God save the Queen, ultimo atto

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Come ogni anno, indipendentemente da dove si giocherà, Inghilterra contro Galles rimane una partita sempre elettrizzante e combattutissima. Per ottanta minuti all’anno, tutte le emozioni e la storia di queste due squadre vengono catapultate sul campo di battaglia. Quest’anno lo scontro non è stato diverso. Un gioco fisico e brutale che è continuato fino all’ultimo minuto, pieno di drammaticità, polemiche e aggressività, che è proprio quello che è questo scontro titanico. Fin dalle prime note degli inni si è potuto notare quanto significasse per ciascun giocatore essere lì in quel preciso istante a rappresentare il proprio paese.

C’è stata più di una differenza nei due stili di gioco. In quanto Wayne Pivac ha accettato solo recentemente di subentrare come coach del Galles chiunque si sarebbe aspettato che avesse avuto più di un’idea sul come far giocare i suoi giocatori. Considerando la sua storia con la federazione rugbisica delle Fiji (e il suo successo nel torneo delle sette nazioni del 2005) e – più recentemente – con gli Scarlets, non sorprende che si focalizzi sull’attacco. Il Galles ha sempre avuto una difesa forte, con difensori sulla linea di fondo come Leigh Halfpenny e sulla fascia come Liam Williams, il che è quasi l’opposto di quello che sta accadendo ora alla Francia. Il Galles ha già un’ottima difesa, sostiene Pivac, per ciò è meglio concentrarsi sull’attacco. Il famoso “Gatlandball” non è mai accaduto, per ciò i fans non hanno potuto festeggiare come invece avrebbero voluto. Ma è fuori discussione che Gatland non abbia avuto successo. Quindi, perché Pivac ha deciso di fare questo scambio. Lo spiegano meglio le statistiche. Entrambe le squadre hanno avuto possesso palla per circa 20 minuti del gioco, ma nonostante questo l’Inghilterra ha fatto quasi il doppio dei contrasti rispetto al Galles (223 contro 116).

Credit Six Nations Rugby

Inoltre, il Galles ha effettuato quasi il doppio del numero di passaggi rispetto all’Inghilterra (236 contro 119). Queste statistiche mostrano le differenze fra i due schieramenti; laddove l’Inghilterra non si è aggiudicata il possesso (il 17% del loro possesso è andato al “boot”) cercando di non rimanere bloccata nella fase di gioco, il Galles, più consistente rispetto all’avversario, l’ha mantenuto (molto simile al “Gatlandball”), ma con l’aggiunta del fascino della direzione di Pivac, cioè scarico e passaggio. Nonostante questa possa sembrare una strategia rischiosa, poiché spesso le palle potrebbero essere perse dai giocatori, nel momento in qui questa funziona è davvero spettacolare da vedere. Si può scegliere qualsiasi pausa nel gioco e notare come ci siano sempre due o tre giocatori del Galles in supporto, in attesa dell’offloads – questo è qualcosa che hanno in comune con il 15 delle Fiji. Pensate alla loro prima meta subito dopo il riavvio di partita; Tompkins riceve sul lato sinistro, l’Inghilterra decide di attaccare da dietro come se potesse essere in grado di fermare rapidamente il ricevitore e rendere più facile trascinarlo al contatto e ottenere così un vantaggio immediato. Lo dimostra Daly, uno dei giocatori più veloci in questa prima parte di partita dell’Inghilterra, che carica dopo Tompkins con Kruis, uno dei più grandi, a supporto. Daly lo affronta e riesce a tenergli testa, mentre Kruis cade a terra. Tuttavia, Tompkins schiva abilmente Daly e scarica a Josh Navidi sulla fascia, tempismo perfetto nel passaggio per tagliare fuori Kruis. Navidi scarica poi di nuovo a Tompkins che non ha mai smesso di correre, che scarica perfettamente su Tomos Williams sulla fascia interna, il quale corre verso la linea. Vedendo George Ford davanti a sé, passa di nuovo all’interno a Justin Tipuric, che ha lo slancio per superare la linea e fare meta. Un lavoro orchestrato meravigliosamente, talmente semplice da sembrare un allenamento. È un contrattacco brillante in confronto alla tattica iniziale che l’Inghilterra stava cercando di attuare, ma che non è riuscita a svolgere.  La prima meta inglese, segnata da Anthony Watson, mostra ciò che Watson porta dalla sua parte. I suoi piedi danzanti e l’eccezionale velocità lo rendono una forza da non sottovalutare, senza tralasciare il fatto che ha mantenuto un tasso di successo nei placcaggi al 100% (6/6). È stato quasi come vedere la vecchia Inghilterra, con l’aggiunta del tocco di Watson. Invece di guidare il “maul” (come si sarebbe aspettato il Galles), Curry prende la palla da dietro e passa rapidamente a Youngs. Youngs corre in avanti, notando Watson all’esterno, cambia velocemente direzione di gioco, passa magnificamente al suo compagno di squadra Watson, e mentre danza nell’attraversare il placcaggio riesce ad allungarsi oltre la linea di meta. Tuttavia, è il secondo tentativo su cui vorrei concentrarmi, in quanto è il primo esempio di come l’asse Ford-Farrell può funzionare perfettamente. C’è un’altra rimessa laterale che viene battuta quasi esattamente nello stesso posto, eppure questa volta l’Inghilterra si è messa in ordine e ha giocato. Youngs cerca di sgattaiolare fuori dalla mischia, ma prima di venire bloccato, riesce a scaricare a Jamie George.

