50 Sfumature di Ruzza


Quando a Firenze sentite dire da qualcuno che ha voglia di ruzzare, significa che è di buonumore ed ha voglia di divertirsi. Ma il divertimento consiste, principalmente, nel rompere le scatole ad un povero Cristo di amico che subirà una serie di goliardiche angherie. Ne sa qualcosa il nostro ospite di oggi la seconda linea dei Leoni bianco verdi e della Nazionale. Classe 1994, padovano, cresciuto nel Cus Padova, arrivato alla Benetton passando da Viadana e dalle Zebre, signore e signori, ragazze e ragazzi, oggi sono a casa di Federico Ruzza. Nome omen? No signori, lui è la vittima, vi ricordo che in squadra ha un fiorentino verace a cui capita molto spesso di avere il ruzzo.

Ciao Federico, molto piacere e grazie per la disponibilità. Come stai?

Ciao, piacere mio, bene grazie felice di aver ricominciato anche se non proprio normalmente.

Cos’è stata la prima cosa che hai fatto in Ghirada?

Mi sono cambiato gli scarpini e sono entrato in campo. Ci stiamo riappropriando piano piano della nostra normalità.

Lo chiedo anche a te, ma credo di saperlo già, tranne la parte giocata, in questa pausa forzata cosa ti è mancato di più della tua vita da rugbista?

 Lo spogliatoio, ride, anche se quello ancora non lo possiamo usare. Però lo stare insieme ai miei compagni la condivisione dei nostri momenti come il mangiare insieme e parlare di tutto.

Aggiungere alle caratteristiche del perfetto rugbista il legame indissolubile con la vita da spogliatoio. Proseguiamo. Vabbè ma ora puoi andare a casa di qualche tuo compagno di squadra. Per esempio puoi diventare cugino di Riccioni per un giorno.

Ride. Sì dai, adesso che è biondo lo posso spacciare per un parente.

Già è vero, adesso ha questo nuovo look. Ti sei mai tinto i capelli o hai pensato di farlo?

No, non l’ho mai fatto. Non credo di stare bene con i capelli colorati.

Secondo me, invece, con un bel verde pavone sfumato staresti una favola peraltro farebbe pendan con i tuoi occhi. Scusa sono uscite le condomine fashion che con la chiusura di estetisti e parrucchieri sono in crisi, le rinchiudo subito tranquillo. Dimmi un po’ sei comunque riuscito ad allenarti?

Sì, per fortuna, ho attrezzato il garage ed ho potuto fare gli allenamenti lì. Poi con alcuni amici ho fatto delle video chat di allenamento. Così è stato più divertente.

Credit Benetton

Ed a cos’altro ti sei dedicato durante questa quarantena? No inquiline niente challenge. Buone che abbiamo già dato. Torniamo a noi.

Allora non sono diventato cuoco, ho studiato, ho dato due esami – accipicchia bravo complimenti – poi ho giocato un po’ alla play, ecco lei ci mancava era da un po’ che non la sentivamo, ed ho letto.

Che genere di lettura ti piace?

Leggo un po’ di tutto, non ho un genere preferito. Diciamo principalmente thriller e polizieschi, conosci John Grisham? Come no, piace anche a me – poi le biografie, diciamo che mi piace variare.

E qui è partita una digressione su vari libri ed autori. Il povero Federico non sa quanto questo argomento stia a cuore a me e a tutto il mio condominio mentale che per l’occasione ha svuotato buona parte della biblioteca condominiale. Per fortuna ho imparato a gestirle e le ho ricacciate velocement nelle loro stanze.

So che segui anche altri sport vero?

Sì, sono un interista nostalgico, ma mi piace il calcio in generale. Lo guardo tutto – qui non posso darti troppa soddisfazione, oltre a non capirci nulla, trovo il calcio estremamente noioso – ed anche il basket. Pur non avendolo mai giocato mi appassiona molto. Sai i miei genitori sono due ex pallavolisti con lo sport ci sono cresciuto.

A proposito di famiglia come sta Valentina, vi siete sentiti spesso?

In realtà ci sentiamo di più quando giochiamo – e ride – sta bene lavora da casa perché anche da loro c’è stato il lockdown. Diciamo che sento di più i miei genitori, mi si è alzata la media giornaliera delle chiamate.

Credit Benetton

Ti capisco perfettamente io parlo con i muri anche senza quarantena, sicché posso capire bene l’innalzamento della tua soglia di socialità. Ma continuiamo a farci i fatti tuoi. Che tipo di musica ti piace, per caso ti sei dato allo studio di qualche strumento?

No, no – e ride. Se non altro si sta divertendo – Mi piace un po’ tutta ma prediligo l’hip hop. Diciamo che la scelta dipende molto dal mio mood.

E per scacciare l’immagine di Federico versione streetdancer con cappellino rigirato e pantaloni larghi impeganto in varie evoluzioni di breakdance, ho cercato di dire qualcosa di intelligente e mi è uscito un ‘La musica è la manifestazione sonora del nostro sentire.’

Torniamo al rugby. Ci fai un tutorial sul tuo ruolo?

