
Anche quest’anno il Super Rugby è iniziato in grande stile, senza farci mancare qualche sorpresa. Come sempre d’altronde. E dopo le prime sette giornate si inizia a intravedere una struttura di gioco ed un’organizzazione degna di queste Divinità dei mari meridionali.
In questo articolo andremo a analizzare brevemente l’avvio di questa stagione del Super Rugby, nell’anno cruciale della Rugby World Cup in Giappone.
Conference Neozelandese

Nel girone Kiwi si assiste a qualche sorpresa. I Blues di Auckland riescono finalmente a tornare a vincere un derby, dopo diverse stagioni sottotono. Il team pieno di talenti, tra cui i fratelli Ioane, SBW e Tuipulotu, tutti già All Blacks, insieme al ritorno di Ma’a Nonu e all’arrivo di Karl Tu’inukuafe, rivelazione dello scorsa stagione coi Chiefs e la nazionale, permette finalmente ai Blues di riprendere la posizione meritata.
I Chiefs con sede ad Hamilton sorprendono in negativo e, dopo aver inanellato quattro sconfitte ed un pareggio, riescono finalmente a vincere le ultime due giornate contro i Bulls e i Jaguares, non riuscendo però a schiodarsi dall’ultimo posto della conference.
Gli Hurricanes della capitale Wellington partono forte anche senza Beauden Barrett, in viaggio di nozze, perdendo solamente i due match contro i campioni in carica dei Crusaders. Le prime uscite però denotano una difficoltà nell’imprimere il loro solito gioco, meno stellare che negli scorsi anni.
I Crusaders di Christchurch, dopo aver vinto la scorsa edizione, partono battendo il record di vittorie consecutive nel Super Rugby, per poi interromperlo contro i Waratahs in un incontro molto sentito, giocatosi a soli sette giorni dall’attentato nelle moschee di Christchurch, che aveva già portato alla cancellazione della partita tra Highlanders e Crusaders, che ha assegnato un pareggio a tavolino, come da regolamento nel Super Rugby. I campionissimi hanno comunque dimostrato la loro solidità, sia in fase difensiva che offensiva, portandosi in testa alla conference così come nella overall.
Gli Highlanders, con base a Dunedin, non deludono e non impressionano più di tanto. Senza infamia e senza lode. Con un gioco caratterizzato da dinamismo e follia si ritrovano a faticare in questa fase del torneo. Dopo aver vinto le prime due giornate inanellano quattro sconfitte di fila, ritrovandosi attualmente fuori dalla zona playoff.
Annotiamo che la federazione neozelandese ha inserito dei paletti ai propri giocatori di interesse nazionale. Tutti gli All Blacks non hanno potuto giocare più di 180′ nelle prime tre giornate e non più di cinque partite consecutive, situazione che ha portato alcune squadre a non poter schierare la loro miglior formazione. I Crusaders per esempio, nella trasferta in Australia contro i Waratahs, erano completamente privi di giocatori All Blacks.
Conference Australiana

