ON THE OTHER SIDE

La giovane Francia vale cinque volte la giovane Italia: all’Olimpico finisce 10-50, con un’Italia molto imprecisa e piena di limiti ed una Francia che trabocca talento e tecnica, che fatica molto poco e fa tanto male agli Azzurri.

Bastano 5′ ai Galletti per aprire le marcature: poco incisivi i placcaggi italiani e tutto troppo facile per gli ospiti. A fine primo tempo saranno già 24 i punti sul tabellino francese e solo 3 quelli dell’Italia.

Prima della partita tutti temevamo il secondo tempo, apparentemente incurabile tallone d’Achille azzurro da anni a questa parte ma, oggi, già il primo era stato pesante, quindi… argh!

Infatti la ripresa si è rivelata un incubo (per l’Italia, mentre per la Francia è stata quasi una passeggiata): altri 26 punti subiti, solo 7 fatti e quindi ecco il 10-50 finale.

Al 52′ è entrato in campo il pilone francese Dorian Aldegheri, robusto prima linea con origini italiane: il nonno arrivò a Tolosa dopo la guerra per lavorare nelle costruzioni e lì rimase e mise su famiglia. In provincia di Verona c’è tuttora il resto della famiglia Aldegheri, che segue a distanza la carriera del suo ragazzone d’oltralpe.

Come Player of the Match è stato eletto quello che forse è oggi il più forte giocatore al mondo (e che gioca nello Stade Toulousain con Aldegheri): il mediano di mischia transalpino Antoine Dupont, 24 anni di talento straripante, già miglior giocatore del 6N 2020.

Qualche anno fa, all’Olimpico, salutai e chiesi una foto a Galthié, che era inviato per la tv francese e si stupì tantissimo che sapessi chi fosse. Ora allena la banda di “ragazzini” più talentuosa d’Europa e oltre, con la prua verso la RWC 2023 in casa.

E il prossimo avversario degli Azzurri? Mettiamola così: già andare a Twickenham non si prospettava una passeggiata ma, dopo la sconfitta casalinga dell’Inghilterra con la Scozia, di ritorno da Londra con una vittoria che mancava dal 1983, è facile capire che il XV della rosa aspetterà l’Italia come un tritacarne aspetta un quarto di manzo.

Eddie Jones è sceso dalla tribuna verso il campo con le fiamme negli occhi e non è difficile immaginare che farà passare ai suoi ragazzi una settimana parecchio intensa, con l’obiettivo di non perdere più neanche una partita dopo questo inciampo iniziale.

Un’Inghilterra forse troppo sicura di sé ha subito una Scozia in versione Braveheart, condotta da un sontuoso Stuart Hogg (Player of the match). Non poteva esserci modo migliore per i ragazzi del Cardo per celebrare i 150 anni dalla prima partita tra le due squadre: 6-11 il risultato finale.

In tempi normali, in Scozia i pub avrebbero esaurito le scorte di birra di tutto l’anno…!

Pioggia, intensità, qualità, risultato incerto fino all’ultimo: Eng-Sco ha rimesso al mondo gli appassionati di rugby dopo la difficile digestione di Ita-Fra ma ha anche, inevitabilmente, inchiodato ancora di più lo stomaco ai tifosi italiani, che si ricordano di quando con la Scozia l’Italia vinceva.

L’appuntamento è per sabato a Twickenham, alle 15.15 (orario italiano). Diretta tv su Dmax.

A proposito di Dmax, un saluto ed un abbraccio a Vittorio Munari, tornato in studio per commentare la prima giornata di 6 Nazioni a tempo di record dopo un intervento al cuore non da poco.

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