Altro giro! Altra corsa!

Il giostraio abbassa la barra dell’enorme macchinario e il calcinculo inizia a girare. Con la mano che ha libera improvvisa un megafono alla bocca e urla: altro giro! altra corsa!

E così ogni volta. È così ogni volta.

Il Prof (ma potrebbe essere uno qualsiasi di voi, di noi) abbassa lo schermino del cellulare da cui è riuscito a vedere quasi tutta la partita degli Azzurri (dico quasi perché l’app di Mediaset è defunta senza requiem aeternam al 74′, ma tanto ormai i giochi erano fatti) e, dopo tutti sti calci in culo, gli iniziano a girare. Con la mano che ha libera (l’altra ha retto il pupo dormiente per due ore) improvvisa un pugno sui denti a non sa chi e vorrebbe urlare (non lo fa sennò sveglia il pupo e poi son volatili senza zuccheri): altro giro! altra corsa!

È così ogni volta. E così ogni volta.

Non lo capiamo ancora. Non lo capiamo in tanti: il Prof che non dovrebbe prenderla come un’offesa personale (oh, Prof! chi ti credi di essere? Gli Azzurri non giocano mica per te!), gli Azzurri che non dovrebbero sempre prendersela nel… (oh! Magari piace!), lo staff degli Azzurri che, a forza di prendersela nel…, ormai non se ne accorgono nemmeno più e parlano di programmazione, tempo al tempo e giovani di belle speranze (cercate nel dizionario della FFR e di Galthié cosa vogliono dire i termini programmazione, giovane, speranza).

Com’era? I loro giovani e inesperti e i nostri son l’Italia del futuro? Siamo a posto. Ci hanno messo a posto. Il nostro posto.

Non avremo neanche l’occasione di una passerella con la Georgia (dannato Covid che hai scoperto dove stava il raduno degli isolani): ci toccherà prendere di nuovo bastonate dal Galles.

Altro giro! Altra corsa!

E ogni volta così. È ogni volta così.

2 thoughts on “Altro giro! Altra corsa!

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