Credit Wales Rugby Union

George si abbassa, guadagnando alcuni metri, così come Marler. È qui dove Youngs scatena l’asse. Youngs passa a Farrell, che sa di avere a disposizione solo un secondo per fare una scelta tra passare a Slade che si libera appena fuori la mischia o Ford molto più indietro. Questa corsa di Slade è la chiave: Slade distrae George North abbastanza a lungo da impedire a North di raggiungere Ford prima che lui possa liberare Daly sulla fascia. Inoltre, la corsa di Ford è perfetta. L’angolo è sufficiente per mantenere l’attenzione di entrambi gli avversari Halfpenny e North, in quanto non capisce se North arriverà in tempo oppure no, Halfpenny si trova quindi costretto a coprirlo. Questo libera Daly sull’ala il quale si tuffa oltre la linea. Un tentativo strepitoso, molto ben architettato e che dimostra il vantaggio di avere a centrocampo un playmaker in più. Ci sono stati molti momenti di cui si potrebbe parlare durante la partita, ma forse il più significativo è l’incidente tra il capitano gallese Alun Wyn Jones e l’ala inglese Joe Marler. C’è stato un po’ di attrito fra i due dopo circa sette minuti di gioco e Marler è stato filmato mentre afferrava i genitali di Jones. Questo tipo di cose succede nel rugby da decenni, ho sentito persone sostenere “è solo scherzo / è stato divertente” mentre altre dire “questo è vergognoso e non ha spazio nello sport a livello professionistico”. L’unica discussione che potrebbe sorgere spontanea è che la legge 9.27 afferma che “un giocatore non deve fare nulla che sia contrario allo spirito di buona sportività – tirare i capelli o graffiare; sputare; afferrare, torcere o spremere i genitali (e / o il seno nel caso di donne giocatrici)”. La pena minima per questo reato è un allontanamento di 12 settimane dal campo. Il mondo del rubgy dovrebbe guardare al “World Rugby” per imporre queste sanzioni e sostenere la legislazione. L’opinione personale sull’incidente è abbastanza irrilevante: queste sono le leggi che devono essere rispettate se hai intenzione di giocare. È semplice. Guardando al futuro, a meno che la Scozia o l’Irlanda non facciano miracoli contro una Francia sempre migliore, sembra che quest’anno proprio i transalpini andranno a vincere il torneo delle sei Nazioni. Tuttavia, si dice che i miracoli possono sempre accadere, l’ultimo giorno diventerà una battaglia incredibilmente intensa. Soprattutto con il Coronavirus che sta causando caos per quanto riguarda le partite italiane, chissà come finirà il torneo dell’anno.

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