Michael Rinaldi tra magia e follia


Credit Cavadini e Gorini

Ciao a tutti e ben ritrovati nella nostra Club House virtuale ed itinerante. Finalmente ci siamo, abbiamo i calendari del Peroni Top10, della Coppa Italia e del Guinnes Pro14, a fine mese poi ci aspetta il recupero del Sei Nazioni maschile e femminile. Insomma scaldiamo i motori perché si parte. E a proposito di motori rombanti e di partenze, sono orgogliosa e molto emozionata di presentarvi l’ospite di oggi.

Classe 1995, romagnolo verace, solare ed allegro come la sua terra e strabiliante come la sua moto. Sì signori, oggi per la prima volta, abbiamo ospite uno sportivo, ma non un rugbista, signore e signori, ragazze e ragazzi ma soprattutto amanti delle corse ed appassionati, io e tutto il mio condominio mentale in tripudio, abbiamo l’onore di presentarvi Michael Ruben Rinaldi pilota Ducati di Superbike del Team GoEleven. Che il 5 settembre ad Aragon ha piazzata la sua Panigale davanti a tutti guadagnandosi il primo posto davanti alle Ducati ufficiali e nientepopodimenoche al pluricampione blasonatissimo Jonathan Rea.

Oggi sarà durissima tenere a bada tutta la gente che dimora nel mio cervello, già lo so. Pronti, partenza via.

Credit Matteo Cavadini

Ciao Michael, non so dirti quanto sia felice di averti con noi, grazie per la disponibilità. Come stai? Sei a casa?

Grazie a voi, molto bene grazie, sì in questi giorni sono tornato a casa.

Complimenti per il podio, è stato bellissimo vedervi tutti lì in festa, mi sono commossa tanto.

Grazie. Eh sì davvero. È stato bellissimo.

Ma non mi ci fare ripensare che mi torna l’emotività e riattacco a belare. Parliamo di te. Olivander nella sua bottega spiega a Harry Potter che è la bacchetta a scegliere il mago, quindi dimmi è stata la moto a scegliere te o tu ti sei innamorato perdutamente e hai fatto di tutto per lei?

Io ho scelto la moto. Ma è stato in modo molto casuale, un po’ per la zona, sai la Romagna è la terra dei motori – ho molto presente sì – un po’ perché mio babbo (sì lui dice babbo e già per questo lo adoro) pur non essendo stato un pilota aveva una moto. Così quando avevo 4 anni mi ha comprato una minimoto. E con quella ho iniziato a girare qui intorno. Poi abbiamo scoperto che vicino casa c’era una pista per le minimoto e così siamo andati lì. Il proprietario della pista vedendo che andavo forte ha chiesto a mio babbo se avessimo voluto partecipare alle gare che lui organizzava e così non sono più sceso dalle due ruote.

Già sei stato protagonista in tutte le categorie ed in tutti i campionati che hai disputato. Ma solo adesso è la tua professione al cento per cento. Perché tu lavoravi e correvi?

Sì adesso è il mio lavoro, quando correvo il campionato Europeo lavoravo nella ditta di uno degli sponsor che mi lasciava libero di correre il fine settimana. Poi sono riuscito a fare della mia passione il mio lavoro.

Il podio ad Aragon. Credit @gorinisphotos

E credo che questa sia una delle cose più belle che possa capitare ad una persona.

Sì perché non fai fatica e non ti pesa fare niente, anzi lo fai bene nonostante tutto.

Noi qui parliamo di rugby che è uno sport di squadra, perciò sembra strano inserire un pilota dato che il motociclismo può essere visto come sport individuale. Ma io so che non è così, tu non sei solo, siete una squadra. Ci racconti il tuo rapporto col Team?

Assolutamente sì. Le vittorie le costruisci con la squadra. Sei da solo esclusivamente mentre sei in pista, ma a certi livelli – quello del mondiale di Superbike – sono i dettagli a fare la differenza e questi dettagli li assembli con le persone che ti stanno accanto. Io poi ho bisogno del rapporto umano, sono uno per il quale il lato umano fa la differenza. Ti dà quel di più che da solo non riesci a raggiungere. Questo per me fa la differenza.

Ecco il team GoEleven credit WorldSBK

Assolutamente d’accordo poi sei anche nella squadra giusta perché quello che ho sempre apprezzato del Team GoEleven dal patron Gianni Ramello al Team Manager Denis Sacchetti atutti i componenti è proprio questa umanità, l’inclusività e l’accoglienza.

Tutti valori che si trovano anche nel rugby. Tu lo conosci per caso?

Assolutamente no – e ride, mentre le mie inquiline mentali si sciolgono al suono leggermente strascicato romagnolo – il solo legame che ho col mondo ovale è Mirko Bergamsco. Lo conosco perché io ho un approccio vegano alla dieta, ma a parte questo non so niente.

