ALI ESTEKI UN DAVID NEI CAMPI OVALI


Questa è la settimana delle promesse mantenute. Ad inizio stagione avevo pianificate alcune interviste da fare ‘prima o poi’ ecco oggi è uno di quei poi che mi porta ad irrompere nella tranquillità di casa di un altro giovane protagonista del nostro campionato di Top12. Carissimi sono estremamente felice di presentarvi il mediano di mischia de I Medicei, classe 1997, dalla splendida Persia oggi per noi Ali Esteki.  

Ciao Ali come stai, come va questa quarantena?

Ciao Giulia, bene grazie. È tutto molto strano ma si va avanti prendendo i lati positivi di questa situazione.

Sì, in questo momento anomalo un approccio positivo è un’ottima scelta, visto che siamo tutti a riposo forzato cosa stai facendo principalmente?

Studio principalmente, non è facile con la didattica a distanza ma ci si prova, poi mi sono messo un po’ a disposizione dei miei condomini per commissioni, spese e quant’altro.

No condomine, voi non potete schiavizzare il povero Ali anche perché lui sta a Modena e non può fare su e giù per voi, sicché zitte e buone.

Dicevamo, tranne ovviamente la parte giocata cosa ti manca della tua vita rugbistica?

Guarda ne parlava al telefono anche con Seba (Rodwell), mi manca la quotidianità, la routine giornaliera, manca tanto lo spogliatoio, quando arrivi con lo non voglia di allenarti che ti affligge, la pianificazione settimanale, il mangiare in un certo modo. Adesso aspettiamo di sapere quando e come ripartiremo.

Creit I Medicei

Già c’è molta incertezza che forse è la cosa peggiore perché genera una quantità di ipotesi che spaziano dalle più oggettive alle più strampalate. Al momento la sola cosa che mi viene da commentare è che mi dispiace sia stato interrotto uno dei campionati più rocamboleschi degli ultimi periodi.

Sì quest’anno per noi è stato molto impegnativo, una rosa corta e nuova, quindi un gruppo da formare, con un calendario non proprio favorevole – un educato eufemismo per spiegare l’inizio in salita che il Mortirolo a confronto sembrava una passeggiata – ma che ha lavorato tanto ed alla fine si stava prendendo le sue soddisfazioni.

Senti parlando di Top12, te sei arrivato nel fu Eccellenza direttamente dalla serieB, e non sei mai stato in Accademia. Quindi è possibile giocare in un club senza transitare da lì? Condomine non protestate, lo so è una mia fissa ma NO, non sto usando il nostro ospite per fini personali, mi sembra una domanda lecita.

Se penso a me ti dico sì è possibile – visto petulanti che non siete altro? – perché io ci sono. Però ci sono perché la scelta l’ha fatt coach Presutti, forse con un altro non ci sarei stato. Non lo so.

Presutti santo subito, lo dico sempre io e non solo per te. Ma come mai non ci sei andato in Accademia?

Allora quando ero nell’età da Accademia, diciamo così, mi hanno detto ‘No te non ci puoi andare perché sei basso.’ Così non mi ci hanno fatto entrare.

Allora chiariamo subito una cosa, io e te siamo alti uguali. Non siamo noi che siamo bassi, sono i papaveri che sono alti. E poi scusa mica sono tutti come capitan Maran (alto quasi due metri ndr)? Con questo non voglio dire che lui sia un papavero, oddio le sfumature rosse nei capelli ci sono. Condomine che ci fate fuori? Tornate dentro, subito. Scusa Ali e scusa Maran. Andiamo avanti.

Ride – non ridere che qui non ne usciamo più – dicevo che alla fine non mi è mancata molto, poi a 18 anni sono arrivato a Firenze quindi non mi posso assolutamente lamentare, oltre alla città, anche l’ambiente mi è piaciuto subito, c’è molto vivaio e molto sostegno è una realtà in crescita.

Restando sempre in tema mondo rugby, il movimento sta indubbiamente crescendo secondo te cosa gli manca principalmente?

I risultati, alla fine quello che attrae pubblico e ti invoglia a provare sono i risultati. C’è tanta attenzione intorno al movimento ed è più facile ora che i ragazzi ci si avvicinino, ma mancano le concretezze dei risultati.

Credit I Medicei

Già vincere aiuta a vincere anche nella popolarità. E siccome lui sta a Modena ed io sono innamorata principalmente di due sport sono partita con vari aneddoti sulla pallavolo. Sulle sfide epiche della Panini Modena contro la Maxicono Parma. Traduco Giani, Zorzi e Bracci da una parte, Lucchetta e Bernardi dall’altra con un tale Julio Velasco in panchina. Per chiudere con Ali che mi racconta di aver incontrato Zaytzev (a proposito di papaveri e papere) ed io che penso a quanto mi piacerebbe fare un’intervista allo Zar. Vabbè ripigliamoci.

Ma torniamo a farci i fatti tuoi, ci fai un tutorial sul tuo ruolo, cosa fa un mediano di mischia?

