Edoardo Padovani l’artista


In una uggiosa serata novembrina sotto una pioggerella insistente, preparo la nostra Club House per un altro componente della truppa azzurra fresco di mondiale ed anche di Pro14. L’estremo delle Zebre e della nostra nazionale, veneziano, classe 1993, Edoardo Padovani.

Ciao Edoardo, grazie per la disponibilità, come stai?

“Ciao, grazie a te. Acciacchi vari a parte, tutto bene.”

Cosa ti sei fatto adesso?

“Uno stiramento muscolare e qualche botta, niente di grave.”  Meno male niente di grave, non voglio sapere cosa sia grave.

Oggi era la vostra giornata off, controlli medici a parte – e ride, cosa ridi che hai la metà dei miei anni e più acciacchi di me – cosa fai normalmente nel tuo tempo libero?”

“Varie cose, rispetto all’anno scorso ho cambiato casa. È più grande e necessita di più manutenzione, se così si può dire. Poi mi piace suonare, quindi mi dedico alla musica e poi, ovviamente, c’è la play.” Già, la playstation era tanto che non veniva nominata, stavo quasi in pensiero.

A proposito di musica, ma tu sei solo appassionato di musica, oppure l’hai studiata?

“No, sono autodidatta, ho imparato a suonare da solo, al liceo studiavo lingue.”

“Ed eri uno che studiava oppure no?” Qui la privacy non esiste.

“No, ho sempre studiato: mai avuto un debito.”

Già, la tua è la generazione dei debiti, che brutta parola. Io appartengo agli esami di riparazione a settembre. Un incubo.

“Erano tanto differenti?”

“Non lo so, ma erano tanto noiosi. Ma non parliamo di me, parliamo di te, come direbbe Pieraccioni. Quanti strumenti suoni?”

“La chitarra ed il pianoforte. Il pianoforte è più difficile ma mi piace anche di più.”

Ragazzo artistico il nostro Edo nazionale, chissà se questa sua vena artistica la riporta anche sul campo, leggendo le partite come legge gli spartiti. Sì… e invece dei movimenti degli schemi lui, Mattia Bellini e Giulio Bisegni si muovono come Scat Cat e la sua gang. Scusate rinchiudo le condomine a guardare gli Aristogatti e continuiamo.

Credit Stefano Delfrate

Sai quale altro sportivo si rilassava suonando il piano, James Toseland, ex pilota di moto, campione del mondo di superbike per ben due volte. Diplomato al conservatorio proprio per il pianoforte. A proposito di motori, ti ho invidiato tantissimo quando sei andato a Monaco a vedere la Formula Uno, segui i motori?

“Veramente no – e ride – è capitata l’occasione e ci sono andato con Mattia e Andrea [Bellini e Bettin, ndr], ma non sono un appassionato. È stata un’esperienza bellissima, zero pretese e tutto di guadagnato ma non seguo la Formula uno, preferisco semmai le moto, ma anche lì non seguo. Meglio di tutti il basket.”

Cattolica Test Match 2019, San Benedetto del Tronto, stadio Riviera delle Palme 17/08/2019, Italia v Russia, la corsa in meta di Edoardo Padovani.

Segnare di chiamare Mattia Bellini per la prossima volta, che ci vado io al suo posto. Capito Mattia? Edo ti perdono giusto perché il basket piace anche a me. E qui si è aperta un’altra delle mie solite parentesi dissertative che ci ha portato dal basket al cinema e alla sua domanda: ma te hai visto Ritorno al futuro al cinema? Ho seriamente pensato al ritiro in una casa di cura o al taglio delle vene per verticale.

Ebbene sì, ho visto Ritorno al futuro, Star wars – confesso la mia natura nerd e ho ascoltato cantanti, a proposito di musica, che te, naccherino, te li sogni.

“No, che fortuna. Invidia.” Privilegi di chi è nato negli anni 70, almeno la musica l’abbiamo avuta meravigliosa.

Restando in ambito anagrafico, quanti anni avevi quando hai iniziato a giocare a rugby? Si vede sono tornate le curiose a dirigere la conversazione.

“Sette anni a Mogliano, ho provato anche altri sport ma poi sono rimasto sul rugby.”