Dunque la seconda linea è un ruolo che richiede molta versatilità perché è impegnato su vari fronti. Sulla touche, sulla difesa. Dev’essere molto pesante in difesa ed un buon portatore di palla in situazioni scomode ed anche essere bravo sui punti d’incontro. Insomma sei coinvolto in molte fasi di gioco.

Io mi sono stancata ad ascoltarti, immagino te in campo. Ohiohi che fatica.

Ride. Diciamo che i tre quarti sono più comodi.

Non saprei, una delle poche certezze che ho, è che nel rugby nessun ruolo è comodo. Almeno per me. Uno sport così impegnativo ti ha aiutato caratterialmente o nella crescita?

Io sono sempre stato un ragazzo tranquillo, però diciamo che mi ha aiutato stare sempre in squadra, ho imparato a stare in mezzo alla gente.

E se tu non avessi fatto il rugbista?

Non ci ho mai pensato, ma sicuramente sarei stato uno sportivo. O un commentatore sportivo in effetti riesco ad essere imparziale – beato te io, come dire, divento una brutta persona quando si tratta delle mie squadre – ride. Sei protettiva.

Diciamo così. Ma non parliamo di me parliamo di te.

In realtà adesso sto studiando – Federico frequenta l’università telematica [ndr] – per costruirmi anche altri percorsi. Al liceo ho studiato lingue ma non è che le abbia sfruttate tanto. Per esempio il francese lo dovrei esercitare.

Prendi Charly Trussardi, lui ti aiuta col francese, te con la geografia. Charly scusa mi è scappata.

Davvero, un sacco di gente ha problemi con la geografia.

Anche con l’educazione civica che si studiava tanto tempo fa e la civiltà. Condomine buone. Ve l’ho già detto, ci cacciano se continuiamo con questi commenti. A proposito di materie, qual’era la tua materia preferita a scuola?

La storia era la mia preferita. Andavo molto bene anche in matematica.

Com’è Federico sportivo? Sei severo con te stesso?

Sono molto esigente ed autocritico nei miei confronti. Voglio tendere sempre al meglio.

Quest’anno è stato molto anomalo e discontinuo rispetto al precedente. Iniziato tardi a causa del mondiale, mondiale interrotto per il tifone, poi il 6 Nazioni e poi la pausa pandemica.

Vediamo come va. Mi dispiace perché rispetto allo scorso anno abbiamo lasciato troppi punti indietro, non c’è stata la continuità che avevamo nella passata stagione.

Sì ma siete un gruppo molto coeso ed unito a me questa vostra caratteristica è sempre piaciuta tanto.

È vero, diciamo che quest’anno è mancata la preparazione tutti insieme come abbiamo fatto altre volte e quella è molto importante per l’affiatamento – il team building come dicono quelli bravi – abbiamo una rosa lunga che ci permette le assenze dovute alla nazionale, ma prepararsi insieme resta comunque fondamentale.

Credit Benetton

Hai qualche abitudine particolare prima della partita. Qualche scaramanzia?

No, nessun amuleto, ma ho una sorta di preparazione al match. Per esempio evito di avere commissioni da fare e mi dedico a tutt’altro tipo studiare o guardare un film.

E dopo la partita?

Dipende dal risultato. Se perdiamo preferisco stare per i fatti miei, se vinciamo mi piace stare coi miei compagni.

E cosa hai fatto grazie al rugby?

Ho visto una partita di NBA negli Stati Uniti. Una volta, quando giocavo a Parma, con Jacopo Sarto venimmo a conoscenza del fatto che Kobe Bryant sarebbe stato a Reggio Emilia così partimmo per cercarlo – la versione rugbista dei Blues Brothers, siamo in missione per conto di Kobe – ovviamente lui era già andato via.

Mitico Kobe. Parlando di giocatori c’è qualcuno che ti ha ispirato o colpito particolarmente?

A livello internazionale direi sicuramente Jonny Wilkinson e Kieran Read, mentre a livello italiano Zanni, i fratelli Bergamasco, Parisse.

Federico versione casalingo com’è?

Molto preciso, amo l’ordine in modo quasi maniacale. Non sono fissato con le pulizie ma non sopporto il disordine.

Praticamente sei il Furio di Carlo Verdone in Bianco Rosso e Verdone, ho capito. Te no perché sei troppo giovane, dopo te lo spiego. A tavola cosa preferisci, carne o pesce?

La carne.

Ed a proposito di cibo, siccome devi andare a fare la spesa, ti faccio l’ultima domanda e ti do la possibilità di prenderti la tua vendetta. Dimmi quale giocatore vedresti bene su un galeone dei pirati?

Giulio Bisegni e Niccolò Cannone.

Hai ragione Federico. Grazie per la chiacchierata, è stata veramente un piacere. Ricordati quei due appunti sul fiorentino, ma se hai bisogno chiedi pure e mi raccomando le foto. Perché sennò mi si scatenano le condomine stalker, fallo per me per favore. E sì, giuro, niente koalachallenge.

 “La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.” (Ezio Bosso)

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