Allessandro Izekor il sorprendente millenial


Chiusa momentaneamente la parentesi emiliana, io e la Club House – noi siamo gli unici ad avere una CH itinerante – ci spostiamo in Lombardia per conoscere uno dei più giovani che milita nel Peroni Top12 a Calvisano. Bresciano, classe 2000, – il giocatore più giovane che abbia intervistato finora – uno dei giovani di cui mi parlava coach Brunello quest’estate, alla sua prima stagione col XV campione d’Italia, il terza linea, anche se a lui piace più la seconda, Alessandro Izekor.

Ciao Alessandro, molto piacere, come sta andando questo inizio campionato?

Molto bene grazie, è impegnativo ma anche stimolante.

Come ti trovi a Calvisano

Bene dai, ci sono già da un paio di anni, è stato difficile all’inizio per la scuola, ma a parte questo tutto bene.

Adesso hai finito o stai studiano ancora?

No, mi sono preso un anno sabbatico per capire quello che mi piaceva studiare. La mia prima scelta – optometria – è quasi impossibile perché ha le ore di laboratorio obbligatorie e con gli allenamenti non è possibile seguirle.

Verso cosa ti piacerebbe orientarti?

Al momento sempre qualcosa legato allo sport, ma non ci ho ancora pensato troppo.

Com’è questo impatto col Top12?

È dura, molto impegnativo, poi c’è anche la coppa che richiede tanto sforzo.

C’è differenza tra giocare il campionato e giocare una coppa internazionale?

Un po’ sì, al di là del livello perché incontri squadre non italiane, quindi hai un approccio diverso, ma anche la motivazione è differente – senti anche la competizione nazionale? – sì, in un certo senso.

Credit Stefano Fotorugby

Io credo che confrontarsi nel proprio campionato dia uno stimolo per la squadra, ma quando competi con squadre di altre nazionalità subentra anche una sorta di amor di patria.

Sì, più o meno.

Hai ragione è un discorso troppo complicato ma il senso l’ho capito.

Tu hai praticato anche altri sport primea e insieme al rugby vero?

Sì, ho giocato a calcio e a basket, poi mi sono dedicato al rugby solamente. Sono cresciuto rugbisticamente nell’Ospitaletto, poi Brescia, infine mi sono trasferito due anni fa qui a Calvisano.

Effettivamente l’impostazione e la struttura fisica di Alessandro lo avvicinano più ad un velocista ed infatti veloce lo è. Come un proiettile.

Restando in campo internazionale: c’è una squadra a cui aspiri e nella quale ti piacerebbe giocare?

I Saracens – ecco diciamo non è proprio il loro momento migliore viste le vicissitudini societarie in cui sono incappati – no, è vero. E ride.

Mentre come giocatore c’è qualcuno a cui ti ispiri?

Sì, a Maro Itoje. Giustappunto il seconda linea dei Saracens ed anche della nazionale inglese.

Un ragazzo molto giovane dalle idee molto chiare anche. Ci piace, posso continuare a farmi i fatti suoi.

Credit Stefano Fotorugby

Stacchiamoci un attimo dal rugby giocato, cosa fai per rilassarti?

Gioco alla playstation – giura? Non lo fa nessuno, credo che a questo punto sia un requisito obbligatorio per essere un buon giocatore di rugby – ride.

Allora riformulo la domanda: tranne giocare alla play, cosa fai per rilassarti?

Allora qui a Calvisano c’è un bar ‘Bar Crisitan’, dove andiamo a giocare a briscola.

Fantastico! Accanto a casa mia c’è la casa del popolo dove fanno i tornei di tutti i giochi di carte, ora l’ambiente non è proprio come il bar Cristian però capisco che ti piaccia giocarci.

Ma poi altri interessi tipo lettura, musica? Sai mai ne trovassi uno che ascolta una musica decente.

Ascolto la Trap – appunto – ma anche un po’ di musica classica tipo Jean Toussaint [un sassofonista jazz ndr] – Ah, però il ragazzo che gusti poliedrici che ha, vediamo la lettura – e sulla lettura no, leggo libri tipo “Se questo è un uomo” o “Una mattina” di Einaudi.

Ecco cose leggere insomma, che compensando la musica Trap, rettifico forse poliedrico non è corretto, forse è un caso di personalità multipla???Approfondiremo. Ovviamente scherzo, l’unica con un condominio mentale agitato qui sono io.

Cambiamo argomento: nel tuo frigorifero che cosa c’è sempre?

La carne, io mangio tanta carne.

E cosa non ci sarà mai?

La verdura.

Come la verdura? No Ale dai, la verdura va mangiata. Facciamo un esperimento, troviamo la verdura adatta a te.

Mangio le patate con la carne.

Le patate non sono verdura. Mettici un’insalata e due pomodori.

Sì, quando prendo l’hamburger c’è sia l’insalata che il pomodoro.

No Ale, nell’hamburger c’è un’idea di insalata ed una di pomodoro. Cioè due fettine tagliate col laser, giusto per fare colore. Prendi un po’ di carote, la zucca.

Va bene, le carote mi piacciono.

Ecco, ovvia che fatica, allora ricapitoliamo, ascolti musica Trap e ti dedichi a letture oltremodo impegnative, mangi carne ma senza verdura, giochi a briscola; adesso sono curiosa di sapere chi è il giocatore pirata pet te.

Dunque come pirata ti dico Mario Susio.

Che io non conosco, ma che penso andrò a cercare il prima possibile. Grazie Alessandro per la disponibilità e la simpatia, complimenti perché nel frattempo hai anche segnato la tua prima meta in Challenge Cup contro Pau. Grazie a chi ci ha messo in contatto con quel messaggio ‘Ciao Giu’ come stai?’

Che non vi venga in mente di chiamarmi così. Solo due persone sono autorizzate a farlo.

La palla ovale è una sfera che ha bevuto troppa birra. (Gabriele Remaggi)

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