Hai visto che buon inizio ha avuto Mogliano quest’anno nel Top12?

“Sì, tra l’altro conosco anche bene coach Costanzo e sono molto contento per lui.”

C’è qualcosa che non hai potuto fare a causa del rugby e qualcosa che se tu non avessi intrapreso la carriera di giocatore non avresti mai fatto?

“Se penso a quello che non ho potuto fare ti dico il musicista. Mentre grazie al rugby ho potuto viaggiare e vedere posti e realtà che difficilmente avrei incontrato.”

Come ti dicevo prima, Toseland smessa la carriera da pilota si è dedicato alla musica e visto che ti piace il cinema ti dirò, anche Bruce Willis ha un suo complesso musicale che ha fondato da adulto. Sicché naccherino, mai dire mai. Giusto per restare in tema cinematografico.

“Ma te com’è che sai tutte queste cose?”

Prima di tutto perché sono curiosa di natura, leggo, studio, mi informo. Insomma non mi faccio mai i fatti miei. A proposito Edoardino, cerca di essere un pochino più social, mettile due fotine in più, almeno io mi aggiorno.

“Ma a me non piace tanto apparire ed ostentare.”

A parte il fatto che se pubblichi due foto ogni tanto non è apparizione – ti voglio bene e ti stimo ma mica sei la Dea delle Dee di Pollon – e poi, fallo per me, come faccio a farmi i fatti tuoi se non condividi? E qui la mia inquilina stalker, fortuna ne ho solo una, ha alzato la mano per dare un suggerimento che ho bellamente ignorato mentre il nostro ragazzo azzurro se la rideva. Ridi, ridi, che ne sai te della gestione di un condominio mentale molesto come il mio.

E se domani ti venisse a noia il rugby e attaccassi gli scarpini al chiodo, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

“Me ne starei due anni almeno in giro a visitare posti che non ho mai visto, tipo gli Stati Uniti.”

Ah però, una cosa da nulla. E via con un’altra digressione, questa volta geografica, che ci ha rivelato un punto comune, il monte Pelmo ed un po’ il Civetta, ma poco.

Vabbè tanto per ora dobbiamo restare qui entrambi, sicché continuiamo pure a farci i fatti tuoi. Mi chiedevo una cosa sulla tua esperienza francese. Davvero hai giocato e/o ti sei allenato con Ma’a Nonu? È davvero così enorme?

“Allora lui non è tanto alto, ma è grosso. Sembra un mobile, per il nome che ha potrebbe essere un mobile dell’Ikea, peraltro anche facile da montare perché un pezzo unico di legno massello.”

Sì, un cassettone in noce potrebbe essere. Non oso pensare come sia sbatterci contro. Ohiohi, sempre per curiosità, sei goloso?

“Sì, allora mi piacciono tutti i tipi di primi piatti di pasta alla romana, carbonara, gricia, matriciana. Mentre di dolci il tiramisù ed il millefoglie.”

Ecco, mi sta bene, così imparo a farmi i fatti miei, che ora, oltre a gestire il condominio molesto, c’ho pure da tenere a bada il drago di Komodo che mi si è svegliato ed inizio ad avere fame.

Effettivamente tutta roba molto buona. Come darti torto. E siccome si è fatta una certa e dobbiamo entrambi cenare ti faccio la classica domanda di chiusura, attento eh, chi è il giocatore più pirata che tu abbia mai incontrato?

“Mi gioco la combo di Mogliano: Ivan Gianesini e Davide Meggetto.” E ride.


Ok, me li segno entrambi, poi con calma capirò perché e per come. Nel frattempo saluto Edoardo sennò dall’intervista si passa al rapimento, grazie infinite per la disponibilità, la simpatia e la pazienza. Grazie per la condivisione, ricordati di chiedere il libro a Mattia, riguardati e quando sei giù di morale pensa alle parole italiane che non hanno il femminile. Tanti auguri a tuo fratello Giacomo che ha compiuto gli anni pochi giorni fa e un saluto anche dal mio condominio mentale di pazze.


“Se la musica è troppo alta, tu sei troppo vecchio.” (Ozzy Osbourne)


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