80esimo minuto, la prima giornata di ritorno del Top12


La prima giornata di ritorno del Peroni Top12 2019-2020 ci ricorda che il rugby non è uno sport democratico. È lo sport nel quale vince chi è più bravo, chi è più forte e concretizza senza sprecare energie.  

Iniziamo col Rovigo che mantiene l’imbattibilità casalinga contro i Lyons di Piacenza. James Ambrosini al rientro dall’infortunio non potrebbe imbroccare giornata migliore con due mete in 17 minuti, frutto del lavoro sul riciclo e la continuità dei bersaglieri; Citton poi corre da tutte le parti e Rovigo raggiunge la meta del punto di bonus allo scoccare della mezz’ora. Ad inizio ripresa i bianconeri di Garcia accorciano fino ad un 29 – 19 ma i Bersaglieri li castigano con tre mete nell’ultimo quarto d’ora per un definitivo 50 – 19.

Alle spalle dei rodigini segue il trio lescano Valorugby, Calvisano e Fiamme Oro creatosi dopo la sconfitta esterna degli emiliani in casa Viadana, che si aggiudicano il cosiddetto “derby del Po” per 21 – 17, rifilando ai ragazzi di Manghi la seconda sconfitta consecutiva. I padroni di casa ben schierati tengono a bada Chistolini e compagni mantenendosi sempre avanti nel punteggio in un match molto combattuto che vede un Valorugby rimareggiato a causa delle molte assenze per infortuni (Ruffolo, Majstorovic, Amenta, Panunzi, Muccignat, Ngaluafe, tra gli altri). L’ormai solito ottimo Farolini dalla piazzola (anche oggi 3/3) non basta a sopperire anche il doppio giallo rifilato a Paletta e Dell’Acqua.

Credit Valorugby

I campioni d’Italia hanno la meglio in trasferta di un mai domo Colorno. Mischia dei padroni di casa solida e all’altezza ma in mezzo al campo la fisicità dei campioni in carica è troppa, così pian piano il predominio fisico degli ospiti ha la meglio, fino alla prima marcatura calvina al 20′. Colorno non ci sta e davanti al suo pubblico ha un moto d’orgoglio, segnando da penal touche e accorciando le distanze sul 7-10. Ma la ormai e purtroppo per loro rinomata indisciplina colornese torna a esser protagonista con Borsi che si suicida sportivamente pulendo al collo avversario in una ruck sui 5 metri dei lombardi. Colorno in 14 e immediatamente gli avversari vanno in meta per un nuovo allungo. Poi sul finire del primo tempo il solito Vunisa usa peso ed esperienza per la sua decima marcatura stagionale: 7-24.

Credit Colorno

Vittoria senza punto di bonus, ma su un campo da sempre ostico, per le Fiamme Oro quella in casa San Donà per 7 – 20. I padroni di casa tengono bene in difesa nella prima mezz’ora, ma sono poi costretti a cedere sotto la costante pressione cremisi, che non trovano la quinta meta nonostante la superiorità numerica nel finale per il giallo a Derbyshire. Ottima prova di Azzolini, sempre cecchino dalla piazzola.

E se le Fiamme vincono tranquillamente, gli Aquilotti bianco celesti strapazzano le coronarie dei loro tifosi con una vittoria al cardiopalma sul XV di Mogliano 23 – 21. Lazio a lungo in vantaggio che viene raggiunta e scavalcata dai veneti a pochi minuti dal termine con meta tecnica, ma i ragazzi di coach Montella confermano la loro natura di lottatori siglando a tempo scaduto la meta vincente con De Gaspari. Punti importanti che li tengono agganciati ai Lyons ed a Colorno.

