SESTO TURNO DI PRO14


Sesto turno da dimenticare per le nostre franchigie italiane.

Al Lanfranchi un Ulster troppo forte si impone 14 – 57 sulle Zebre, non a caso è la squadra vice campione del torneo che in semi finale ha peraltro ribaltato un risultato già scritto. I biancorossi, perfettamente a loro agio tanto da fare quasi rabbia, anche in trasferta dimostrano una padronanza del campo ed un controllo totale della partita dovuta anche ad una netta supremazia fisica.

Grazie ad un gioco forse noioso ma decisamente produttivo, ed un Marcel Coeetze, giustamente man of the match, che da solo ha guadagnato il punto di bonus, i biancorossi confermano la loro striscia di risultati utili, inanellando la sesta vittoria consecutiva, mantenendo così l’imbattibilità stagionale.

I ragazzi di coach Bradley hanno retto bene un tempo, ma hanno pagato a caro prezzo lo sforzo fisico profuso per sostenere il ritmo avversario.

Nota positiva il ritorno in campo di Gabriele Di Giulio.

Credit Del Frate

Nessun punto, ma tutt’altra partita, per la Benetton che al Rodney Parade (ospiti in casa dei Dragons data l’indisponibilità dell’Arms Park di Cardiff dove è ancora allestito il presidio ospedaliero per l’emergenza Covid), viene beffata dalla concretezza cinica dei Cardiff Blues. Sotto una pioggia intensa ed un vento molesto i trevigiani vogliono portare a casa il primo risultato utile di questa anomala stagione dopo tre difficili match iniziali che li ha visti portare a casa un solo punto di bonus. Ma troppi errori conditi con una buona dose di indisciplina (giallo a Barbini), non permettono loro neanche di conquistare il punto di bonus.

Cardiff, con più minuti giocati nelle gambe, si limita a fare il minimo indispensabile e con poca spesa ha tanta resa, dal canto mio, io non ho neanche la crema Novi ad alleviare le tristezze ovali. Meglio così altrimenti ne avrei finito un barile e sono pure in regione Rossa, sicché smaltirla sarebbe stato molto complicato.

Non mi piace dire “abbiamo perso ma abbiamo giocato bene.” Anche perché nel rugby se giochi bene vinci, ma non è stato tutto così negativo in entrambi i casi. Rammarico sì, molto, ma trattandosi delle nostre franchigie sono sicura che troveranno spunti utili su cui lavorare.

Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti [Charles R. Darwin]

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