Giada Franco, l’allegria

E se finora la nostra Club House ha ospitato i talenti del rugby italiano maschile oggi, lasciatemi dire finalmente, apre le porte ad una giovane e talentuosa giocatrice, una delle nostre eccellenze femminili. Classe 1996, nata a Salerno da mamma brasiliana e babbo italiano, campionessa d’Italia col Colorno, colonna portante della Nazionale e da quest’anno terza linea delle Harlequins Ladies. Ragazze e ragazzi, signore e signori, sono emozionata e felice di presentarvi Giada Franco.

Ciao Giada, grazie mille per la disponibilità, come stai, come ti trovi in Inghilterra?

Ciao Giulia, molto bene grazie, è impegnativo ma anche stimolante, sai con l’inglese me la sono sempre cavata, ma qui parlano velocissimo e molto slang, quindi all’inizio è stato un po’ difficile.

E dal punto di vista rugbisitco, diciamo così, come va, qual è la differenza che hai notato per prima?

Bene dai, è una realtà totalmente differente rispetto a quella a cui sono abituata. La differenza maggiore, anzi quella che mi ha colpita per prima, è stata la quantità e la qualità di ragazze che compongono il gruppo. Siamo circa una cinquantina ad allenarci – accidenti – e questo fa un po’ impressione. Inoltre non siamo professioniste, ma si lavora come se lo fossimo.

Cinquanta ragazze sono un bel colpo d’occhio effettivamente. Comunque complimenti perché in questi ultimi tre anni hai confermato e consolidato il tuo lavoro. E sempre a proposito di lavoro, stai ancora studiando?

Sì, sono iscritta a Scienze motorie a Salerno, non ho fatto il trasferimento, e sono riuscita a dare anche due esami ultimamente. È complesso ma fattibile.

Sì, per te fattibile, invece il mio unico neurone sano si è già stancato. E in quelle mezz’ore libere in cui non ti alleni, non giochi e non studi cosa fai?

Ride, beata gioventù. In realtà anche quando mi rilasso sono sempre in movimento (e qui il mio neurone ha definitivamente alzato bandiera bianca, ma l’ho consolato ricordando la giovane età della nostra ragazza), però non disdegno restare a casa, magari sul divano.

Il divano è una delle migliori invenzioni dell’uomo e resta sempre un’ottima opzione. Quindi per te non c’è la playstation come per i tuoi colleghi maschi?

No, l’ho mollata e mi sono rimessa a leggere.

Foto Rugby Colorno.

E qui mi sono commossa, vedi le ragazze brave, volevo far partire anche gli applausi, ma mi è parso lievemente eccessivo. Dicevamo. E cosa ti piace leggere?

Essendo un momento di relax, preferisco la lettura di evasione quindi vado sui romanzi.

E leggi in italiano o in inglese?

No no, ancora in italiano – ti capisco perfettamente, tranne ‘Il ritratto di Dorian Grey’ che ho letto in tutte le lingue che conosco, anch’io prediligo la nostra lingua, è più completa – guardo le serie TV in inglese.

E qui abbiamo aperto una parentesi familiare, cosa che mi capita assai spesso durante le interviste, ma con Giada, sarà la complicità femminile, sarà che a me sta ragazza mi sta un sacco simpatica, abbiamo trovato tanti argomenti in comune. Per esempio: tua sorella sta a Londra vero?

Sì, infatti ci vediamo abbastanza spesso.

Come mio fratello. Tua mamma no, lei sta ancora a Salerno? I fatti miei poche volte io.

Sì, ma si sta organizzando per seguire le partite anche qui. I test match li ha visti tutti.

A che età hai iniziato a giocare? E com’è stata la reazione dei tuoi quando gli hai detto che volevi dedicarti al rugby?

Per fortuna ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, io ho iniziato a 14 anni a giocare definitivamente a rugby, anche se sono sempre stata sportiva e quindi erano abituati a vedermi sudata ed affaticata. Sono rimasti un po’ sorpresi inizialmente ma poi mi hanno incoraggiata.

E meno male, per noi intendo. Continuando a farmi i fatti tuoi, avete la pausa per Natale tra poco?

Sì, però il 22 dicembre c’è un evento per Adidas a cui partecipano sia gli Harlequins che il Leinster irlandese, quindi saremo qui. Giocheremo a Twickenham.

Bello. Lì c’è molto seguito di pubblico?

Sì, qui il rugby anche quello femminile è più seguito rispetto a quello a cui ero abituata.

Però la nazionale femminile ha ottenuto un ottimo risultato sia in termini di pubblico allo stadio che di seguito televisivo. Merito dei vostri ottimi risultati e delle vostre performance.

Non siamo ancora ai livelli del maschile però stiamo guadagnando – inoltre, aggiungo io, state facendo anche meglio, quindi avere più visibilità aiuta. Inoltre a me il rugby femminile piace perché è più giocato – si, non abbiamo la forza dei ragazzi, non ci sono molti calci e c’è meno spettacolo, proprio per questo andiamo più sul giocato e sulla palla in mano.

Hai ragione, e siccome ci state regalando anche buoni risultati sono sicura che il rugby femminile avrà sempre più spazi e di conseguenza anche più seguito. D’altronde come mi ha detto coach Prestrera ‘Quando le ragazze si mettono in testa qualcosa è difficile toglierglielo.’

Esattamente. E ride.

Foto Ciambelli.

Senti ma oggi che è il tuo giorno libero che fai?

Adesso sono in negozio a comprare un costume da Babbo Natale per un evento in maschera.

E come fai a nascondere tutta la tua chioma fluente? Ah, fai la sorella di Babbo Natale.

Ridiamo entrambe.

E per continuare il discorso relax, ascolti la musica, cucini?

Sì, mi piacciono il Pop, Rock, Rap, un po’ di tutto, Pino Daniele è uno dei miei preferiti. La cucina, sì ogni tanto. Io abito con altre compagne ragazze, siamo in cinque, di nazionalità diversa. Non sempre mangiamo insieme perché abbiamo orari differenti ma quando capita sì, cucino. Per tirare su il morale cucino la carbonara. E visto che fuori ora c’è il temporale, credo che tornerò a casa e farò la carbonara.

Ecco – io ho fame adesso – sicché aspettando che passi il temporale ti faccio la domanda di chiusura, concentrati, qual è la giocatrice più pirata che hai incontrato?

Eh…difficile sai – lo so io non saprei rispondere – però c’è una giocatrice che se fosse su un galeone comanderebbe tutta la ciurma, Linda Ituno terza linea ala della nazionale neozelandese tre volte campionessa del mondo, adesso ex giocatrice, ritiratasi per entrare in polizia.

Decisamente un’ottima scelta. Allora ringrazio Giada la lascio libera di uscire dal negozio visto che è passato il temporale. Grazie per la chiacchierata, sicuramente ci risentiremo perché rilascia allegria anche attraverso il telefono, non posso farmi una carbonara ma va bene lo stesso.

“A rugby si gioca con le mani, coi piedi, ma in particolare con la testa e con il cuore.” [Diego Dominguez]

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