Chico e Rocco una coppia perfetta


In questo periodo anomalo che ci vede fare cose a volte inconsuete, anch’io mi sono cimentata in un esperimento. Ho provato a dare forma a questa rubrica entrando nelle case di due giovani talentuosi del nostro vivaio nazionale. L’ho fatto materialmente, mi sono collegata con loro ed ho fatto una video intervista. Io mi sono divertita, come sempre, ma si vede che scrivere mi riesce meglio che chiacchierare perché i più questo esperimento non lo hanno gradito e mi hanno chiesto di raccontare come sempre questa nuova incursione. Quindi terminiamo qui la mia carriera televisiva e riprendiamo quella che mi riesce meglio va. Carissimi, come richiesto ecco a voi due gioiellini nazionali, due protagonisti delle nostre nazionali young, la Seven e l’Under20. Protagonisti anche nei campionati di Top12 e SerieA, una delle migliori coppie sportivamente parlando che si siano mai viste sui campi ovali d’Italia, la versione rugbista di Holly e Benji. Da Livorno con furore e tanta allegria classe 2000, Rocco Delbono (mediano di apertura della cadetta de I Medicei) e Federico Mori (centro del Calvisano).  

Ciao ragazzi, come state?

R&C Ciao Giulia, molto bene grazie.

Allora Rocco, mi ha raccontato che voi siete praticamente nati e cresciuti rugbisticamente parlando insieme. Abbiamo le prove perché ho visto una foto vostra da bambini.

R: sì quella foto che hai vistoè di quando io sono andato a vedere lui che oltre a giocare a rugby faceva anche quest’altro sport (Federico praticava anche kick boxing). Mi raccontava sempre quello che faceva e siccome si stava sempre insieme, ho chiesto ai miei di portarmi a vederlo. E infatti mi ci portarono, mi lasciarono lì a vederlo combattere. Però lui quella volta lì combatteva contro uno più grande.

C: in pratica abbiamo deciso dopo quella volta lì che Rocco non sarebbe più venuto a vedermi. R: ma questo era più grande dai.

Grazie Rocco per la perla

E per quanti avete giocato insieme?

R&C – hanno iniziato a fare la conta tipo pallottoliere – una decina, fino all’accademia di Prato, dopo quella ci siamo separati.

Rocco è andato da I Medicei e Fede a Calvisano, qual è stata la cosa più stravagante che avete fatto insieme?

R&C, in coro, anzi all’unisono eh, questa è difficile. Poi dopo un attimo di pausa, sempre insieme esclamano, la vasca! E qui buona parte del mio condominio mentale si è messo alla finestra o in terazza per la curiosità. Soprattutto quando Rocco se n’è uscito con

R: no quella non si può dire.

C: come no si deve dire.

Ecco allora fatevi coraggio e via, no condomine state buone se volete assistere alla chiacchierata.

C: allora è successo prima del raduno dell’under18, prima del six nation, nella nostra camera d’albergo c’era una vasca idromassaggio ed io e Rocco si decise di farci un bel bagno con idromassaggio – e qui io ho iniziato a ridere – Sicchè si apre l’acqua, si mette il sapone dentro e si va in camera. Poi si torna in bagno e il bagno praticamente non c’era più, c’era schiuma dappertutto – e qui mi è venuto dietro anche Rocco – noi a levarla con le mani. Qui si rideva tutti e tre.

R: ci è venuto in soccorso Edoardo Mastrandrea, ancora non lo conoscevamo ci siamo conosciuti in quella circostanza.

È ancora vostro amico?

R&C: sì.

Menomale. Recupero un po’ di serietà e proseguo, Rocco qual è stata la cosa più imbarazzante che ha fatto Fede?

Eh, dunque, una sera si fece una festa in maschera all’Accademia per carnevale, ma io Chico non lo vedevo da un po’ e mi domandavo ‘O dov’è finito, o dov’è andato?’ Poi d’un tratto me lo vedo spuntare fuori vestito con un lenzuolo e una cintura in vita come gli antichi romani e l’alloro in testa, insieme ad altri due, sfilare nel corridoio con tutte le ragazze che ci guardavano.

Grazie Federico

Praticamente un Toga Party. Condomine questi ragazzi sono troppo piccoli per aver visto Animal House. Continuiamo. Fede cos’ha fatto invece Rocco di imbarazzante?

Eh non è facile, ma una volta in Accademia lui se ne esce con un ‘Andiamo al convitto femminile dell’Accademia.’ Ma niente di che, prendere un caffè, solo che il nostro coprifuoco era già passato. Quella sera lì, oltretutto c’era anche il controllore più tignoso di tutti – e qui ricomincio a ridere con Rocco in sottofondo che cerca di trattenersi – questo ci vede si affaccia e urla Roccoooooooo. E noi via a correre, ci siamo nascosti dietro gli alberi ma ci hanno beccati subito ci ha portato in ufficio ed ha chiamato il nostro preparatore. Era il primo anno di Accademia e noi già ci si vedeva a fare le valigie per tornare a casa.

Trova le differenze

Ottimo, vi siete fatti riconoscere subito diciamo. Ma continuiamo su questa strada, Rocco qual è stato il fallo più a bischero, se lo ha fatto, di Fede?

No lui non è mai stato uno falloso però una volta giocavamo le finali per passare dalle regionali all’élite a Pesaro che aveva un 13 fortissimo, ma io ero tranquillo perché avevamo Chico. Fino a quella partita non avevamo mai perso una partita. Insomma lui fa una difesa inversa a questo ragazzo e c’è una foto in cui si vede il 13 in aria e Chico che lo lancia. Io mi sono sentito male per lui quando l’ho visto piombare in terra.

