NEL DUBBIO NO PRO REO


Grafica Marco Stroscia

Eccoci a Firenze per la prima di questa Coppa Autunnale. Normalmente casa mia porta bene alla nostra Nazionale maschile, qui abbiamo battuto la Georgia e qui sì, abbiamo vinto contro il Sud Africa. Io sono agitata da ieri sera, ho promesso a Luca Bigi che se avessimo vinto gli avrei portato un pancale di bistecche alla fiorentina.

Quindi stamattina, nel dubbio, ho allertato il macellaio.

Tipica giornata uggiosa novembrina, cielo grigio con un timido sole che si affaccia esattamente prima che partano gli inni e questo mi fa ben sperare.

I ragazzi partono bene, grintosi, determinati e presenti. Coprono bene il campo. il mio ottimismo cresce. Di contro la Scozia si presenta indisciplina e fallosa. Sembra quasi svogliata e nervosa.

Sembra che finalmente sia la giornata buona per godersi un buon rugby. Io mi gusto il debutto di Jacopo Trulla, in campo fin dal primo minuto. Buona prova per lui oggi. Scusate ma io l’avevo detto che questo ragazzo sarebbe stato presente, le signorine precisetti del mio condominio mentale sono tronfie come non mai. Neanche 20 minuti e siamo già a + 6 due piazzati di Garbisi galvanizzano me, il mio condominio mentale e tutti i ragazzi in campo. Qualche parapiglia dettato dal troppo testosterone mischiato ad una dose di nervosismo troppo elevata, se la Scozia perde è solo colpa sua, noi finora siamo bravi a gestire. Infatti i ragazzi di coach Townsend lo capiscono e al minuto 24 Van Der Merwe, man of the match oggi, schiaccia la palla oltre la linea di meta e Weir trasforma andando avanti 6 – 11.

Crolla l’entusiasmo, il mio condominio mentale si ammutolisce, prevedo un’altra, impietosa, debacle.

Invece no. Marco Zanon, tornato a vestire la maglia azzurra, guadagna metri salgono Violi e Bellini che aprono la strada a Matteo Minozzi (uno dei migliori in campo oggi), che raccoglie, corre e segna. Gioia, gaudio e tripudio immediatamente contagiano tutti i presenti allo stadio (pochi ma buoni), e i ragazzi si ringalluzziscono, come si dice a Firenze. Fischetti chiude tutti gli usci, le porte ed i portoni agli scozzesi. Sale nuovamente l’agonismo e torna un po’ di parapiglia in campo mentre le mie inquiline ultras si sdanno.

Un po’ li capisco, anch’io mi lascio andare a qualche urlo in più, difatti vengo puntualmente richiamata all’ordine. Sono pur sempre in tribuna stampa non in curva Fiesole, non passo neanche inosservata, sono l’unica che urla, unica donna, capelli ramati e ricci, poi è rugby non calcio e qui si sa il dress code è molto rigido.

Così ricaccio a fatica le mie inquiline facinorose, le calcianti del calcio storico per intendersi, che nel frattempo hanno iniziato a protestare fortemente e torno al mio posto per il secondo tempo.

Credit FIR

Seconda frazione che vede uscire dal tunnel degli spogliatoi un 15 scozzese massiccio ed incazzato ed un brivido mi scorre lungo la schiena.

Al minuto 42 della ripresa il buon Garbisi torna sulla piazzola per un calcio a favore. Ormai ho perso il conto dei falli commessi dagli avversari, Paolo centra i pali e siamo 14 – 7.

Scaccio via il brutto presentimento, nonostante tutto siamo avanti. Ma certi presagi vanno ascoltati molto bene perché sono indice di verità. E la verità si manifesta al minuto 50 quando la Scozia va in meta piuttosto agilmente, Weir trasforma e siamo 14 pari. Gli ospiti salgono in cattedra e ci tengono nella nostra metà campo, ci sovrastano sia a livello fisico che mentale. Sono stati capaci di ribaltare la condizione iniziale a loro favore. Questa è esperienza, questo è sapere giocare. Debutta Varney, entrato al posto di Violi, insieme a Mori che sostituisce Zanon, ma cambia poco. Giusto un altro piazzato per l’ennesimo fallo ospite.

Non ci salva neanche Leonardo Ghilardini che oggi ha giocato il suo cap numero 105, mi spiace Leo avrei voluto festeggiarlo meglio.

Gli ospiti vanno in meta altre due volte, guadagnando anche il punto di bonus fissando il punteggio su un impietoso 17 – 28.

Io ho seguito le regole, mi hanno detto di abbassare il tono e così ho fatto, ma in campo no, in campo era il momento di ribaltare la situazione. È vero che il nostro gruppo è molto giovane, sia in termini di età che in termini di esperienza. I minuti giocati sono inferiori il gruppo si deve fare la rava e la fava, ma il punto è sempre lo stesso. Giochiamo bene un tempo.

Non voglio fare processi non mi va di mettere nessuno sul banco degli imputati, ma qui le riflessioni sono tante. La Scozia è più piccola dell’Italia, ma è riuscita a fare un lavoro migliore di noi. Ed anche se non ha un gioco entusiasmante porta a casa il risultato. Dico solo che così, non si può andare avanti. Che qualcuno si inventi qualcosa ed anche velocemente perché oggi alla fine l’Italia ha segnato una volta sola mentre la Scozia quattro. E non vale più l’adagio nel dubbio Pro Reo.

Chiudo con una domanda per quelli che di rugby ci capiscono, ma Ruzza?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *