Nazionale 7s is the new Emergenti?


di Emy Forlani

Sono state rese note pochi giorni fa le convocazioni per un raduno (7-9 gennaio) della Nazionale di rugby a 7 e, su Facebook, ha attirato la mia attenzione un titolo che evidenziava “16 convocati dal Top12 e 2 dalla Serie A”.

Come tutti sappiamo, in Italia a 7s non si gioca, tranne che in Nazionale e nei pochi tornei estivi. Esiste però, in Federazione, la struttura preposta alla disciplina che, giova sempre ricordarlo, è sport olimpico.

Succede quindi che, ogni “tot” tempo, vengano effettuati raduni di questa Nazionale, con relative convocazioni. Essendo che, appunto, non esiste nessun campionato o torneo o trofeo strutturato di 7s a livello nazionale, io mi chiedo sempre come vengano scelti questi ragazzi: perché sono veloci? Perché in estate partecipano ai tornei? Perché se la cavano a 15 e meritano la soddisfazione di una convocazione Azzurra che altrimenti non avrebbero?

La Nazionale 7s è la nuova Emergenti (ormai defunta), dove convocare ragazzi validi che giocano in campionati fuori dall’orbita della Nazionale a 15?

Non smetterò mai di chiedermi perché caspita non si giochi a 7 almeno la Coppa Italia (o Trofeo Eccellenza o come si chiama), ridicola competizione fatta di una manciata di partite su base territoriale e doppione senza senso del campionato: magari così troverebbe un suo senso ed una sua utilità.
Perché, mi ripeto ma il concetto di fondo è questo, in Italia a rugby a 7 non si gioca mai, e allora come si può pensare di tirare fuori una Nazionale? Da dove? Da giocatori veloci che giocano in campionati a 15 distrutti e dimenticati?

Il 7s è olimpico, il 7s, pallone a parte, è praticamente un altro gioco rispetto al 15, il 7s ha dalla sua la forza di poter entrare più facilmente nelle scuole e di essere più facilmente fruibile da un pubblico occasionale, la FIR ha una struttura dedicata al 7s, l’Italia ha una Nazionale di rugby a 7, ma in Italia a rugby 7s non si gioca da nessuna parte. Houston, mi sa che abbiamo un problema…!

Selezione italiana 7s campione del National Pub Sevens – Foto Rugbymeet

Abbiamo anche campionati giovanili che finiscono ad aprile: sarebbe tanto impossibile organizzare su base territoriale un’attività Seven U16 e U18 come fosse una nuova fase dei campionati a 15 già terminati, con un vero calendario di partite? Non fatico ad immaginare che sarebbe assai intelligente e utile per tutti, in primis per i ragazzi.

Questo si potrebbe e dovrebbe fare, naturalmente, solo dopo aver mandato nei club e/o nei comitati dei tecnici federali 7s per incontrare gli allenatori e tenere loro almeno delle lezioni sulla disciplina, sui suoi fondamenti e su come allenarli: è evidente che ognuno sarebbe chiamato a fare la sua parte, Federazione e club. Ma, del resto, non è/dovrebbe essere così sempre?

A proposito di 7s, è di poche settimane fa la “querelle” tra FIR e Fiamme Oro Rugby, sezione ovale del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato, con un botta e risposta sulle presunte responsabilità per il naufragio dell’idea di un’Accademia per lo sviluppo del rugby a 7 proprio in seno alle FF.OO.: tralasciando le questioni politiche e teoriche della faccenda, sul piano pratico la cosa sarebbe comunque andata a sbattere contro il problema del togliere giocatori a squadre a 15 per metterli a tempo pieno ad allenarsi nel 7s, costruendo una Nazionale al 100% professionistica, ma può esistere una strada diversa in un paese dove a 7s non si gioca? Non sarebbe forse stata, in fin dei conti, la parte ovale del meccanismo degli atleti degli sport olimpici che fanno parte dei vari gruppi sportivi militari?

Personalmente, credo ben poco nei meccanismi di accentramento a tutti i costi in una situazione come quella del rugby italiano, che non ha numeri da capogiro da scremare ma, anzi, avrebbe necessità di aumentare questi numeri e di tenersi stretto il lavoro sui e dei territori, nel 15 così come nel 7s che, peraltro, è ancora tutto da costruire.

Il tempo intanto passa veloce e, tra una manciata di mesi, ricominceranno a sventolare le bandiere con i 5 cerchi: arriva Tokyo 2020, con le sue belle medaglie da assegnare e i suoi bei milioni di euro e miliardi di telespettatori da distribuire, anche al rugby a sette.

Ho sempre trovato l’esistenza della Emergenti (fu  Nazionale A) molto intelligente come occasione per adocchiare e testare ragazzi potenzialmente interessanti ma rimasti fuori, per qualsivoglia ragione, dal circuito principale: sono dell’idea che, se fosse stata sfruttata bene, con raduni frequenti e non più rari del passaggio di una cometa, sarebbe stata un bel modo per coinvolgere e motivare più giocatori ed anche per individuare e mettere alla prova potenziali prospetti, creando almeno un nuovo e piccolo spiraglio in un sistema che chiude fuori dalla porta prestissimo un numero enorme di ragazzi, tra i quali non mancano quelli che meriterebbero almeno un’occasione perché le loro qualità possano essere testate e magari apprezzate e valorizzate.

“L’OCCASIONE FAVOREVOLE È MADRE DELLA FORTUNA”, AXEL OXENSTIERNA


One thought on “Nazionale 7s is the new Emergenti?

  1. Buonasera, condivido pienamente ne ho avuto la prova sulla pelle della nostra famiglia e dirò di più sono tutti d’accordo … che fine fanno tutti quei ragazzi che hanno mentalità vincente che fanno parte di selezioni, ASA e poi non entrano in accademia o nei circuiti privilegiati? Vengono dimenticati e alla mercé dei vari club protetti dal vincolo sportivo. Ragazzi che hanno dato l’anima per questo sport.

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