Italia: non ci resta che piangere

Dopo aver scritto della batosta con la Francia e della noia con l’Inghilterra, le mie aspettative sulla partita di ieri contro i tuttiverdi irlandesi erano davvero al minimo storico.

Malgrado qualcuno sperasse qualcosina viste le prime due sconfitte stagionali dei ragazzi di Andy Farrell, poter credere che i nostri Azzurri potessero minimamente competere con la fisicità degli avversari era utopico.

Salviamo la freschezza e brillantezza di Garbisi e l’eccellente stato di forma di Meyer, che sommati regalano la nostra unica segnatura pesante. Per il resto una grigia verde Irlanda fa quello che sa fare meglio: testa bassa e spingere. Aggiungi un pizzico di Sexton e il (quasi) cinquantello è servito.

Sinceramente pensare a risollevarsi è difficile. Avere degli sprazzi di speranza pure. Come dicevano i cafoni di Fontamara: che fare? Buh… nebbia fitta, notte profonda.

Ora son 30 di fila senza vincere nel Sei Nazioni.


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