80esimo minuto, seconda giornata di Top12

Se la prima giornata ci ha dato risultati più o meno attesi, la seconda giornata di Top12 ci regala già brividi e qualche sorpresa il che conferma la mia (e non solo mia) sensazione che il campionato di quest’anno sia da godersi giornata per giornata.

Il Petrarca vince a Roma in casa di una Lazio che vende cara la pelle finché può ma che è costretta alla fine a cedere l’onore delle armi agli ospiti, che partono molto bene schiacciando l’ovale in meta per ben due volte. I padroni di casa si avvicinano con una realizzazione di Ferrara, ma i neri veneti mettono un buon sigillo prima del termine della prima frazione con Coppo e chiudono i primi quaranta minuti 5-21. Nella ripresa i ragazzi di Montella si avvicinano segnando due volte agguantando quasi il pareggio, ma ho imparato che con i padovani, il quasi non basta, anzi li fa scattare ancora di più. Infatti alle due mete laziali segue una tripletta euganea che sancisce il definitivo 19-40. Man of the match Paolo Garbisi che fa 5/5 ai calci, un piede fatato come quello di Cenerentola? No davvero, semplicemente questo ragazzo è un cecchino dalla piazzola.

A Firenze, in un pomeriggio quasi estivo, di fronte al pubblico delle grandi occasioni (sindaco compreso), arrivano i campioni in carica di Calvisano. La partenza rallentata dei fiorentini, che si fanno vivi solo con un calcio di Newton, rende la vita fin troppo facile ai ragazzi di coach Brunello i quali raggiungono la meta ben tre volte in venti minuti con Luccardi, Vunisa in grande spolvero e Garrido, prima che I Medicei si decidano a giocare sul serio ed accorcino le distanze grazie a Rodwell che raccoglie una bella giocata al piede sempre di Newton e schiacciando la palla oltre la linea. Trasformazione del gallese e chiusura 10-19. Si riparte con 3 punti degli ospiti che poi si perdono sbagliando tutto lo sbagliabile. I ragazzi di Presutti, al contrario, raccolgono l’ovale e tutto il carattere che hanno e sospinti anche dal pubblico di casa, tornano a segnare con Biffi; trasformazione del solito Danielino Newton per un 17-22 che regala buone speranze. Ma siccome occorrono punti e non speranze i fiorentini mettono a segno altri due calci che significano sorpasso. Allo scadere del tempo regolamentare Calvisano recupera palla e dà inizio ad un’azione tanto lunga quanto dolorosa (per le mie coronarie), durante la quale sembra perdere palla ma invece la recupera e non si capisce come al minuto 84 se la ritrova tra le mani Jacopo Trulla che la posiziona oltre la linea di meta per un definitivo 23-27, che significa punto di bonus per entrambe. Non me ne vogliano i professionisti bresciani, ai quali riconosco un’encomiabile determinazione, ma per quel che mi riguarda oggi Calvisano ha fatto solo più punti de I Medicei, i quali ci hanno offerto un’ottima prova di carattere. Man of the match un superlativo Samuela Vunisa.

Le sfide domenicali ci consegnano un Mogliano in testa insieme alle due succitate vincenti. I ragazzi di coach Costanzo vincono con bonus a Colorno chiudendo di fatto la partita nella prima frazione grazie a tre mete e ad un drop con un parziale 7-24. Nella ripresa i padroni di casa provano ad accorciare con Lucchin, ma la marcatura di Crosato consegna il bonus ai veneti e ristabilisce una distanza netta tra le due compagini, la meta di Silva per gli emiliani sancisce il definitivo 21-31. Man of the match Luca Crosato.

Il Viadana vince in casa contro i Lyons di Piacenza, raggiungendo il bonus già nel primo tempo chiuso 28-15. Gli ospiti tengono testa per una buona mezzora passando anche in vantaggio grazie alla realizzazione di due mete, ma sul finale di partita i ragazzi di Jimenez con una trasformazione mettono altri tre punti in cascina mentre i Lyons vanno ancora in meta per un punteggio finale di 31-22. Man of the match Lautaro Casado Sandri.

Vittoria a sorpresa del San Donà di coach Green in casa sul Valorugby per 20-19, numeri che raccontano di una partita molto equilibrata per tutti gli ottanta minuti. Una meta per parte nel primo tempo di Vaeno e Schiabel e la prima frazione si chiude in parità 7-7. Nella ripresa gli emiliani provano ad allungare grazie alla doppietta di Ngaluafe, ma i veneti reagiscono col capitano Derbyshire che schiaccia la palla in meta al minuto 63. I minuti finali vedono i quindici sandonatesi nella metà campo avversaria e la concretizzazione delle loro azioni in un drop di Sam Katz per il definitivo 20-19. Man of the match Schiabel.

E veniamo al match clou della giornata. Al Battaglini i Bersaglieri di Rovigo accolgono i Poliziotti delle Fiamme Oro. Non so perché ma quando ci sono queste partite c.d. di cartello o vediamo del rugby champagne o assistiamo a confronti fisici, tattici poco o niente spettacolari. Come è successo oggi. Iniziano subito i padroni di casa a mettere pressione con una trasformazione dalla piazzola al minuto 9 di Menniti Ippolito alla quale rispondo i cremisi con Di Marco poco dopo: 3-3. Sempre Di Marco calcia tra i pali una punizione e al minuto 23 arriva la prima meta dei romani con Cornelli, nata da una mischia a favore per un tenuto alto: 3-11. Altro calcio piazzato per i padroni di casa che il solito Menniti Ippolito trasforma per un 6-11 che diventa 9-11, sul finale, quando la difesa degli ospiti regala l’ennesima punizione che il rodigino non sbaglia. La ripresa vede Rovigo mettere pressione alle Fiamme senza smuovere però il punteggio senza fluidità di gioco, anzi, procedendo quasi a singhiozzo. Ennesimo calcio a favore dei padroni di casa che il solito non sbaglia sancendo così il sorpasso: 12-11. Predominio in mischia dei cremisi che continuano ad avere un buon momento riuscendo quasi ad arrivare in meta. Dopo l’ennesimo fallo casalingo allungano con Azzolini per un 12-14. Un’azione convulsa ma ordinata vede prima un Rovigo in difficoltà sprecare malamente una touche, per poi essere ricacciati indietro, poi i bersaglieri suonano la carica e costringono il quindici della Polizia all’ennesimo fallo che il buon Menniti-Ippolito piazza tra i pali per il definitivo 15-14. Man of the match manco a dirlo il cecchino rodigino Menniti Ippolito.

Segnare una meta richiede una serie di azioni che in qualunque altro contesto procurerebbe ai protagonisti una condanna a quindici anni di galera.” [Pelham Grenville Wodehaouse]


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