Il cielo e’ Blues sopra Parigi

Primo tempo: il problema è uno. Uno solo. La Francia ha talmente tanta voglia di fare bene che fa male. Invece di ammazzarci ci regala falli su falli. Cartellini su cartellini. Ci sono tre minuti nei quali giochiamo con due uomini in più. E noi, invece di leccarci i baffi e grigliare i Galletti sbagliamo il posizionamento in campo e le gambe veloci dei trequarti portano i francesi a rifilarci una (dubbia) penalty try. Con il giallo a Bellini semi-incolpevole. Siamo confusi. E a tratti ingenui.

Ma confusione e ingenuità si pagano. Ferrari a sinistra paga dazio al grande vecchio Slimani, mica l’ultimo del mondo a giocare a destra. Ruzza si fa sfuggire di mano due palloni. Non era mai successo. Polledri non sembra in partita. Ma confusione e ingenuità non sono il problema. Il problema è uno. Uno solo. Loro sono dei caterpillar che vanno avanti a ogni punto di incontro e salgono come dei cacciabombardieri a ogni uscita dell’ovale azzurro dalla ruck. Il problema è questo: non abbiamo la fisicità dei francesi. Ma questo lo sapevamo già. Il primo tempo finisce 19-7. Ma soprattutto con il protocollo anticoncussion per Riccioni, l’uscita di Morisi per costole doloranti e la scelta di O’Shea di anticipare l’ingresso di Negri al posto di Polledri, che necessita di un check.

In doppia superiorità numerica errori del genere si pagano. Immagine by RaiSport+ HD

E la ripresa è il secondo tempo di un film bruttissimo. Taofifenua e Picamoles da soli macinano il campo e lo rendono buono per piantare il grano. Noi stiamo quasi sempre a guardare. Si sveglia Polledri, avanza e gioca bene. Si inventa anche una meta con calcetto. Steyn per tutto il tempo è avanzante sui punti d’incontro. Ma non basta. Scatti d’ira e piccole zuffe. Mancano però dei veri e propri scatti d’orgoglio. Quello manca. La Francia sembra uno squadrone. Forse lo è. E noi continuiamo a rimanere i più piccoli tra i più grandi. Finisce 47-19. Tanto a pochino.

Vincono loro, festeggiano loro.

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