Luca Bigi: il Capitano


Cosa puoi fare quando sei costretta in casa a causa di una nuova epidemia e non sei il Boccaccio quindi non puoi scrivere un altro Decamerone? Utilizzi il tempo a disposizione per chiamare gli amici o comunque le persone che hai piacere di ascoltare. Ecco questa volta mi sono concessa un bis ed ho raggiunto telefonicamente una delle persone più deliziose e piacevoli che abbia avuto la fortuna di incontrare tra i prati ovali. Il capitano della Nazionale Italiana maschile Luca Bigi. Ho conosciuto Luca a novembre di ritorno dal Giappone subito dopo il mondiale, all’inizio della sua avventura in casa Zebre, lo ritrovo adesso capitano della nazionale in un momento estremamente delicato e molto particolare per tutta la nostra penisola.

Ciao Luca, che bello risentirti, come stai, com’è stata questa esperienza da Capitano della Nazionale?

Molto emozionante, sono state 6 settimane di lavoro intenso. C’è un nuovo gruppo formato da tanti giovani, Nico, Fischio, Zilo, siamo consapevoli che questo è un nuovo inizio e come tale ha fatto uscire tante cosa buone ed anche tanti aspetti su cui lavorare. Dispiace non poter continuare – è notizia del giorno della telefonata – lunedì [ndr] – che tutte le partite dell’ultimo turno del Sei Nazioni sono state rimandate – e dispiace non poter giocare davanti al nostro pubblico, ma adesso è giusto fermarsi e lavorare insieme per fronteggiare la situazione.

Credit FIR

A proposito di pubblico, ti consegno i molti messaggi pieni di affetto e di entusiasmo per tutta la compagine azzurra da parte dei giovani e giovanissimi giocatori che ci tenevano a farsi sentire nonostante la sospensione momentanea del torneo. Ma adesso, come dicevi te, è giusto fermarsi tutti. Placchiamo il virus!

Grazie per i messaggi. Sì, c’è stata una presa di coscienza della situazione ed è stata fatta una scelta responsabile. Cioè quella di fermare i campionati. Troveremo una soluzione tutti insieme.

Ne sono convinta anch’io, siamo un popolo geniale quindi ci risolleveremo anche da questa situazione. Ed a proposito di genialità, visto che siamo tutti costretti a fermare gli allenamenti, ti giro alcune delle tante domande che ci sono arrivate. Martina 11 anni ti chiede “Posso allenare la touche nel corridoio?”

Con una pallina da tennis sì – io aggiungo anche, corridoio rigorosamente sgombro di qualsiasi cosa – la touche si può allenare anche singolarmente, lavorando sulla tecnica, lanciando in ginocchio oppure seduti.

Credit Delfrate

Sempre a proposito di tecnica, Francesco 8 anni chiede se sia giusto allenare la spinta in salotto utilizzando il divano o la poltrona.

Insomma, la tecnica di mischia, comprende degli esercizi più difficili. Non sarebbe male guardare un po’ di tutorial su Youtube sul breakdown e video sulla mischia italiana ed argentina, ma non vorrei che poi passasse troppo tempo alla televisione o attaccato ad un tablet.

Allora Francesco, hai capito, poco tempo su Tv e tablet, ma un’occhiata daccela. Veniamo a Matilde anni 13, già più grande, che da non giocatrice chiede: ma è davvero così divertente scivolare sul fango?

Ride. La prima volta no, poi ci si fa l’abitudine.

L’ultima domanda, la fa un altro non giocatore e riguarda sempre la mischia – la mischia piace, c’è poco da fare – che rapporto c’è tra chi introduce ed il tallonatore, perché gli batte sempre la palla sulla schiena?

Chi introduce in mischia, gestisce il gioco e lo distribuisce. L’introduzione è una questione di timeing col tallonatore, cioè di sintonia tra il tallonatore ed il mediano di mischia (appunto). La botta sulla schiena è uno di questi segnali come a dirsi io ci sono, te sei pronto? Dopodiché il mediano deve essere rapidissimo ad inserire la palla nel momento in cui il tallonatore alza il piede.

Senti quante cose interessanti ho imparato oggi! È fantastico, io ci starei una giornata a sentire tutte queste spiegazioni. Ma non lo farò. Parlando sempre di nazionale cosa ti sei portato dietro questa volta?

Sai il rugby con la nazionale è differente da quello che giochi col club, sono altre esperienze, altri contesti. Che poi è bello poter sperimentare con la tua franchigia quando rientri.

Ma siccome si rientrerà fra un po’ come ti rilasserai in questi giorni?

Sicuramente in famiglia, è tanto che manco e quindi starò con Edoardo e Martina. In cucina, ascoltando anche un po’ di musica, tanto Edo ascolta e balla la musica che ascolto io, così ci divertiamo insieme.

Credit Delfrate

Giustamente prendiamo i lati positivi di questo blocco obbligato. Io ti ringrazio come sempre per la tua squisita disponibilità, mando un saluto affettuoso a tutta la tua bellissima famiglia e con il nuovo cartone animato ti saluto.


“È invulnerabile, non chi non viene colpito, ma chi non si sente ferito.” [Lucio Anneo Seneca]


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *