PARISSE E “MACI” CAMERIN RACCONTANO “UN TOCCO DI AZZURRO”

Nella giornata di sabato 13 luglio presso il Centro Sportivo Pergine Nord di Pergine Valsugana si è tenuta la Cattolica “Tocco di Azzurro“, il torneo organizzato dagli atleti della Nazionale Italiana Rugby, impegnati anche nel ruolo di allenatori delle trentadue squadre iscritte.

Coinvolte parecchie società provenienti da tutta Italia, oltre alle mille persone presenti alla manifestazione. L’atmosfera e la complicità tra gli Azzurri, il pubblico e gli atleti partecipanti sono stati gli ingredienti unici e vincenti che hanno contribuito alla piena riuscita della giornata. Tra gli atleti era presente anche il capitano della Nazionale Italiana, Sergio Parisse, protagonista anche con il fischietto, al quale siamo riusciti a strappare un sorriso in una breve intervista.

Sergio, com’è stato arbitrare la partita?

Nella prima partita ho arbitrato lo staff della nazionale. È stato un po’ particolare, sono stato abbastanza severo. Ho dato tre cartellini gialli.

Tutti, ovviamente, meritatissimi.

Il capitano arbitra il Ct.

Tra una chiacchierata e l’altra siamo riusciti a coinvolgere anche il coordinatore dell’attività rugby touch della Federazione, Massimo “Maci” Camerin.

Cos’ha di diverso questo torneo di rugby touch rispetto agli altri?

È un torneo di rugby al tocco organizzato per far conoscere il mondo della palla ovale e dare la possibilità a tutti di approcciarsi al rugby, o venire a giocare con i loro beniamini della nazionale, facendo tutto questo in totale serenità. La cornice è bellissima e c’è stato un grande afflusso di gente.
Inoltre stiamo giocando con le regole federali che sono molto semplici, in modo da lasciare che tutti siano concentrati sul divertimento. Tengo a sottolineare che questo è l’unico torneo con più di 30 squadre senza arbitri, perché abbiamo inventato l’SOS ARBITRO dove le partite si arbitrato da sole, e se necessario interviene l’arbitro a dare delle indicazioni. Il nuovo metodo ha funzionato, quindi… meglio di così!

Ale Zanni, uno a cui dare ascolto.

Un bellissimo pomeriggio, un’energia incredibile, un gruppo di atleti e tifosi unito e coeso. La strada per il Giappone sarà lunga e faticosa, ma le basi sono ottime.

Rugby si pronuncia con la R maiuscola

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