Danilo, il nostro Fischio nazionale


Continuano le mie incursioni telefoniche nelle case dei nostri protagonisti ovali, non potendo ancora aprire la nostra Club House fisicamente, lo faccio virtualmente raggiungendoli via cavo. Ebbene sì, una vera stalker si vede in caso di pandemia. Ed oggi sono ancora più felice perché posso risentire una delle nostre perle nazionali, un concentrato di allegria, vitalità e determinazione. A settembre ha iniziato la sua prima stagione in Pro14 e lo troviamo adesso fresco di debutto al Sei Nazioni con la Nazionale maggiore, signore e signori, ragazze e ragazzi, ma soprattutto mamma e maestra (la mia, sì quella delle elementari), direttamente dal salotto di casa sua Danilo Fischetti.

Ciao Danilo, che bello risentirti, come stai?

Ciao Giulia, eh bene dai. Un po’ condizionato da questa situazione ma bene. Cerco di passare le giornate nel rispetto di tutte le limitazioni.

Ti stai allenando a casa?

Sì ho un programma da seguire e lo faccio qui, sono attrezzato per fortuna.

Per chi non lo sapesse (quelle due, tre persone rimaste), Danilo è uno dei ragazzi più sportivamente attivi che conosca. Non sta fermo praticamente mai.

Credit Chiara de Falco

Allora ci siamo sentiti ad inizio anno e molte volte durante la stagione, ma oggi ti ritrovo dopo aver vissuto il tuo sogno, il debutto con la Nazionale. Prima di tutto emozione da 1 a 10?

Eh, 11 di sicuro. Giocare in nazionale è sempre stato il mio sogno. L’ho sfiorato a novembre in Giappone ma finalmente ce l’ho fatta. Franco Smith è fantastico, lui parla a tutti nello stesso modo, non fa distinzioni tra debuttanti o esperti. Siamo tutti uguali. Mi dispiace per i risultati, perché quelli servono sempre. Però il gruppo è giovane e deve ancora crescere. Ci sono stati tanti debutti il mio, Canno, la conferma di Zilo (traduzione Niccolò Cannone e Giosuè Zilocchi ).

A proposito facciamo che te e Zilo la prossima volta vi muovete separatamente, che ne dici?

Davvero – ride – prima il tifone in Giappone, poi la Pandemia.

Io te lo dico, se arrivano anche le cavallette chiamo l’esorcista. Ma meglio non pensarci, continua a raccontarmi.

Che ti devo dire, giocare all’Olimpico è stato epico, ci facevo il raccattapalle quando ero a Roma in Accademia e questa volta c’era pure il fratello di un mio amico. Tremila pensieri, tremila cose per la testa. C’era la mia famiglia, i miei amici – poi c’è stata tanta partecipazione – sì, tanta fiducia nel progetto. Adesso dobbiamo stringere i denti e lavorare.

Credit Delfrate

A proposito di lavoro, qual è la prima differenza che ti viene in mente tra Club e Nazionale?

I ritmi, a parte gli inglesi, degli altri gli impatti li conosci, ma nel complesso il livello di gioco è più alto.

Cosa ti è rimasto addosso di questa esperienza?

Tutte le sensazioni, tutte le emozioni, dal tunnel di Cardiff all’ingresso in campo.

Guarda non mi parlare di emozioni che quest’anno – mannaggia a voi – ho iniziato a piangere da quando hanno inquadrato gli spogliatoi, praticamente alla fine dell’inno ero disidratata.

Ride – cosa ridi che è anche responsabilità tua se ho rischiato di finire liofilizzata che a confronto Tutankhamon era un fresco come una rosa – ma dicevamo del profluvio di amore che genera questa Nazionale. Ho alcune domande per te da giovani rugbisti, in molti chiedono come si tenga in allenamento la testa.

Una domanda più facile no eh? – adorabile Danilo, questa volta ridiamo in due – non è semplice, ma diciamo che restare focalizzati sull’obiettivo aiuta.

E la prima l’abbiamo sfangata, continuiamo, Filippo 8 anni ti chiede consigli sull’allenamento della potenza.

La palestra aiuta molto ad allenare l’esplosività. Poi sai, bisogna stare attenti che questa nuova generazione te sgama subito se dici una cosa non esatta. Perché hanno la tecnologia dalla loro parte. Io lo vedo con mio fratello che ha 13 anni – un Fischettino junior. Ecco le condomine smielate – e usa la tecnologia per studiare tutto.

Credit Italrugby

Parlando di confronti, c’è qualche giocatore che ti è piaciuto incontrare o avresti voluto incontrare?

Sì, Genge dell’Inghilterra, tra l’altro mi somiglia – questo lo abbiamo detto in coro perché è la prima cosa che ho pensato quando l’ho visto – lui mi sarebbe piaciuto.

E un giocatore al quale ti ispiri, diciamo così?

Andrea Lovotti, è un ottimo giocatore ed un bravo ragazzo.

Concordo pienamente. Ma continuiamo con le domande, le ragazze ti chiedono se ci sia un rimedio veloce per togliersi i segni delle partite di dosso.

Relax, non devi fare niente, passano da soli. Il metodo più efficace è rilassarsi.

Che detto da te che non ti fermi mai può sembrare un controsenso, ma non è così – ride ancora – però mi ricordo ancora lo squarcio che avevi sul sopracciglio e capisco cosa tu voglia dire.

Credit Delfrate

Senti ma col delirio che c’è in giro, riesci a trovare le uova – ricordo che per Danilo le uova sono un must have – quante ne hai in frigo adesso?

Sì, aspetta fammi controllare due, tre, quattro, otto, dodici, quattordici in totale.

Quattordici uova? Un pollaio praticamente.

E beh, sono sei albumi e due tuorli ogni mattina. Faccio presto a consumarli.

Guarda che adesso il ritmo degli allenamenti è più basso, se continui così il tuo fegato un giorno si alzerà come Tina Cipollari all’urlo di ‘No Maria, io esco’.

Ride lui e rido anch’io. Potremmo continuare a chiacchierare un’altra oretta, Danilo è una compagnia divertente e mai banale. Ma non voglio esaurire tutte le curiosità e gli argomenti. Sicché grazie Dani per la consueta disponibilità. Complimenti per questi traguardi raggiunti, so che non sono il tuo arrivo ma solo un nuovo punto di partenza. E no, non puoi picchiare Pierre Bruno.

“Un buon pacchetto di mischia è un contagio, tutti prendono questo virus.” [Lucien Mias]


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *