TopSi o TopNo?


di Emy Forlani

Sabato 14 novembre, mentre l’Italia giocava a Firenze contro la Scozia, si è disputata la seconda giornata del Top10 2020/2021, massimo campionato nazionale di rugby.
Parentesi: ma non potevano giocare domenica, così gli appassionati avrebbero potuto guardare sabato l’Italia e il giorno seguente le partite di campionato? 
Il Top10 (fu Top12, fu Eccellenza, fu Super10, fu Serie A)l’unico torneo di rugby che si sta disputando in Italia, dopo il rinvio a fine gennaio di tutti gli altri, dalla A in giù. Il motivo, naturalmente, è il covid, che sta inevitabilmente colpendo duro anche lo sport.
Lasciamo stare ogni idea di paragone con la serie A di calcio, che è una galassia a parte che va avanti con la motivazione della smodata quantità di miliardi che muove e lo può fare in virtù di questi stessi miliardi e delle enormi risorse delle società che lo compongono. Eppure è un paragone piuttosto gettonato sui social network, benché appaia chiaro che non sono caratteristiche comuni anche all’italico ovale. 
La FIR ha comunque deciso di provare a far disputare almeno il massimo campionato, facendolo solo partire un po’ più tardi rispetto al solito. Purtroppo, però, questo tentativo si sta scontrando contro la seconda ondata di covid-19, con il risultato che, su due giornate disputate finora, composte da dieci partite programmate, ne sono state giocate in tutto solamente quattro, due alla prima giornata ed altrettante nella seconda. 
Dunque, dopo due giornate ci sono già sei incontri da recuperare. Ha senso, un campionato così?
Sul web la discussione è piuttosto accesa e ci sono diverse fazioni: c’è chi difende comunque il fatto di disputare il torneo, chi pensa che sarebbe meglio lasciar perdere e chi, persino, ne fa una questione di “non è giusto che loro sì e gli altri no”, focalizzando l’attenzione dunque su “o tutti o nessuno”.
Personalmente, trovo che un campionato giocato in queste condizioni sia pressoché inutile: i continui rinvii e i relativi recuperi da programmare creano un torneo quasi totalmente privo di senso ed ancora più difficile da seguire. Per me avere del rugby da guardare è sempre una buon a notizia, ma trovo che i problemi siano oggettivamente troppo grandi.
Chi difende la scelta di far partire il torneo a novembre sostiene che comunque fa bene avere del rugby giocato che non sia solo quello di Zebre e Benetton e, qualcun altro, che siccome le società hanno investito per allestire le rose è giusto che giochino.
Quest’ultimo aspetto si intreccia con il terzo punto di vista, quello del “Perché loro sì e gli altri no?”: anche alcune realtà iscritte ai campionati minori hanno investito molto durante l’estate, fiduciose in una stagione 2020/2021 che si sarebbe disputata pienamente e, ora, sono ancora meno contente degli altri di non poter giocare.
Ha sicuramente ragione chi dice che non giocare è un enorme problema per le società, che si ritrovano a dover lottare per cercare di non perdere i propri atleti di tutte le età oltre che con ristrettezze economiche ancora più gravi del solito, con incassi a zero e, soprattutto, sponsorizzazioni ridotte a niente o quasi.

Il Top10, però, è lì a dimostrare le gigantesche difficoltà del disputare un campionato ed è chiaro che la scelta della FIR di far partire per ora un solo torneo sia dipesa principalmente dalla questione dei costi dei protocolli necessari allo svolgimento di un campionato, ovvero, in primis, i tamponi frequenti, che sono un costo notevole e vanno moltiplicati per il numero degli atleti, delle squadre e delle giornate da disputare. 
Come immaginare di moltiplicare il tutto anche per trenta squadre di Serie A, quarantasei di B e centinaia di C, senza contare le giovanili?  Anche solo fermandosi alle trenta squadre di A, con le loro quindici partite settimanali moltiplicate per diciotto giornate, come pensare ad una sostenibilità economica dei protocolli e ad una gestione degli inevitabili rinvii e recuperi?
Il Top10 riuscirà ad andare avanti? Chissà.

A fine gennaio davvero inizieranno altri campionati, seppure, a quel punto, in versione ridotta? Chissà.

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