Il riscatto degli All Blacks a Eden Park: Australia battuta 36-0

Questa All Blacks – Australia non è una partita come le altre. In primis perché la settimana scorsa gli Australiani hanno primeggiato dimostrandosi all’altezza dei primi della classe e infliggendo una sconfitta che a lungo verrà ricordata in Nuova Zelanda, sia per il rosso di Scott Barrett che per il risultato troppo pesante (47 – 26) per gli attuali campioni del mondo e capolisti del rugby mondiale. 

In città la partita è molto sentita, Auckland è addobbata a festa per il grande evento e in molte case è comparsa la bandiera con la felce bianca. I Kiwi sono feriti nell’orgoglio e per tutta la settimana hanno atteso questo momento, il momento della rivalsa, il momento di smentire le critiche di chi li dà già per perdenti alla prossima coppa del mondo.

L’Eden park è gremito per il grande evento e la tensione è tangibile. I due team scendono in campo con il coltello tra i denti per quella che si svela sin da subito come una partita al cardiopalma.

Dopo appena 3 minuti Mo’unga trasforma da calcio di punizione, All Blacks in vantaggio 3 – 0  e Australia sotto pressione, fuori casa ma con una difesa d’acciaio che lascia pochi varchi ai tuttineri.

Tuttineri che faticano a trovare varchi e provano il drop con Barrett da centrocampo che non trova però i 3 punti. Il match è un susseguirsi di “Placcaggi” con la P maiuscola in particolare dal versante australiano. Da segnalare uno splendido “stirone” di Hooper su Aaron Smith al termine di una rimessa laterale (senza palla).

Gli australiani sprecano due punizioni con Christian Lealiifano ma minacciano la linea di meta neozelandese più volte, trovando una difesa avanzante che non lascia spazio ai trequarti Wallabies. 

Al 26° gli All Blacks cambiano marcia. Due mete in 5 minuti grazie a una combinazione di eventi che porta prima Mo’unga in meta su intercetto (poi trasformata dallo stesso) e poi Aaron Smith grazie a uno splendido contrattacco di Barrett che fissa tre uomini scaricando a George Bridge, che manda in meta il proprio mediano di mischia (Mo’unga trasforma).

Gli animi si infiammano e dopo una rimessa laterale, Dane Cole si inventa una presa di judo contro il povero Nic White che segnalato al “referee” si trasforma in un giallo per il tallonatore kiwi.

Gli All Blacks dettano il gioco e i Wallabies faticano a reggere il cambio di marcia, per un primo tempo che si conclude sul parziale di 17 – 0.

Nella ripresa i tuttineri volano in meta dopo solo 4 minuti grazie a un ritrovato Sonny Bill Williams che intravede un buco laddove non c’era e vola in meta tra Kerevi e O’connor (Mo’unga trasforma per il 24 – 0).

Dopo 10 minuti di stallo ecco i primi cambi, fuori Aaron Smith e dentro Perenara e fuori Moody per Tu’ungafasi. Quando si dice il momento giusto: da qui in poi è un susseguirsi di mischie, arriva dunque il turno di Codie Taylor che prende il posto del Judoka Dane Coles. 

Al 58° Richie Mo’unga è costretto ad uscire a causa di una brutta caduta sulla spalla dopo un off-load. Dentro Jordie Barrett e Beauden spostato a 10, i due dimostrano feeling da subito con un calcetto fenomenale, come se fossero telepatici.

Gli Australiani, sofferenti si riaffacciano sui 5m AB solo al 64° con una mischia innescata dai trequarti che sfruttano l’unica incertezza nella salita neozelandese, ma nulla di fatto, in-avanti e palla che torna nera. Successivamente Barrett innesca Sevu Reece su grubber che calcia a sua volta e vola indisturbato in area di meta (trasforma Barrett). 

Finisce come doveva finire. 36 a nulla. Con gli All Blacks che alzano la voce e fanno capire chi comanda. Classifica e gerarchie ovali mondiali.

 

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