Allora il mediano di mischia – per capirci è quello che picchia la palla sulla schiena del tallonatore ed infila la palla nella mischia appunto – è la falla del sistema, quello piccolo in un modo di gente enorme, sono Davide contro Golia. Quello autorizzato a menare i compagni in tutte le fasi.

Sì ma meni e scappi perché appunto sei quello piccolo.

Esatto, per questo devo essere veloce, e mentre scappo mi nascondo dietro Maran – appunto così non ti vede nessuno – no è una cosa che facciamo spesso in allenamento. Quando facciamo touch, ma dobbiamo essere uno contro l’altro. È molto divertente.

Maschi, si divertono a menarsi. Inquiline vi muro vive se non la smettete. Ma quindi vi menate davvero in allenamento?

Certo, più spesso meno io, ma quando lui mi prende ohiohi.

Rugbisti, gente strana, adorabile ma strana. Come dicevo nella presentazione tu sei iraniano, nato in Iran, poi vi siete trasferiti in Italia quando tu eri piccolo. Ma quando ti arrabbi in che lingua parli?

Dipende da chi ho di fronte, in persiano se non mi devo far capire e magari quello è pure più grosso di me, e ride, in italiano quando mi devo far intendere – astuto il ragazzo – sono arrivato in Italia che avevo 6/7 anni e sono il piccolo di famiglia, mi sono dovuto adattare.

E come hai iniziato a giocare a rugby?

Allora in Iran gli sport principali sono, lotta greco romana, sollevamento pesi e il calcio. Arrivato qui mio fratello – santo subito pure lui poi vi spiego perché – che già lo praticava mi ha detto di provarlo che mi sarebbe piaciuto ed infatti così è stato. Tra l’altro il primo allenamento che ho fatto, quello di prova è stato nel fango totale. Sono rimasto sempre qui a Modena, poi ho avuto la possibilità di fare l’esperienza a Firenze dove ho vissuto una bella crescita in questo i compagni sono stati molto importanti. Come dicevo c’è un bell’ambiente, a dimensione familiare la famiglia è al centro sia della cultura italiana che di quella persiana, mi sono trovato sempre bene, con mio fratello membro onorario della Bolgia (la tifoseria fiorentina).

Credit I Medicei

E qui è ripartita un’altra digressione perché anche in questo caso io conosco genitori e fratello in questione, che in molti casi mi fa da assistente durante le partite, nel senso che mi assiste quando le mie coronarie non reggono, insomma ho un badante personale, Ali non ridere. Ho raccontato quello che succede nelle tribune tra genitori, mentre i figli si mazziano in campo. Cose che ovviamente lui non può vedere perché impegnato nel gioco o perché, come si diceva prima, noi non siamo papaveri. Capitan Maran, per esempio, potrebbe vedere tutto tipo periscopio. Inquiline siete delle brutte persone. Chiusa parentesi.

C’è qualche giocatore che ti piace, o ti è piaciuto a cui forse ti sei ispirato?

George Gregan, mediano di mischia australiano che per come giocava era già moderno ai suoi tempi e Johnny Wilkinson – lui è democratico, mette d’accordo tutti – nel 2003 mio fratello tornò a casa con la casetta della finale Inghilterra Australia e ce la siamo guardata tutta.

Usciamo dal mondo ovale un attimo e dimmi cosa fai per rilassarti?

Sono un lettore compulsivo – ma vieni lo sapevo! Tripudio – mi piacciono le letture educative tipo Schopenauer – leggero – Hemingway, ma anche Dan Brown – menomale – poi ascolto musica mi piace il rap commerciale ma anche la musica italiana tipo Dalla, Battisti.

Te non sei solo la falla del sistema, sei un caso a parte, il personaggio eclettico quello che potrebbe fare tutto.

Ma sì dai, alla fine anche la statura mi aiuta. Resto coi piedi per terra, mi mimetizzo facilmente, posso passare inosservato. E ride.

Sì effettivamente ti ci vedo bene come agente segreto, che si mimetizza tra la folla, Maran lo beccherebbero subito, bersaglio troppo facile. Via basta, sennò tua mamma mi denuncia per rapimento, sei pronto per la domanda finale? Concentrati che è difficile. Qual è il giocatore più pirata che tu abbia incontrato?

Mi gioco la combo, il più recente sicuramente Giacomo Brancoli, mentre di quelli incontrati da ragazzo Francesco Palumbo.

Io mi fido e ti ringrazio per la disponibilità e la consueta gentilezza, appena sarà possibile ci faremo la nostra colazione (perché oltre ad essere alti uguali siamo nati quasi lo stesso giorno, io un secolo prima di lui), ma ora torna a studiare che sei l’unico rimasto in famiglia che ancora non si è laureato.

“Il modo in cui una squadra gioca nel suo complesso determina il proprio successo. Tu puoi avere il più grande gruppo di star individuali del mondo, ma se non giocano insieme, il club non varrà un centesimo.” [Babe Ruth]

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