Nuova franchigia: i Pirati!

In Federazione tutto tace, è vero. Il Top12 è terminato con la concreta e convincente vittoria di Calvisano, trionfante anche nel Continental Shield e quindi autore di un prestigioso double. I bresciani saranno i diretti interessati alla chiamata alla prossima Challenge Cup 2019/2020, ma i rumors degli ultimi mesi lasciavano intendere che qualcosa si potesse muovere. Un accordo tra club della massima serie italiana per presentarsi in Europa con un dream team dei migliori giocatori nostrani. O almeno questa pareva essere un’idea, sfiziosa e audace, che stuzzicava l’interesse di alcuni.

In Federazione tutto tace, è vero. Ma noi da veri filibustieri, curiosi e un po’ sfacciati, abbiamo pensato a cosa potrebbe succedere se invece qualcosa si stesse muovendo. E per farlo siamo andati a caccia di indizi. Proviamo a scorrerli assieme.

  • Zebre e Benetton, le nostre due franchigie nel campionato celtico e in Europa, stanno attingendo sempre più in questi anni dal bacino di giocatori della massima serie, tramite il (perfezionabile, è vero) sistema dei permit player e promuovendo di stagione in stagione i più meritevoli, inglobandoli in pianta stabile tra le proprie fila. Un esempio concreto? Braam Steyn, da noi intervistato pochi giorni fa anche su questo argomento.
  • Nell’anno del mondiale giapponese la nazionale Emergenti non ha visto la luce e nulla ci garantisce che ricomincerà a farlo a partire dalla prossima stagione. Per garantirsi una buona “seconda squadra nazionale”, da cui attingere in situazioni di necessità o dalla quale potrebbero comunque brillare alcune stelle tardive, è vitale continuare a lavorare sui giovani giocatori over 20. Una terza franchigia, capace di sperimentarsi con le formazioni europee in Challenge Cup, potrebbe essere una valida alternativa.
  • Il progetto di ampliamento della competitività voluto dal ct O’Shea sta, lentamente, dando i suoi frutti. Il pacchetto di mischia e il triangolo allargato azzurro ne sono una lampante testimonianza. Questo è il risultato di un percorso che parte dalle giovanili (under 16-18-20), così come dall’Accademia Federale e, è giusto ricordarlo, dal buon lavoro che diversi top club dello stivale stanno facendo negli ultimi anni. Una giusta compartecipazione tra pubblico e privato, dalla quale il nostro mondo ovale sta traendo giovamento, malgrado i risultati della nazionale maggiore ancora tardino ad arrivare. In tale situazione di miglioramento diffuso sarebbe giusto auspicare a una nuova possibilità di skills improvement in test ad alto livello per quei giovani italiani a un passo dal rugby di primissimo piano.

Per rafforzare le nostre tesi abbiamo provato poi a sentire Pasquale Presutti, capo allenatore de I Medicei, oltre che rappresentante dei tecnici italiani nel Consiglio Federale FIR.

Mister cosa ci dice di questo nuovo progetto della terza franchigia?
Che se ne parla ed è bello così, ma ancora meglio è fare qualcosa, si deve fare qualcosa. Solo che non sono tutti d’accordo.
Intende le società?
Sì, perché c’è chi si lamenta del fatto che se si giocasse durante il campionato le partite potrebbero coincidere, col rischio di non avere i buoni giocatori per le partite importanti.
Ma con questo progetto possiamo far crescere i giovani no?
Sì, crescono i vivai e con loro il numero dei giocatori per squadra, che hanno così più possibilità. Le under 16 e 18 stanno regalando belle partite. Ma tutto sta a partire.
Come la storia dei permit player?
Esatto, all’inizio erano tutti molto perplessi, poi invece si è rivelata una buona idea, anzi ottima.
Lei si vedrebbe alla direzione di questa squadra?
[Ride] Ma io sono vecchio, qui a Firenze stiamo inserendo i giovani, per questo ora c’è Francesco (Minto, ndr), mentre Stefan (Basson, ndr) è già inserito. Io faccio poco.


L’idea è buona. Bisognerebbe solo raggiungere le condizioni e gli accordi necessari a far sì che si possa partire. E allora, per dire la nostra e per fantasticare un po’, abbiamo deciso di stilare una possibile rosa della terza franchigia. E dato che nessuno l’ha ancora fatto ci siamo anche arrogati il diritto di trovarle il nome: i Pirati, ovviamente.

Ecco i nostri nomi, scelti tra chi ha già vissuto almeno una stagione da protagonista in Top12 e non ha ancora superato la soglia dei 24 anni. Tutti italiani, alcuni passati dal giro delle nazionali minori, altri già permit player con Benetton Treviso e Zebre e, pertanto, capaci di farsi trascinatori e senatori dei propri compagni. Alcuni, infine, sono stati esclusi proprio perché in quella fase di passaggio tra permit e “stabili” e, quindi, già proiettati verso la categoria superiore delle due franchigie italiane in Pro14.

1. Nicola Pomaro (Rovigo), classe ’98

2. Giacomo Nicotera (San Donà), classe ’96

3. Matteo Nocera (Fiamme Oro), classe ’99, già permit player Zebre

4. Nardo Casolari (Calvisano), classe ’98

5. Niccolò Cannone (Petrarca Padova), classe ’98, già permit player Benetton

6. Alessandro Mordacci (Valorugby), classe ’97

7. Edoardo Mastrandrea (Valsugana), classe ’98

8. Andrea Chianucci (I Medicei), classe ’99

9. Gianmarco Piva (Rovigo), classe ’99

10. Lorenzo Citton (Valsugana), classe ’99

11. Tommaso Coppo (Petrarca Padova), classe ’98

12. Damiano Mazza (Calvisano), classe ’99

13. Simone Cornelli (I Medicei), classe ’98

14. Giovanni D’Onofrio (Fiamme Oro), classe ’98, già permit player Zebre

15. Massimo Cioffi (Rovigo), classe ’97


Ribadiamo: la FIR non ha ufficializzato nulla di questo possibile progetto “terza franchigia” e non ha lasciato intendere nulla. Le voci di corridoio non sono confermate e la sopra descritta rosa è solo frutto di considerazioni interne alla nostra redazione. In pratica ci siamo divertiti a sperimentare una formazione da fanta-rugby del nostro Top12.

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