E quello è un automatismo della kick boxing che oltre ad insegnarti a tirare i pugni, ti insegna a proiettare (termine tecnico che indica quando ribalti il tuo avversario come un taschino dei jeans, sì ho anche le inquiline rissose eredità di una decina di anni di kung fu), ma proseguiamo, Fede invece Rocco ha mai fatto un fallo bischero?

Mmmh, no. Lui gioca pulito non prende mai cartellini né falli.

R: però gli puoi dire della finale Capitolina ritorno semifinale under16 col Livorno di Stewart uno scozzese fortissimo.

C: quando gli apristi il sopracciglio? Ecco menomale è uno pulito – buone ragazze – Rocco non prende i cartellini però la scena è questo scozzese che placca il nostro estremo Rocco era lì ed entra come deve entrare e gli porta via un sopracciglio.

R: che poi dopo quell’episodio ha cambiato modo di giocare.

E ci credo, pronti partenza via l’hai aperto, che doveva fare quel povero Cristo? Beata incoscienza giovanile. Vabbè cambiamo argomento, usciamo un attimo dall’ambito rugbistico.

Rocco che cartone animato può essere Fede?

Aspetta, fammi pensare, non è facile. Ci sono! Il Beep Beep quello del coyote.

Il Road Runner, ci sta perché Fede corre come un treno. Mentre Rocco che cartone può essere?

Dunque quello che si muove sempre che mangia tutto.

Quello che ruota su sé stesso e fa tutti i versi?

Sì, quello.

Questa volta abbiamo risposto insieme io e Rocco: il diavolo della Tasmania!

Ma la vostra conoscenza così profonda, si traduce anche in un’ottima intesa sul campo vero?

R: noi abbiamo sempre avuto un’intesa particolare ci siamo sempre capiti con uno sguardo.

C: la nostra intesa è sempre stata particolare, ci sono state tante partite in cui bastava un cenno per farci partire.

Qui è partita una delle mie solite digressioni, ma questa volta sono scusata perché oltre a conoscere i ragazzi conosco anche il contesto familiare, sicché ci siamo persi in un paio di aneddoti folcloristici a cui hanno partecipato tutte le mie inquiline mentali con le quali abbiamo rivangato tra le altre cose anche la finale del campionato under18 élite (disputata tra I Medicei ed il Petrarca che ha vinto) dello scorso anno.

Tronando a noi, voi quest’anno avete vissuto entrambi un’esperienza nazionale, Fede con la Under20 e Rocco con la Seven. Com’è andata?

C: eh, lato nostro peccato non aver potuto finire il sei nazioni, ma soprattutto, peccato per i Mondiali. Quest’anno c’era un bel gruppo e si poteva fare molto bene, una partita l’hai vista anche te – eh sì, maremma rugbista, quella contro la Scozia – tra l’altro anche Rocco era convocato per i mondiali.

Credit Italrugby

Apro una piccola parentesi. Non me ne voglia la nazionale maggiore, alla quale sono oltremodo affezionata, ma i nostri giovani ragazzi (non li chiamo azzurrini) si sono dimostrati molto all’altezza e mi dispiace tantissimo che la loro avventura si sia interrotta, più che altro perché molti di loro l’anno prossimo non potranno disputare il mondiale dato che hanno superato i 20 anni. Chiudo parentesi.

R: la mia esperienza con la Seven è stata fantastica, la prima convocazione per l’europeo la saltai perché avevo la finale under18 per lo scudetto quindi ero rimasto con a voglia e tornarci dopo un anno di fermo è stato motivo di orgoglio. Ho trovato un bel gruppo e mi sono divertito molto.

Credit Delbono

Facciamo un po’ di fantarugby. Rocco quale campionato europeo sceglieresti?

Io sicuramente in premiership perché amo il gioco inglese, perché è molto strutturato, ordinato e fisico e se dovessi scegliere sceglierei gli Exeter Chiefs perché ci gioca Enry Slade che è il mio giocatore preferito.

Te Fede dove andresti?

Io andrei in Top14, perché mi piace attaccare fare offload, è duro fisicamente e il gioco che viene espresso in quel campionato mi piace. Non è troppo strutturato ed un pochino più impulsivo.

Allora io per ora sarei più che felice di vedervi giocare nel Top12, per il resto stiamo a vedere. Nel frattempo si sono accavallate delle domande per voi mentre provavo a fare la diretta Instagram di questa nostra chiacchierata. Domande tipo, vi siete mai misurati sotto la doccia?

C: non ci credo.

R: che domande, ovviamente sì.

Avete mai fatto a gara a chi faceva pipì più lontano al mare?

C: no al mare no, ma da bambini scesi da pulman una volta sì.

Ecco direi che con questa possiamo salutarci prima che intervengano le mie condomine e lì sì che sarebbero guai. Grazie ragazzi per la vostra disponibilità, grazie per essere sempre così deliziosi, ci aggiorniamo sui pronostici nel frattempo continuate ad allenarvi, Fede tu hai lo zio che ti aiuta e te Rocco studia che c’hai anche l’esame di maturità. Lo sai che io i fatti miei non me li faccio mai, ormai è assodato. Prometto che avrete la vostra intervista singola, ma per adesso il mio grazie più grande che ci sia.

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.” [Micheal Jordan]

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