Hello from the other side: dai Bleus ai Cardi


di Emy Forlani

Potenzialmente, lo scontro tra Scozia e Inghilterra avrebbe potuto essere una partita bellissima, con in palio la Calcutta Cup ma, soprattutto, una cartina di tornasole delle condizioni del quindici della Rosa dopo l’imprevista e clamorosa scoppola rimediata a Parigi contro la Francia.

Invece, a causa di una vera tempesta di pioggia e vento che si è abbattuta su Edimburgo per tutta la durata dell’incontro, le due squadre si sono trovate a dover lottare contro il meteo prima ancora che con gli avversari: oltre alla scolpitissima messa in piega dei capelli della Principessa Anna, il maltempo ha messo in ginocchio anche ogni schema di gioco tentato da chi si trovava in campo.

La partita è finita 6-13, con gli inglesi più concreti e bravi a sfruttare le occasioni concesse dagli scozzesi e dalla tempesta: i bianchi si sono così riportati a casa la Calcutta Cup e questa è l’unica indicazione chiara dell’incontro.

Il giorno dopo, a Parigi, la Francia ha battuto l’Italia 35-22 conquistando bonus e Trofeo Garibaldi soprattutto grazie ad un gran primo tempo (23-10). Galletti non sempre lucidissimi e molto fallosi ma, al contempo, pericolosi ogni volta che hanno alzato il ritmo. Player of the Match, per la seconda partita di seguito, il monumentale numero 8 Aldritt.

Interessante il commento di Munari sulla programmazione dei caps in vista del Mondiale 2023, che si giocherà proprio in Francia: da qui all’evento ci saranno circa trentasei incontri e le convocazioni verranno gestite facendo in modo da avere un elevato numero di atleti con almeno una ventina di presenze tra cui scegliere per la RWC. Nel frattempo, tra i ragazzini terribili di Galthié, ci sono ventunenni con già cinquanta partite disputate in Top14.

Gli Azzurri, ai quali non si può rimproverare niente in termini di impegno nonostante la sconfitta consecutiva numero ventiquattro nel Sei Nazioni, hanno faticato in difesa contro le incursioni francesi ma hanno mostrato buoni spunti in attacco, con alcune giocate di ottima fattura, come quelle che hanno portato all’ultima meta; per provare a battere la Scozia a Roma tra due settimane Smith dovrà ripartire dalle molte importanti indicazioni della partita di Parigi e tenere alti morale e “confidence” dei suoi ragazzi che, di certo, hanno mostrato dei progressi rispetto alla pesantissima sconfitta di Cardiff.

Ellapeppa Charles Ollivon. Credit ©INPHO/James Crombie da www.sixnations.com

Per quanto riguarda lo spazio “In vino veritas, in gnocco we trust”, la Scozia ha posto qualche problema per la troppa abbondanza: “Sì, ma la Scozia cosa porta?” (Cit.) “Porta gnocchi!”: il prato di cardi è stato più un pastificio!

Per il numero 2 Brown, che sa di un succoso stinco al forno con la senape, “un Aglianico del Vulture, asciutto, minerale e sapido, muscolare ma in maniera armonica, migliora con l’età, grande persistenza e corpo” (su “muscolare” direi che siamo d’accordo tutte, anche senza saperne di vini!); per Jonny “il piccolo” Gray, che continua a tenere alta e in alto (1.98) la bandiera di famiglia, “per una pertica solida e giovane, uno scotch scozzese dell’isola di Skye, dal particolare aroma marino e affumicato, che accompagna una zuppa calda e morbida con crostini croccanti: whiskey di pregio e  50 sfumature di Gray!” (servita sul piatto d’argento!); il mediano di mischia Price e il suo vicino di numero e di posto Adam “madò gli occhioni verdi” Hastings si ricoprono di cioccolato fondente e si degustano con “un Sauternes francese, vino passito che si ottiene da uve attaccate da muffa nobile, si produce in zone nebbiose di notte e ventose di giorno: le due creature incarnano queste caratteristiche, vento del nord che sferza e umidità scozzese!” (amen!); l’ala Maitland ha conquistato tutte con una sola inquadratura (“Ma anche il 14 che cos’è???”) e sa di italianissimi e corposi gnocchi al sugo di salsiccia e zafferano, da bagnare con “abbondante Cesanese del Piglio, vino della Ciociaria rosso rubino con riflessi violacei, morbido e con finale leggermente amarognolo che contrasta la tendenza dolce degli gnocchi di patate, note floreali di mughetto e viola del pensiero, in bocca ribes, lampone e fragolina di bosco” (per diete citofonare altrove!).

Si è meritato una menzione, pur partendo dalla panchina, anche il bel Toolis “un greco di tufo, sapido, lungo, profumato ma anche vibrante e nervoso, gelsomino, brezza di mare, minerali e pesca bianca: portami l’ombrellone, stendi l’asciugamano e potremo essere felici insieme!” (Scottish on the beach!).

Tra i Bleus francesi, un vero plebiscito ha premiato il numero 7, nonché capitano, Ollivon, da trasformare in un gigantesco croccante di caramello e nocciole e da accompagnare “con Malvasia di Bosa spumante demi-sec, giallo paglierino dai sentori fruttati, mela e pesca gialla, le note dolci si sposano con l’eleganza all’acidità e al petillant – leggi bollicine – del vino. Vino sardo, di origini antichissime, aromatico e avvolgente, simbolo di ospitalità”, ovvero, “vieni, è tardi, sali su che ti faccio un caffè e ti faccio vedere la mia collezione di farfalle?” (la nostra esperta di vini le sa tutte!).


Una settimana di pausa e, sabato 22, tutti all’Olimpico per Italia-Scozia! Cheers!


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