E veniamo così a quello che per la FIR era il match clou di giornata, lo scontro in casa fiorentina tra I Medicei di Presutti e Basson contro il Petrarca di coach Marcato. I fiorentini vengono da una striscia positiva di quattro vittorie consecutive mentre i padovani vogliono restare attaccati alla zona playoff. E cosi al Ruffino Stadium va in scena “Pensavo fosse cinquina invece era il Petrarca”, remake del film di Massimo Troisi “Pensavo fosse amore invece era un calesse.” Padroni di casa che partono a tutta birra segnando già dopo cinque minuti, Tuculet taglia la difesa e scarica sul sempre affidabile Mattoccia che schiaccia in meta alla bandierina. Newton dal piede fatato non sbaglia e siamo 7 – 0. La reazione degli ospiti si infrange sulla difesa granitica dei fiorentini che guadagna metri preziosi e costringe i neri veneti al fallo. Dalla piazzola il buon Danielino non si smentisce. 10 – 0.

Credit Bernini

Non si smentisce neanche il Petrarca che al 23esimo arriva in meta con Capraro bravo a sfruttare un varco, Garbisi non trasforma e si va sul 10 – 5. Le mie coronarie tengono, grazie anche al movimento di Tuculet che brucia tutti e schiaccia l’ovale oltre la linea, Newton mi rassicura e sigla il 17 – 5. Ma di fronte c’è una signora squadra che infatti arriva a segnare praticamente subito da penaltouche con Franceschetto. Il buon Paolo Garbisi stavolta trasforma e siamo 17 – 12. Orami non ho più battiti, praticamente una morta ma stavolta a rianimarmi ci pensa il fulmine argentino mediceo che brucia due placcaggi e scarica dietro la schiena, meglio di Magic Jhonson, per Cosi. Newton continua a piazzare e siamo 24 – 12. Ripeto 24 – 12. Contro il Petrarca Padova. Fine primo tempo. Non mi sembra vero, sto sognando? Non credo. Qualcosa mi dice che nel secondo tempo i patavini si presenteranno massicci ed incazzati.

Credit Marco Metti

Ed infatti così è (bella dote del menga l’intuito). Nella ripresa I Medicei si presentano con Biffi (non al cento per cento) per Panetti fuori per frattura scomposta del setto nasale, forza Manuel. Non contenti escono per infortunio Cosi, Maran e Newton, autore di un esaltante drop ad inizio secondo tempo, ed il gioco dei padroni di casa perde continuità e consistenza. Dal canto loro i padovani prendono sempre più il controllo del gioco recuperando i punti per giungere, al minuto 74, al sorpasso con la meta di Leaupepe. Nel finale agli ospiti è concesso anche un calcio che Garbisi piazza per il definitivo 27 – 32.

Come dicevo non c’è democrazia nel rugby, chi è più bravo vince ed il Petrarca è stato decisamente più bravo, anche se nel finale, complici il caldo anomalo e la cornice fiorentina, qualcuno tra i tutti neri era convinto di giocare al calcio storico, l’ingresso di Riccardo Michieletto (giustamente nominato man of the match) ha segnato il punto di svolta e così i veneti sono tornati a casa col bottino pieno, un naso rotto (dai Andrea così sei più bello) e tanti dolori. Un abbraccio a Francesco Menon finito in ospedale per le conseguenze di uno scontro di gioco: per fortuna niente di grave. Grazie alle signore delle Ombre Nere che hanno alzato il mio livello di serotonina con una buonissima torta al cioccolato, grazie alle due squadre che ci hanno regalato una bella partita e grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me queste palpitazioni.

Credit Bernini

E visto che oggi [sabato 15 febbraio, ndr] è il compleanno di Julio Velasco, uno dei coach più bravi e geniali di tutto il mondo sportivo, chiudo con una delle sue lezioni più belle.

Non crediate a quelli che vi dicono che il mondo si divide tra vincenti e perdenti. Il mondo, secondo me, soprattutto si divide tra brave e cattive persone. Questa è la divisione più importante. Poi tra le cattive persone ci sono anche dei vincenti, purtroppo, e tra le brave persone ci sono purtroppo anche dei perdenti.


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