Giosue’ Zilocchi poche parole ma buone


Visto che lo abbiamo nominato con Danilo mi sembra giusto, per par condicio, portare la Club House virtuale da un altro giovane protagonista del campionato di Pro14 ed anche del Sei Nazioni. Restiamo sempre in mischia – che piace a molti ed anche a me – e restiamo sempre in casa Zebre. Me lo hanno descritto come un ragazzo di poche parole, tendenzialmente poco loquace, sicché spero di non traumatizzarlo troppo. Altro giovane pilone, classe 1997, alla sua seconda stagione nella franchigia multicolor, ed anche lui fresco di esordio in Nazionale, signore e signori, ragazzi, ma soprattutto ragazze oggi con noi Giosuè Zilocchi.

Ciao Giosuè, molto piacere e grazie della disponibilità.

Ciao, piacere mio, figurati.

Allora, siccome io sono una che chiacchiera anche con i muri e te no cercherò di contenermi, ma ho un sacco di domande da farti, al limite rispondi sì o no o con un mugugno. Va bene?

Ride, buon segno.

Credit Delfrate

Innanzi tutto complimenti, sia per la stagione con le Zebre che per il debutto in nazionale. Lo chiedo anche a te, da 1 a 10 quanta emozione?

Direi 8, sai io sono uno che non si emoziona molto.

Quanto ti invidio, comunque non ti preoccupare ci penso io ad emozionarmi per tutti. Sei passato definitivamente alla Zebre la scorsa stagione, com’è stato questo cambio, quali sono le differenze più eclatanti?

Il livello fisico, il ritmo e l’intensità di gioco.

Continuiamo con le domande facili. Tu hai iniziato molto giovane a giocare, ma se non fossi diventato un rugbista cosa avresti fatto?

Non lo so, non ci ho mai pensato, sicuramente avrei continuato gli studi, Scienze Alimentari.

La cosa bella che ti è capitata grazie al rugby?

Ho conosciuto tante persone ed ho girato molto.

Credit Delfrate

Allora, anche per te ci sono tante domande. Iniziamo da Marco 8 anni, che ti chiede cosa urlate in mischia dopo l’introduzione?

I tempi di legatura, il tallonatore li chiama dopo l’introduzione.

Riepilogando, il mediano fa un cenno al tallonatore che a sua volta chiama la legatura e tutti insieme vi muovete?

Sì, esatto.

Sempre a proposito di mischia Letizia chiede, ma non è fastidioso avere tutta quella gente addosso?

Sì. E ride.

Sei fidanzato? Possiamo uscire insieme? No aspetta queste no, e non sono le mie inquiline giuro.

Continua a ridere, menomale.

Quest’anno hai suggellato la tua crescita con il debutto in nazionale, qual è il tuo prossimo obiettivo?

Il mio obiettivo è quello di confermare le mie prestazioni e la mia presenza azzurra.

Credit Italrugby

Matilde, anni 12 chiede, quale è stata la nazionale più divertente da incontrare?

Eh – pausa, parla poco ma è preciso, sento le sue meningi muoversi – tutte sono divertenti, però al momento ti direi l’Irlanda a Chicago. Ma perché eravamo là, sai lo stadio pieno di gente, i suoni, i rumori.

Decisamente dev’essere stata un’esperienza che ti ha colpito particolarmente, è il discorso più lungo che tu abbia fatto finora. Scusa, sono uscite le condomine puntigliose. Allora ragazze già lui è poco loquace, ha affrontato un tifone, poi la Pandemia ed infine me. Non vi ci mettete anche voi che riattacca subito, fate le brave e tornate dentro. Scusate, dicevamo.

Francesco vuole sapere se sei goloso.

Sono più per il salato che per il dolce, ma tendenzialmente mangio tutto.

Un vero pilone. Nel tuo frigo cosa c’è sempre?

La verdura. Mi piace e ne posso mangiare quanta ne voglio.

E cosa non ci entrerà mai?

Ma no, dai, mi va bene tutto.

Un altro frigo democratico, ci piace. Senti tu sei uno di quelli che riesce a staccare per rilassarsi?

Sì, riesco a stare anche senza allenarmi.

In questi giorni ti alleni a casa? Io i fatti miei proprio per niente.

Non tanto, mi piacerebbe tornare dai miei in campagna, dove c’è più spazio e più possibilità di movimento.

Credit Delfrate

Credo tu lo possa fare, e se non ti alleni, ascolti musica, leggi, segui altri sport? Un fiorino! [cit.] Ora manda me e tutto il mio condominio a remare.

Come musica tendenzialmente quella elettronica – e ti pareva, vabbè sei giovane ci sta – ogni tanto leggo qualcosa – sul qualcosa possiamo lavorare la prossima volta – e sport no, non seguo molto altro.

La cosa più noiosa e quella più divertente del rugby?

Sicuramente la più noiosa è la parte non giocata, studio dell’avversario, analisi della partita e della tattica. Ma fa da compendio alla parte giocata e col tempo capisci che è altrettanto necessaria. Se non fossi riuscito ad arrivare a questo livello non so se avrei continuato a giocare – allora fortuna nostra che ci sei arrivato – mentre quella divertente è il dopo partita, finito il terzo tempo, quando esci anche con gli avversari. Lì sì che è divertente.

Per essere un taciturno alla fine abbiamo parlato dai. Ti faccio la domanda di chiusura e ti libero. Pronto? Qual è il giocatore più pirata che tu abbia conosciuto?

E qui il buon Giosuè mi ha stupita lasciandomi senza parole (cosa non facile ve lo giuro). Perché mi ha risposto – cito testualmente – così.

Eh, non ti posso rispondere adesso, ci devo pensare. Te lo dico dopo.

E così ha fatto. Ci ha pensato, mi ha richiamata e mi ha detto, Nardo Casolari.

Grazie Giosuè per la disponibilità e la pazienza, concordo con Emily Dickinson quando dice che “Words the silent feel are beautifull” e cioè che le parole dei silenziosi sono bellissime, ma solo su questo, grazie a nome di tutte e tutti coloro che mi hanno inondato di domande per te, speriamo di vederci presto in campionato e sì, certo che mi ricordo la promessa.

“Vincere con modestia e perdere con leggerezza: questo è il marchio di un grande sportivo.” Gareth Edwards


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