Prosegue il viaggio di avvicinamento alla Rugby World Cup 2019 in Giappone. Questa settimana vi presentiamo l’Uruguay.

L’Uruguay è una delle formazioni che può regalare più sorprese di tutti ai prossimi mondiali nipponici. Malgrado tutti sappiano che non possono fare i salti mortali e i riti voodoo per superare la pool, dato che avranno di fronte Fiji, Georgia e soprattutto Australia e Galles, ci si aspetta che, almeno contro le prime due, i Teros provino a dare battaglia, per racimolare qualche punto di bonus o, più in generale, qualche bella soddisfazione.
Soddisfazioni che, negli ultimi anni, si fanno sempre più consistenti e costanti. Prima il ritorno al torneo iridato nel 2015, dopo le prime apparizioni nel 1999 e nel 2003, quando si racimolarono con Georgia e Spagna una vittoria per ciascuna edizione, poi la formazione uruguagia guidata da Esteban Meneses, vecchia conoscenza di Calvisano, si è tolta diversi sassolini dalla scarpa. In particolare l’Americas Rugby Championship li ha visti salire costantemente in classifica nelle ultime tre stagioni, fino a giungere alla seconda piazza di quest’anno, dietro l’Argentina XV e, soprattutto, davanti agli Stati Uniti e al Canada. Proprio quest’ultimi sono stati le vittime dei Teros, che si sono qualificati di diritto alla Rugby World Cup come America 2 e hanno obbligato i nordamericani al torneo di ripescaggio dello scorso autunno in Francia.

Da qui a dire però che i sudamericani possano essere delle minacce sulla strada dei georgiani e dei figiani ne passa. Per poter comprendere la reale entità della formazione dalla camiseta celeste è necessario dare uno sguardo al loro comportamento durante i match estivi. Primi su tutti gli incontri della Nations Cup di questo giugno, che vedrà l’Uruguay, campione nelle ultime due stagioni, affrontare nell’ordine Russia, Namibia e Argentina XV. E poi, per calibrare ulteriormente la portata delle insidie che dovranno fronteggiare le altre protagoniste della pool D, vi sarà a fine giugno l’appuntamento a Montevideo contro la Spagna dei grandi rimpianti.
Chissà se la formazione uruguagia sarà in grado di fare bella figura durante l’estate, rinsaldare il proprio morale e porsi l’obiettivo di fare lo sgambetto a qualcuno? Certamente se i Teros riuscissero nell’impresa di sconfiggere Fiji o Georgia, queste sarebbero obbligate a salutare i propri sogni di gloria del passaggio del turno. Fermo restando che anche loro dovrebbero, prima di cantar vittoria, confrontarsi con i Dragoni e i Wallabies. Mica pizza e fichi.
