Il Drago brucia la Rosa

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By Scott Ingleton

Nei primi mesi della primavera ci saremmo aspettati di vedere le foreste ed i campi tornare vivi, con i boccioli che esplodono in vibranti colori di blu, verde e rosso. Le Rose Rosse d’Inghilterra, comunque non sono fiorite. Sono rimaste dormienti sotto una gelata coperta di indisciplina e decisioni sciocche.

La sconfitta al Principality Stadium ha creato quantomeno alcune aree di controversia: la prima e la seconda meta, alcuni discutibili decisioni arbitrali, Mako Vunipola che ha cambiato non una ma due volte le scarpe e via dicendo. Sicuramente una partita avvincente, in particolare quando le squadre hanno iniziato a giocare effettivamente a rugby. Spesso l’arbitro Pascal Gauzêre ha fermato il gioco per scorrettezze su ambo i lati che hanno spezzato la continuità di gioco. Ma quando il gioco è stato fluido, entrambe le squadre hanno mostrato esattamente il loro potenziale. In questo frangente, l’Inghilterra è sembrata pericolosa (la squadra del 2019 dalla coppa del mondo è tornata). Ma semplicemente non è bastata; in due delle rare occasioni in attacco, l’Inghilterra ha avuto delle convincenti prestazioni purtroppo sprecate da Elliot Daly con veramente opinabili scelte finalizzative. Appena dopo la meta di Liam Williamns, l’Inghilterra ha una chiara occasione da meta. Una mischia sul lungolinea è ben conquistata e Youngs spedisce la palla in mezzo al campo con Watson in corsa su una buona linea. Offload per Farrell che appoggia su Ford in corsa su un loop. È una giocata standard a livello internazionale, che abbiamo visto un sacco di volte. Il passaggio di Ford è bellissimo, ma in qualche modo Daly fa avanti. Una promettente azione, rovinata da un calo di concentrazione.

Qualcuno potrebbe dire: “oh, è un errore, tutti fanno errori”. E potrei anche essere d’accordo, se Daly non avesse fatto quasi la stessa cosa al 56° minuto. Un’altra bella azione dell’attacco inglese, ed ancora Daly riceve la palla e quando viene placcato non riesce a trattenerla. Il placcaggio di North non ha nemmeno toccato la palla: Daly, letteralmente la rilascia facendo avanti. Un estremo di caratura internazionale non può fare errori del genere quando la partita è in bilico. Sempre lui è stato il primo colpevole sulla meta di Ioane, come sulla meta di Van Der Merwe contro la Scozia. La decisione di posizionarlo estremo è stata ampiamente discussa sin da quando Eddie Jones lo decise, ma tale decisione semplicemente non ha mai pagato. Le peculiarità di Daly (fisicità, ampia gittata di calcio e velocità) sarebbero migliori per un’ala o un centro. Il suo decision making non si addice ad un estremo internazionale come Liam Williams (che è stato fantastico), Brice Dulin o Jordie Barret. Un estremo necessita di un’eccezionale attitudine alla difesa, di essere estremamente resiliente a cali di morale e decisamente efficiente nelle decisioni sotto pressione. Ovviamente non è stato male per tutta la partita. Ha avuto il suo momento di magia al 40° minuto, tenendo la palla viva e producendo tre punti per l’Inghilterra. Inoltre, il suo line break ha messo Young nelle condizioni di bucare. Young ha deciso poi di correre sul lungo linea di fatto azzerando le chance di meta. Tuttavia, Daly ha dimostrato più volte di non essere un estremo e il fatto che Jones continui a schierarlo proprio non me lo riesco a spiegare.

Adesso, sarebbe l’ideale gicoare con l’ossatura dell’Inghilterra. È il punto più lontano dalla prossima coppa del mondo e l’opportunità per alcuni giocatori di mettersi in mostra in prospetto per la competizione. Metti Malins dall’inizio, riporta Lawrence in campo e dagli una palla, usa Earl e Martin piuttosto che Hill e Ewels, metti Randall in panchina perché questi sono i giocatori del futuro, quelli per cui tiferemo in Francia. Jones stesso ha dichiarato che vorrebbe togliere il 20% dei giocatori per anno lasciando potenzialmente il 40% degli stessi nella squadra corrente per il Torneo del 2023. Giocatori come Youngs, i fratelli Vunipola, Lawes, May probabilmente non appariranno sul foglio gara del 2023. Perché stanno giocando? Riconoscenza di Jones per il 2019? O per essere mentori delle nuove leve? Qualunque sia la ragione, che io non conosco, l’Inghilterra sta perdendo partite che sulla carta potrebbe vincere. Quindi perché non avere i nuovi ragazzi sul campo? La scusa non può essere “perché perderanno”, visto che i senatori stanno perdendo comunque.

Tra l’altro, i nuovi giocatori stanno giocando da meno tempo: hanno dunque interiorizzato meglio le nuove regole su ruck e placcaggi e per questo sarebbero più avvezzi a rispettarle. Non sono mancati i calci di punizione durante la partita, ma i 14 concessi dall’Inghilterra quando aveva il possesso sono un numero sconcertante. La decisione sulla correttezza o meno di questi calci spetta solo alla World Rugby. Quello che i giocatori possono fare è adattarsi al metro di giudizio dell’arbitro. Se l’arbitro è particolarmente attento alle ruck, non ci si focalizza su palle che potrebbero portare al turnover o sei sicuro di non commettere fallo. Se l’arbitro è focalizzato sui fuorigioco, fai un passo indietro rispetto alla linea per rimanere in gioco. Molti falli di questo tipo sono stati imputabili allo scarso livello di fitness o a scelte di gioco sbagliate. I calci di punizioni concessi da Genge al 68°, Hill al 47° e Robson al 73° sono stati completamente inutili. Nessuno di questi ha evitato una marcatura del Galles: sono state solamente infrazioni e l’Inghilterra è stata punita per questo. Tale indisciplina non ha solo mostrato l’arroganza inglese ma anche l’inflessibilità. L’arroganza per il continuo infrangere il regolamento e l’inflessibilità per il mancato cambio di mentalità. Questa attitudine deve cambiare se l’Inghilterra vuole competere contro Francia ed Irlanda. Occorre andare in campo con più umiltà e rispetto per il gioco e gli avversari anziché perseverare nel trattarli con disprezzo.

Anche se le prime due mete fossero state assegnate (come per la cronaca giustamente erano) l’Inghilterra avrebbe comunque perso di due punti. Callum Sheedy è stato un eccezionale sostituto di Biggar al 50° così come Kieran Hardy ha dimostrato un’ottima qualità come apertura. Gli avanti gallesi sono stati dinamici, creando buchi attraverso il muro bianco da tutti gli angoli, al contrario dell’Inghilterra che ha portato palloni principalmente con Sinckler e Billy Vunipola. Louis Rees-Zammit sta migliorando sempre di più, dimostrando come quanto pericoloso potrà essere per il resto della sua carriera internazionale. Veramente inaspettati come primi della classe, e con le partite della Francia a rischio per alcuni contagi, i già vincitori del Triple Crown possono essere considerati seri pretendenti al titolo. Dopo la nomina di Pivac come capo allenatore, molti problemi erano sorti e diversi malumori inneggianti ad una nuova leadership sono stati comunque caldeggiati. In ogni caso, questo torneo ha visto la resurrezione del Dragone Gallese, riscoprendo la mentalità vincente persa dopo la partenza di Gatland. Per quanto non mi piaccia dirlo, il rugby gallese sta tornando. E la mia speranza è che il l’Inghilterra abbia la capacità di tornare pure lei.

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