le Barbarians. Oh, mica cazzi, questo è essere delle fighe clamorose. Non vi dico gli apprezzamenti per una ragazza così che spopolano nelle chat interne dei pirati. Ti stuzzico di nuovo Valerio: chi è la tua regina del rugby rosa?

La carica di Turani. Foto Sofo.

Ma non è tutto rosa e fiori questo autunno rosa ovale. Come scrivevo credo che i risultati siano stati fallimentari. Tante cose buone che però si sono sciolte come neve al sole. Ritmi bassi, poca voglia di combattere in campo, poca capacità di reagire a situazioni sfavorevoli, arbitraggi sottotono (mamma mia cosa non abbiamo visto al Fattori) ed episodi avversi. Certo che vincere con le Red Roses non era auspicabile, ma non era neanche richiesto, mentre pareggiare con le asiatiche dieci posizioni sotto di noi nel ranking equivale a un vero e proprio schiaffo morale. Anche perché non possiamo permetterci nessuna eccessiva sbavatura in quanto a posizione nella classifica internazionale, dato che chi ha studiato le modalità di accesso alla prossima World Cup ha deciso di stabilire gli scontri inter-europei in base al ranking. Noi per ora siamo messe bene, ma di questo passo…

Soprattutto quello che non mi va giù è aver assistito a un patimento continuo nell’impostazione del ritmo di gioco contro il Giappone. Loro erano veloci, pimpanti, esuberanti. Noi passive, arretranti, rallentate. Momenti diversi di preparazione atletica e campionato? Basta questo? Non lo so. Vedere la mancanza di skills delle nipponiche e pensare che abbiam seriamente rischiato di perdere contro di loro mi fa accapponare la pelle. Non sei d’accordo Valerio?

Credo proprio che se vogliamo continuare a giocarci le nostre chance di essere tra le migliori al mondo dobbiamo proseguire sulla giusta rotta. E se lo vogliamo fare credo che Di Giandomenico debba perlomeno aggiustare un minimo la rotta intrapresa in quest’autunno dalla nostra nazionale.

A te l’ovale Valerio, fatti sotto.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *