Il Valorugby si presenta


Il Valorugby si presenta il primo giorno d’autunno a Villa Tacoli di Albinea che domina la provincia reggiana dall’alto di un poggio. Casa padronale imponente ed elegante dove gli ospiti sono accolti da filari di vigne che li accompagnano fino alla lussureggiante dimora esatto connubio di storia e modernità dove particolari come una tensostruttura ed una piscina panoramica si sposano in abbraccio laocoontico con la dimora patronale e la loggia retrostante cui fa da mantello un bosco ancora verde. Sede del direzionale di Elettrico80 questo posto riflette molto il patron dell’evento e della società bianco-granata, Enrico Grassi, il cui motto è da sempre “Tutto si può fermare, tranne la forza di un sogno.

Ed è proprio il padrone di casa ha prendere la parola ed a spiegare che Valorugby è un progetto che travalica il primo XV del massimo campionato italiano. È una realtà che ha preso campo ed abbraccia tutti i settori dai giovanissimi, passando per le varie ‘under’ fino ad arrivare a SerieB, SerieA, terminando con la prima squadra la quale deve essere vittoriosa “Sennò che esempio si dà?”

Ma non si limita a questo, ci spiega che il progetto vuole coinvolgere i giovani a 360 gradi, e non solo in ambito sportivo. Lo si capisce anche quando afferma che “Un imprenditore sarà sicuramente invogliato ad assumere un ragazzo che ha fatto un’esperienza nel rugby, piuttosto che in altri sport.” Sarà per questo che quasi tutti i ragazzi del primo XV sono studenti universitari, o già lavoratori laureati (vedi il nostro Davide Farolin), o freschi di laurea come capitan Mordacci.

Insomma, esattamente come il suo presidente, il personaggio più singolare, a tratti eccentrico, ma indubbiamente tenace, ambizioso e caparbio del panorama ovale italiano, il Valorugby non è solo apparenza ma molta sostanza.

Il Presidente Enrico Grassi

E se qualcuno non avesse capito, lo ribadisce anche l’Head Coach Roberto Manghi che parla dei Diavoli come della “Migliore società italiana, che deve durare nel tempo ed essere da esempio, vincendo sul campo ogni domenica. E questa sarà una sfida per noi e per i nostri avversari. E tutto questo si può ottenere solo con uno sviluppo del settore giovanile.” Ha continuato spiegando che “Se noi giochiamo partite divertenti, il pubblico non mancherà e neanche l’interesse nei nostri confronti.”

Esattamente come il suo presidente, anche il coach non le manda a dire dietro, bacchettando la FIR, rea di pessimismo nella previsione del futuro spiegando che “C’è stato un notevole incremento nel settore giovanile quest’anno, il 30% in più nel settore del minirugby.”

A suggellare la presentazione, la vera novità di quest’anno, l’arrivo nello staff di Jacques Brunel, la cui presenza finora si è tradotta, a detta del coach Manghi, nella nuova (e credetemi veramente bella), seconda maglia ciclamino dei Diavoli che va a sostituire l’altrettanto bella maglia nera. Gossip a parte l’ex ct della nazionale italiana e francese ha dichiarato di avere avuto “Ottime impressioni, anche se per il momento si basano solo su allenamenti ed un amichevole con Rovigo. Ma vedo i ragazzi molto determinati e con l’ambizione di crescere.”

Sicuramente presidente, staff e giocatori manterranno la promessa e ci regaleranno partite all’insegna dell’impegno, della determinazione e perché no anche dell’ambizione.

In questo quadro dai tratti netti e chiari e dai colori vivi, con una cornice così suggestiva, io e il mio condominio mentale non possiamo, però, fare a meno di notare che manca il settore femminile, che non può essere compensato solo da una meravigliosa maglia ciclamino. Apprezzo lo sforzo e capisco che per coach Manghi l’eleganza e la grazia di una ragazza possano mal sposarsi con la fisicità e la rudezza del rugby, ma coach le ricordo che le scarpe da gioco hanno i tacchetti. E tutto ciò che si muove sui tacchi, mi creda, viene dominato e ben gestito dalle ragazze.

“Il futuro appartine a chi crede nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosvelt)

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