The Italian Job le Zebre scalciano i Leoni azzannano

In un freddo ma soleggiato sabato dicembrino, l’ultimo di questo 2019, mi sono regalata una trasferta a Treviso. La mia prima volta al Monigo non poteva essere per una partita qualsiasi. No. Per il mio debutto in casa trevigiana, infatti, non ho scelto una partita. Ho scelto un derby, quello di ritorno tra i Leoni della Benetton e le Zebre di Parma. La cornice è la più consona all’evento, pubblico delle grandi occasioni che fa registrare, infatti, il tutto esaurito e nell’aria un bel misto di emozione e trepidazione che agita tifosi e spettatori sulle tribune. È un derby sotto tutti gli aspetti, si comincia con le livree; questa volta sono i padroni di casa ad essere multicolor sfoggiando la nuova (ed a mio personale parere bellissima) maglia, mentre la franchigia federale si presenta con la classica, ma sempre affascinante, divisa bianca e nera.

Il fischio di inizio desta tutti dalla tensione dell’attesa. Neanche il tempo, per me, di capire come si sono schierate le due compagini che i ragazzi di coach Crowley danno il via alle marcature segnando la prima meta al minuto 2 con Faiva non trasformata da Keatley 5 – 0. La mia sensazione è che i ragazzi di coach Bradley facciano più fatica dei trevigiani impegnando più uomini nei punti d’incontro, ma sono bravi a contenere gli avversari. Molto probabilmente devo averlo anche espresso a parole questo pensiero perché la franchigia federale al minuto 11 entra per la prima volta nei 22 avversari dopo aver vinto un calcio di punizione in mischia. I trevigiani fanno però buona guardia e ricacciano i rivali nella loro metà campo, ma le Zebre non demordono ed inducono la Benetton Rugby all’in-avanti a ridosso della linea dei 22. La posizione è ghiotta e Violi intasca 3 punti al 16’: 5 – 3.

Foto Mazzocato.

Al 18’ arriva l’episodio che secondo me fa svoltare il match: un placcaggio pericoloso di Brex su Boni (lo ribalta come un taschino dei jeans), costa al centro argentino un cartellino rosso. Come se non bastasse (a Firenze si dice agli zoppi grucciate), al minuto 19, da una seconda penalità commessa in ruck, le Zebre trovano la meta con Johan Meyer che Violi non trasforma. Gli ospiti sono, giustamente, galvanizzati ma la reazione dei padroni di casa arriva puntuale e spietata sempre ad opera di Faiva che sigla così la sua doppietta. Keatley questa volta centra i pali portando il punteggio sul 12 a 8. 24 minuti e sta succedendo di tutto al Monigo. E continua a succedere, al 29’ Maxime Mbandà smarca perfettamente Jamie Elliott che prima si invola in meta portando il punteggio sul 12 – 13, poi ristabilisce la parità numerica prendendo un giallo al 35’. Non è una partita di rugby è una gara di Formula Uno, stanno facendo a sportellate. In situazione di parità numerica i Leoni trovano la meta alla bandierina con Monty Ioane allo scadere del primo tempo fissando il punteggio sul 17 – 13.

Uno sfinito Ioane dopo la meta. Foto Mazzocato.

La seconda frazione si apre esattamente come si è chiusa la prima, con una meta, quella di Mbandà che Violi, col piede in crisi, non trasforma: 17 – 18. Ed esattamente come nel primo, anche nel secondo tempo i Leoni vanno a segno al minuto 50 con Keatley che si toglie lo sfizio anche di trasformare la meta di bonus per il 22 – 18. I multicolor parmensi dimostrano un po’ di indisciplina che, al minuto 58, viene punita severamente da un Haime Faiva in giornata di grazia che schiaccia in meta l’ennesima palla da touche: 29 – 18. Potremmo predire un assolo della Benetton, ma questo è un derby e c’è pure il CEO di Pro14 Mr Martin Anay in tribuna, non c’è niente di scontato. Infatti al 60’ Walker fa accelerare le coronarie di tutti i tifosi calciando per sé stesso in area di meta perdendo però il controllo dell’ovale sul finale. Rianimazione per tutti e via andare. Zebre sempre indisciplinate e Leoni cinici a capitalizzare gli errori avversari. Al minuto 65 Makelara entra e segna. Keatley, che nell’intervallo ha fatto la convergenza plantare, trasforma per un 36 – 18 che sembrerebbe suonare a morto. Macché. Suona la carica invece, le Zebre trovano la meta di bonus al minuto 73 con David Sisi che Canna trasforma accorciando il punteggio sul definitivo 36 – 25.

Man of the match ovviamente Haime Faiva che con le sue tre mete ha decisamente contribuito a questa vittoria. Da notare che in dialetto veneto le faive sono le faville, ed in questo periodo le campagne euganee sono attraversate dalle faville dei fuochi, ed a seconda di dove vanno si deduce se siano di buon auspicio o meno. In questo caso pare evidente sia un ottimo auspicio.

Foto Mazzocato.

“Il rugby è come l’amore: ti fa ridere, gioire, sacrificare, soffrire, piangere, lottare, vivere: e perciò non ne puoi fare a meno!” [Sergio Parisse Senior]

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