Dopo aver rincorso l’allenatore, per par condicio, è il turno del capitano Davide Farolini, estremo classe 1992, che raggiungo nei dintorni di Parma – ebbene sì, lo ammetto questa rubrica ha liberato il mio lato stalker oltre a quello pettegolo – col quale ho fatto una piacevole chiacchierata (appunto).

Ciao Davide, molto piacere e grazie per la disponibilità, sei in pausa allenamenti?
No, ma per oggi abbiamo finito e sto tornando a casa.
Complimenti per la passata stagione, avete fatto un ottimo campionato. Ah, però! Avete iniziato presto la preparazione, sei riuscito a riposarti un po’?
Grazie. Mica tanto, sai per via dell’infortunio alla spalla (rimediato sul finale di stagione, ndr) ho potuto fare un po’ meno di quello che avrei voluto, comunque sì, dai, un po’ di vacanza l’ho fatta. Non ci posso credere, stai a vedere che si stappa la seconda birra. – Io mi rilasso andando fuori, o in montagna o comunque partendo per qualche destinazione estera. Per adesso ho potuto fare poco, però sto migliorando quindi qualcosa per fortuna riesco a farla. Come non detto, rimetti la birra a posto Giulia.
Ecco dicevamo del vostro inizio stagione, siete partiti prima di tutti come sta andando? Ho visto che avete allargato la rosa in termini numerici.
Bene sì, per adesso la ripresa è abbastanza tranquilla così i nuovi arrivati hanno modo di inserirsi, insomma si lavora con più calma. E per fortuna abbiamo un po’ più cambi rispetto all’anno scorso quindi dovrebbe essere più tranquilla la situazione. Sai quest’anno ai playoff la stanchezza l’abbiamo accusata molto. Questo comunque non toglie niente alla vittoria di Calvisano. Poi faremo una pausa a fine mese di un paio di settimane.
Quindi potrai finalmente fare un giro da qualche parte, hai già deciso dove? Io i fatti miei me li faccio raramente.
No, ancora niente di definito, – ride – con i miei amici non siamo molto organizzati. Per una volta che avevamo più tempo, mannaggia, tra la riabilitazione alla spalla e il resto, alla fine resta poco tempo, ma sicuramente mare.
E cosa legge capitan Farolini sotto l’ombrellone?
Dipende, se scelgo un libro sicuramente come genere un giallo, se invece prendo una rivista preferisco qualcosa di scientifico: un Focus oppure un National Geographic. Devo trovare qualcosa che mi impegni perché non posso stare troppo fermo sulla spiaggia e nuotare con la spalla così è ancora un po’ azzardato.

Qui abbiamo aperto una parentesi culinaria, chissà perché io finisco sempre a parlare di cibo, tanto per cambiare ho fatto una delle mie solite domande impertinenti, infatti Davide mi ha detto che avrebbe cenato a sushi, cosa che non fa spesso ma che non disdegna quelle due/tre volte che capita. Gli ho raccontato che a Firenze si sono attrezzati col sushi di lampredotto e di chianina e abbiamo concluso il discorso da brave sciure scambiandoci suggerimenti culinari. Poi, siccome si era fatta una certa, ma soprattutto mi si era scatenato il drago di Komodo nello stomaco, ho virato su un altro argomento, anche perché io non faccio due allenamenti al giorno come questi ragazzi e soprattutto ingrasso soltanto all’idea del cibo.
Prima di salutarti ti faccio la nostra solita domanda di chiusura, qual è il giocatore più pirata che tu abbia incontrato sia come compagno di squadra che come avversario?
Intendi quello con più donne?
Ecco questo non me lo ha mia chiesto nessuno, però sì… anche quello.
Il mio compagno Nicolò Quaranta.
Allora io non ho capito se Davide abbia utilizzato l’accezione del termine pirata come donnaiolo, quindi ragazze alla lettura non so dirvi se sia un rubacuori, un filibustiere lestofante, o un devasta taverne, al massimo vi posso dare le indicazioni per il campo del Valorugby poi vedete e decidete voi. Posso però affermare con certezza, avendo trascorso più di mezz’ora facendo una gradevole e simpatica conversazione col capitano dei diavoli, che mi fido del suo giudizio e iscrivo di diritto il buon Nicolò nella nostra ciurma.
Ah sì, sempre per quelle lettrici interessate, a settembre faccio un richiamo per vedere come prosegue la preparazione. Le interessate si facciano sentire.