I Sunwolves, compagine giapponese pronta all’uscita dal torneo nel 2021, riesce finalmente a portare a casa la prima vittoria in terra neozelandese, battendo i Chiefs durante la terza giornata. Vincono anche in Australia contro i Waratahs, ma escono sconfitti dagli altri sei scontri. I due bonus difensivi racimolati sono però sintomo di una crescita rispetto alle scorse stagioni.
I Melbourne Rebels, dopo la firma di Quade Cooper, riescono a portarsi in testa nella propria conference. Un team con pochi Wallabies che riesce ad imprimere con buoni risultati il proprio gioco. Chissà se i loro tifosi potranno godere di una seconda parte del campionato all’altezza della aspettative seminate fino ad ora e chi saranno i nomi su cui rifletterà Cheika in vista dei mondiali.
I Waratahs di Sydney, compagine meglio assortita negli ultimi anni di crisi australiana, non delude le aspettative, ma inciampa nel match casalingo contro i Sunwolves. Privi del loro stadio, in ristrutturazione, e obbligati a giocare nell’impianto del cricket, con un terreno non adatto a sopportare gli sforzi di una mischia a questi livelli, si ritrovano in seconda posizione, non troppo lontani dai Rebels.
I Reds di Brisbane, allenati dall’ex All Blacks Brad Thorn e capitanati da Kerevi, sono in cerca di conferme, dopo le prestazioni altalenanti degli ultimi anni che li hanno relegati sempre fuori dai playoff. Al momento attuale la speranza di poter mettere in discussione il primato della conference non è così remota e qualcuno ancora spera nel colpaccio dei koala del Queensland.
I Brumbies di Canberra si ritrovano invece in piena sofferenza questa stagione. Attualmente fuori dalla corsa ai playoff, per rientrarci dovrebbero giocare le loro carte migliori. Dovendo però affrontare ancora tutte le squadre sudafricane, oltre ad alcune neozelandesi, tra cui i Crusaders, il futuro dei Cavalli Selvaggi pare molto fosco.
Conference Sudafricana

I Jaguares, franchigia Pumas, sono la solita incognita. La frenesia e l’agitazione ne fanno un’arma a doppio taglio. Incostanza e distrazioni spesso prendono il sopravvento e gli Argentini perdono gli incontri per colpa di piccoli errori di gestione o di comportamento. Come si suol dire: son muy calientes. Dopo la scorsa stagione, nella quale sono riusciti a conquistare per la prima volta i playoff, attendiamo una riconferma e un netto miglioramento, soprattutto dal lato della disciplina.
I Lions di Johannesburg perdono un po’ della sicurezza mostrata negli ultimi anni, ritrovandosi attualmente terzi in classifica dopo l’ultima devastante sconfitta casalinga contro gli Sharks. Parola d’ordine: non sbagliare più un derby. Altrimenti ci si potrebbe ritrovare ultimi molto in fretta.
I Bulls di Pretoria, rinforzati dal rientro in terra natale di Schalk Brits dopo l’esperienza con i Saracens, riescono ad imporre un ottimo gioco e, anche contando un paio di passi falsi, si stanno garantendo un posto ai playoff. Ovviamente dovranno continuare a difendere con gli artigli e con i denti il loro pass, conteso da più parti.
Con l’ultima vittoria gli Sharks di Durban si piazzano primi nella conference mostrando una buona costruzione di gioco e soprattutto un’ottima difesa: sono il team col minor numero di mete subite quest’anno, solo 10. Continuando così potranno sicuramente ambire a un posto nei playoff.
Infine gli Stormers di Città del Capo si trovano a metà classifica, senza stupire né eccellere. Necessitano di raddrizzare la loro anonima stagione per potersi assicurare un posto tra le grandi e nella conference la lotta si preannuncia durissima.

Tra parentesi il numero di partite giocate al 5 aprile 2019. Higlander, Hurricanes, Reds e Stormers hanno già disputato i match dell’ottava giornata. In grassetto le formazioni che al momento sarebbero ammesse ai playoff: le prime delle conference più le altre cinque miglior classificate.
Conference Nuova Zelanda: Crusaders 29 (8), Hurricanes 23 (8), Blues 19 (7), Highlanders 14 (7), Chiefs 12 (7).
Conference Australia: Rebels 23 (7), Waratahs 16 (7), Reds 14 (7), Brumbies 11 (7), Sunwolves 10 (8).
Conference Sud Africa: Sharks 21 (7), Bulls 18 (7), Lions 18 (7), Jaguares 14 (7), Stormers 14 (7).
Overall: Crusaders 29 (8), Hurricanes 23 (8), Rebels 23 (7), Sharks 21 (7), Blues 19 (7), Bulls 18 (7), Lions 18 (7), Waratahs 16 (7), Highlanders 14 (7), Reds 14 (7), Jaguares 14 (7), Stormers 14 (7), Chiefs 12 (7), Brumbies 11 (7), Sunwolves 10 (8).
