I (poco) pungenti Cardi e i Trifogli che non ci vogliono


di Emy Forlani

L’aria che tirava era quella di una vittoria dell’Italia, che “la Scozia all’Olimpico si batte”. Gli Scottish, però, non sono stati dello stesso avviso e hanno inflitto agli Azzurri la sconfitta consecutiva numero 25 nel Sei Nazioni, lasciandoli addirittura a 0 sul tabellino al termine di una delle partite più brutte della storia del torneo.

Gli scozzesi, forse “appiattiti” dalla pochezza messa in campo dagli avversari, non hanno certo brillato, ma gli è bastato cambiare passo un paio di volte e sbagliare un po’ meno per rifilare agli inefficaci padroni di casa un 17-0 che nemmeno loro avrebbero mai osato sperare prima dell’incontro.

Man of the match il forte numero 7 scozzese Hamish Watson, che sta disputando un Sei Nazioni davvero di altissimo livello.

I cinici scozzesi. Poche cose, fatte bene e 4 punti in saccoccia. Foto Fir.

Nel prossimo turno, sabato 7 marzo, gli uomini di Smith, autore di una delle conferenze stampa post partita più incredibili mai sentite, sarebbero stati attesi dalla trasferta a Dublino, in casa di quell’Irlanda che domenica è stata sconfitta 24-12 a Twinckenham da un’Inghilterra tornata ad essere molto ispirata ed anche nuovamente in corsa per la vittoria finale.

I Verdi, meno precisi che negli incontri precedenti, hanno subito la ritrovata squadra della Rosa e hanno limitato i danni (nel punteggio) solo grazie ad una marcatura in pieno recupero, al termine di un match di grande intensità.

La partita ha regalato un momento memorabile quando C.J. Stander ha “spiegato” alla vecchia maniera a Owen Farrell che stava dove non doveva e dava fastidio e poi se lo è trascinato dietro, aggrappato ad una gamba, come se fosse un pezzo di carta attaccato sotto alla scarpa. Applausi sia al direttore di gara che al numero 7 inglese Underhill, che hanno lasciato che Farrell ricevesse la dovuta e meritata spiegazione, oltre al calcio di punizione contro: poi c’è chi si chiede perché amare il rugby! Aperta e chiusa parentesi: il padre di Owen, storico ex giocatore dell’Inghilterra, è il capo dello staff tecnico dell’Irlanda… per chi non se lo ricordasse c’era un derby in casa la scorsa domenica!

Come noto, è notizia fresca che Irlanda-Italia non si giocherà: è stata rimandata a data da destinarsi a causa di una decisione del Ministero della salute Irish, preoccupato del coronavirus. Però i circa tremila tifosi italiani che hanno già prenotato e pagato tutto potranno andare in ogni caso a godersi il weekend a Dublino e chiudersi nei pub, a meno che non venga emanato un qualche divieto totale di accesso nel Paese per loro: si arriverà anche a questo?

Ben O'(mammamiachegnocco)Keefee. Foto Fir.

Per la rubrica “In vino veritas, in gnocco we trust”, che non teme neanche i bacilli, l’attenzione della pregiata giuria, avendo già degustato abbondantemente la straripante beltà degli scozzesi e rinviando gli Azzurri a fine torneo, nell’assolato pomeriggio romano è stata senza fatica attirata dall’arbitro neozelandese O’Keefee, già vincitore della classifica di categoria dell’anno scorso: una certezza! 

Felicemente definito fin dalla prima inquadratura “proprio il ragazzo che presenti alla famiglia a cena poi ci fai sesso in bagno tra il secondo e il dolce”, per lui l’abbinamento suggerito dalla nostra esperta di vini è “grandi Montagne, suolo calcareo, Marlborough, Sauvignon Blanc, Nuova Zelanda, vino aromatico diventato bandiera della nazione del nostro bell’arbitro. Sapido, profumi di pompelmo, bosso, foglia di pomodoro, erbe aromatiche, in bocca agrumi e accenni di mandorla”. Può bastare?

Per quanto riguarda invece l’Irlanda, la giuria ha fatto fatica ad individuare soggetti meritevoli di un brindisi: sarà che il verde è un colore difficile! 

“L’Irlanda porta grinta, bel gioco e tanta fame di vincere, purtroppo però non porta gli gnocchi, quindi invitiamo solo Conor Murray, numero 9 dei Trifogli, per un pranzo al volo. Serviamo ricotta di bufala, pomodorini e frutta secca: semplice confort food che va sempre bene. Ci abbiniamo un Asprino di Aversa, vino bianco antichissimo, mediamente profumato di agrumi e fortissima acidità che è perfetta per bilanciare la grassezza della mozzarella e la ricotta di bufala. Queste uve provengono da una forma di allevamento con vite “maritata” agli alberi, vigne che arrivano fino a venti metri di altezza e molto suggestive. Però noi non ci mariteremmo con nessuno di questi irlandesi, per lo meno a questo giro!”.

Capito, sì?


Ora una sosta e poi il 6 Nazioni tornerà nel week end del 7-8 marzo per la giornata numero quattro che, purtroppo, non vedrà gli Azzurri in campo nel magnifico Aviva Stadium di Dublino, ma regalerà Inghilterra-Galles (sabato) e Scozia-Francia (domenica). Stay tuned! 


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