A femminile: formula complessa e gerarchie di inizio stagione


Primo mese di campionato italiano femminile. Formula tutta nuova ma vecchie gerarchie. Chi è davanti è sempre più forte, ma la possibilità di ribaltoni in corso d’opera è sempre possibile. Proviamo a fare un sunto di quanto successo fino ad adesso e a dare un’occhiata a quello che potrà accadere alla ripresa delle ostilità nel primo weekend di dicembre.

La formula. Per chi non mastica quotidianamente la complessità dell’ovale italiano, la nuova formula 2019/2020 può risultare veramente indigesta. Proviamo a ricapitolarla a prova di pilone: ci sono 27 squadre divise in 4 gironi. Nel girone 1 o élite, si trovano le sette formazioni di maggior livello che lo stivale può mettere in campo: Villorba, Valsugana, Colorno, Capitolina e Cus Ferrara che si sono guadagnate le fasi finali la scorsa stagione, più Cus Torino e Red Panthers che hanno vinto il barrage per l’accesso alla pool nobile. I gironi 2, 3 e 4 sono invece su base territoriale, nell’ordine nord-ovest (Biella, Cus Genova, Cus Milano, Cus Pavia, Lions Tortona, Monza e Parabiago), nord-est (FW All Bluff, Calvisano, Romagna, Riviera, Stanghella e Verona) e centro-sud (Amatori Torre, Belve Neroverdi, Cus Pisa, Donne Etrusche, Frascati, Montevirginio e I Puma Bisenzio). Le varie squadre si affrontano in un girone all’italiana di andata e ritorno che prevederà alla fine della stagione regolare diverse soluzioni. La prima classificata del girone élite accede direttamente in semifinale; la seconda, la terza e la quarta si giocano l’accesso in semifinale attraverso un barrage contro le vincenti dei tre gironi territoriali, che hanno conquistato il diritto di essere ammesse nel girone delle più forti per la stagione 2020/2021. La settima e ultima classificata del girone 1 è retrocessa nei gironi territoriali in base alla propria zona di appartenenza, mentre la sesta e la quinta giocano un playout: chi perde retrocede. L’anno prossimo la serie A girone élite sarà quindi composta da otto squadre, mentre le pool su base geografica saranno riassemblate in base alle retrocessioni e promozioni.

La domanda che sorge spontanea è: perché chiamare tutto serie A se comunque c’è il girone delle più forti e poi tutti le altre? Andate voi a cercare uno sponsor se dite che giocate a rugby, che siete donne e fate la serie B. Chi vi darebbe retta? Poter dire di esser in serie A ha tutto un altro appeal e forse può smuovere effettivamente qualcosa. Anche in termini di vil pecunia. Questa volta, malgrado la complessità (chiamar tutto serie A comporta dare a ogni girone la possibilità di accedere al titolo di campione d’Italia, ecco il perché del barrage pre-semifinali), la decisione della Federazione sembra volgere in direzione della tutela degli interessi delle società rosa italiane, tendendo loro la mano tra le mille difficoltà quotidiane.

Valsugana a valanga 91-0 sulle trevigiane Red Panthers nella prima di campionato. Foto Lazzarotto.

Girone élite. Il Villorba lo scorso anno ha vinto la finalissima contro il Valsugana, dimostrando la propria concretezza e grinta. Quest’anno la sinfonia non è cambiata: entrambe le compagini viaggiano come dei treni espressi verso la fase finale senza nessuna intenzione di fermarsi a fare tappa da qualche parte. Quattro match ognuna con punteggio pieno, man bassa di mete e parziali da capogiro. Valsugana ne rifila addirittura 108 al Cus Ferrara e al momento ha subito una sola meta (tecnica della Capitolina, per esattezza). Le ricce trevigiane sono invece guidate a continui risultati positivi dal gruppo affiatato e confidente, al quale si aggiungono individualità di livello mostruoso: la mediano di mischia azzurra Barattin seguita a segnare partita dopo partita come se fosse l’orco cattivo che mangia i bambini.

Chi non sembra poter mantenere il passo delle prime due, a differenza di quanto dimostrato nelle scorse stagioni, è il Colorno. Le Furie Rosse hanno ringiovanito notevolmente la rosa, per scelta tecnica e per l’aver dovuto salutare diverse giocatrici, che hanno scelto altre destinazioni italiane o estere. Una su tutte Giada Franco, oggi in forza alle Harlequins. Il passo falso contro la Capitolina e la sconfitta contro Villorba pesano già sulla classifica. Le ragazze di coach Sciamanna, trascinate in questo inizio stagione da una portentosa Turani, devono inoltre fare i conti con gli acciacchi dell’apertura azzurra Madia, sfortunata fin dal primo match, nel quale ha patito un risentimento alla caviglia nella sfida contro Cus Torino.

Le Furie Rosse. Foto Colorno Rugby.

Proprio le ragazze piemontesi possono strappare il pass come rivelazione della stagione. Quattro incontri e due vittorie, contro Red Panthers e Cus Ferrara, le proiettano di diritto nella parte alta della classifica. Anche senza la nazionale Sarasso, all’estero per motivi di studio, coach Salino può ben sperare nell’accesso ai barrage. La sfida al Colorno per il terzo posto è lanciata.

Red Panthers e Capitolina che sono obbligate a sfruttare ogni passo falso delle altre squadre per ambire a rimanere tra le grandi del rugby italiano. Le laziali hanno dimostrato la propria grinta e determinazione a far bene sconfiggendo il Colorno in casa propria, impresa tutt’altro che scontata. Le ragazze di casa Benetton invece hanno perso punti contro il Cus Torino e a lungo andare questo potrebbe inficiare il proseguo del loro campionato. Chi invece deve necessariamente rivedere il proprio operato è coach Crivellaro e il suo Cus Ferrara. Il passaggio nel girone 1 è certamente stato complicato per le bianconere e il progetto nato nell’estate con Badia per permettersi un numero di atlete maggiore verte proprio in questa direzione. La squadra è molto giovane e i margini di miglioramento sono notevoli. Vedremo se riusciranno a portare a casa qualche soddisfazione prima della fine dell’anno.

Classifica (tra parentesi le partite giocate): Valsugana (4) e Villorba (4) 20; Colorno (5) 16; Cus Torino (4) 9; Red Panthers (5) 6; Capitolina (4) 4; Cus Ferrara (4) 0. Prossimo turno il 1° dicembre con lo scontro di vertice tra le venete, che potrà dare un primo indirizzo su chi possa essere a conti fatti la grande favorita di quest’anno.

Cus Torino vincente contro Cus Ferrara nell’ultima giornata per 24-12. Foto Medda.

Gironi territoriali. A far la voce grossa negli altri gironi sono le squadre più navigate: il Monza dell’azzurra Locatelli nella pool 2; Riviera e Verona nella pool 3, entrambe a punteggio pieno in attesa di incontrarsi nel prossimo turno; Donne Etrusche e Belve Neroverdi nella pool 4, con le ultime uscite sconfitte dal match di vertice contro le dirette avversarie. Sono queste le compagini favorite a salire la china della promozione e a giocarsi i barrage della prossima primavera.

Per vedere le classifiche e i risultati di questo primo mese di gare cliccate qui.


E intanto le prossime due settimane ci sarà lo stop per i campionati rosa italiani. La nazionale di Di Giandomenico è chiamata a due importanti test match. Primo appuntamento sabato a L’Aquila contro le sempre imprevedibili giapponesi (diretta RaiSport alle 14.30). Settimana prossima trasferta difficilissima contro le professioniste inglesi. In bocca al lupo a Furlan e compagne. Forza azzurre!


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