Alla parola vegano mi esce Goldrake con l’alabarda spaziale. Tranquillo non devi sterminare nessun omino verde, stiamo parlando di regimi alimentari. Approccio vegano mi piace però. Aspetta rimetto Ufo Robot e Actarus in garage e ti spiego che tu potresti essere l’estremo, quello più agile e veloce che schiaccia in meta la palla. Mentre i meccanici e i tecnici li mettiamo in mischia.

È vero! Qualcuno da quanto è grosso, ci potrebbe stare benissimo. E continua a ridere.

Per esempio Simone Corsini (il suo tecnico delle sospensioni), lo mettiamo come seconda line perché è altro e grosso e può giocare le touche.

Va bene.

L’abbraccio a fine gara. Credit @gorinisphotos

Tuo babbo è italiano e tua mamma venezuelana vero?

Sì.

E tu in che lingua parli quelle rare volte in cui ti arrabbi?

Io sono sempre stato in Italia parlo principalmente italiano e un po’ spagnolo ma quando mi incasso – io non pronuncio la c e lui la zeta, siamo pari – mi parte il dialetto.

Più che giusto, sennò non sei realmente arrabbiato. Però io so che voi piloti parlate una lingua tutta vostra cioè il pilotese, voi non dite “Improvvisamente la moto ha iniziato ed ondeggiare” o “Il motore singhiozzava”. No voi dite perché in curva ha fatto dàdadaaaa, poi nenenéeee.

Ride. Eh, devi spiegare bene non solo il verso – perché le moto fanno i versi condomine non siate pignole – ma anche la sensazione che percepisci. Piloti, profilo da serial killer e tanta emotività.

Allora adesso devi aiutarmi. Devo portare il mio scooter dal meccanico e spiegargli che l’anteriore vibra molto. Me lo puoi tradurre in pilotese per favore?

Qui ci giochiamo la combo, verso più mimo. Devo farti un video, perché devi fargli il verso – il verso? – sì ti devo mimare il movimento che fa l’anteriore, non solo il rumore.

Cioè praticamente un tutorial? Ottimo. Sempre parlando di piloti, tu hai qualche scaramanzia?

Certo, non troverai mai un pilota senza riti o gesti scaramantici – c’è chi è superstizioso e chi mente. Buone condomine – io lo sono dalle prove fino alla gara. E ne ho vari, dall’infilarmi prima un guanto poi un altro, oppure prima uno stivale poi l’altro.

Notate, per favore, l’abilità da mago nello spiegare la cosa senza rivelare il proprio trucco. Sui balconi del mio condominio sono apparsi gli striscioni e gli ultras. Questo ragazzo è veramente fenomenale.

Credit GoEleven

E dimmi, cosa, invece, non deve assolutamente fare un pilota?

Evitare le energie ed i pensieri negativi – only good vibes. I like it. Scusate sono uscite le condomine poliglotte. Ora le rinchiudo – e se hai intorno qualcuno arrabbiato o pessimista, ti tocchi.

Giustamente. Mentre invece qual è stata la cosa più folle che hai fatto per la moto?

Sai i piloti non sono persone normali – guarda io capisco poco di motori, ma molto di persone e questo l’ho capito subito – te pensa ad una caduta, quando finisci in terra, sbatti forte e ti fai male. Ecco la prima cosa che pensi è ‘Ma io voglio correre.’ Non è normale, si va oltre il buonsenso ma è la cosa che ci rende piloti, la nostra pazzia ci porta a fare quello che una persona normale non farebbe. Però è bello così.

Bello non rende l’idea credi a me che di corse ne ho viste un po’. Restando sempre in tema mondo piloti – che può sembrare un’imprecazione ma non lo è, almeno non adesso – meglio una moto performante e vincente, o una fidanzata bellissima?

La moto senza dubbio – appunto – anche perché poi se vinci, sai quante ne arrivano di belle ragazze. E ride.

Cosa ridi che un pilota guarda sempre e soltanto la moto. Tutto il resto è il passatempo tra un GP e l’altro? La moglie, marito, fidanzata o fidanzato che sia, altro non è che l’amante. Il vero amore ha il motore.

È vero. E continua a ridere.

Diciamo che almeno non si è annoiato. Dai ti faccio l’ultima domanda e ti libero. Per rilassarti cosa fai?

Molti esercizi di respirazione, aiutano a rilassarti rimanendo concentrato.

Un libro e buona musica no? Buone condomine, ha appena detto che i piloti non sono normali. Poi parlate voi che vi siete stroncate con lo yoga. Su.

Grazie Michael per la disponibilità, grazie per la simpatia e il tempo che mi hai dedicato. In bocca al lupo per questo mondiale atipico ma molto soddisfacente.

E grazie a tutto il Team GoEleven, primo team italiano a sbaragliare la concorrenza nel mondiale, sempre disponibile e sempre pronto a stupirci. Forza ragazzi e gas!

Denis Sacchetti, Gianni Ramello e Michel Rinaldi. Credit GoEleven

“È la bacchetta a scegliere il mago, signor Potter. Non è chiaro il perché. Ma credo che noi possiamo aspettarci grandi cose da lei.”

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