Amami Ancora… sempre di piu’ – Serie A 2020/21


di Emy Forlani

Come tutte le società ovali, anche quelle di Serie A sono lungamente rimaste in attesa di sapere se, come e quando sarebbe stata programmata la stagione 2020/2021. Con ottimismo, e anche per cercare di salvare almeno qualcosa e portare ragazzi in campo, tutte le squadre hanno iniziato ad allenarsi prima di avere notizie, perché chiunque frequenti una società sportiva dilettantistica sa che l’unico vero e grande patrimonio, doppiamente dove la moneta scarseggia, è composto dalle persone, gli atleti e gli staff.
Tutti stretti a coorte, dunque, nell’attesa di conoscere almeno una data di inizio della stagione. Si era parlato di ottobre o dicembre e, alla fine, sarà l’8 novembre: in medio stat virtus.

Il lungo silenzio che ha preceduto le comunicazioni ufficiali tanto attese è stato un po’ come “Scusi, chi ha fatto palo?” e le voci incontrollate sulla rete di Zoff: si gioca, non si gioca, si inizia a gennaio, non retrocede nessuno, e così via. Sembrava davvero che, ad un certo punto, il portierone azzurro avesse fatto gol su calcio d’angolo!

Le incognite restano tante, ma le società avevano un vitale bisogno di sapere qualcosa, sia per le Prime Squadre che, soprattutto, per le giovanili, vera linfa e base d’appoggio del movimento. Come? La linfa del movimento non è la Nazionale? Eh, no!

Il tasto “retrocessioni” è dolente e sicuramente suscita discussioni: le società sono mediamente ancora più povere degli anni passati, l’attesa di notizie ha portato a rimandare alcuni eventuali innesti in rosa, magari economicamente più impegnativi, la macchina organizzativa di ogni realtà è partita inevitabilmente in ritardo e sia quest’ultima che le finanze verranno inevitabilmente stressate anche dai protocolli anti-Covid da seguire.

Quindi, sarebbe forse stato meglio bloccare le retrocessioni dalla A alla B, permettendo a tutti di giocare un campionato più rilassato economicamente? Del resto va detto che, mantenendo comunque la promozione, i sogni di gloria di chi qualche soldo ce l’ha e coltiva legittime aspirazioni, sarebbero stati comunque tutelati e il campionato non sarebbe comunque stato del tutto svuotato di significato.

La discussione è aperta, così come le tante domande ed interrogativi su protocolli, pubblico, gestione di eventuali positività (tocchiamo tutti ferro e non solo, ma siamo anche realisti) e così via, in contesti che non sono le macchine da guerra milionarie della Serie A del calcio, ma neanche le più modeste ma comunque ben coperte Benetton e Zebre, che per i protocolli anti-Covid stanno spendendo cifre impensabili per i comuni mortali dei campionati nazionali.

Come andrà? Non si sa, è un mistero (libera cit. e chi la coglie merita una birra!).

Nel frattempo, è stato anche pubblicato il calendario: i gironi sono gli stessi della stagione passata, con le medesime trenta squadre (e questa è una bella notizia, perché vuol dire che tutte si sono iscritte). I Medicei, che hanno rinunciato al Top12, sono “confluiti” nella loro squadra Cadetta nel girone 3 della Serie A.

Le squadre isolane sono due: Alghero nel girone 1 e Amatori Catania nel 3. Saranno trasferte ancora più complesse del solito sia per gli ospiti che, ovviamente, per le due squadre interessate, che giocheranno al di là del mare ben nove volte nella stagione regolare.

Ecco dunque i gironi della Serie A 2020/2021:

Girone 1: Pro Recco, CUS Genova, VII Torinese, CUS Torino, Biella, ASR Milano, Parabiago, Centurioni Lumezzane, Accademia Ivan Francescato, Alghero.

Girone 2: Verona, Valpolicella, Vicenza, Petrarca, Valsugana, Paese, Casale, Tarvisium, Badia, Udine.

Girone 3: Noceto, Romagna, Pesaro, I Medicei, Cavalieri Prato Sesto, Perugia, Capitolina, Civitavecchia, Napoli Afragola, Amatori Catania.

Alla fine del torneo ci saranno una promozione in Top10 e due retrocessioni in Serie B. Non verrà disputata la finale e la squadra promossa nel massimo campionato nazionale sarà quella che vincerà i play off tra le squadre che si classificheranno al primo posto di ogni girone. Le tre ultime classificate, invece, spareggeranno tra loro nei play out per non retrocedere: una resterà in Serie A e due scenderanno in Serie B.

Un grande in bocca al lupo a tutte le società e buona Serie A!


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