Pirates history time – Grace O’Malley from Ireland

Statua di Grace O’Malley, Westport House, Irlanda.

Grace, o Gráinne in gaelico irlandese, nasce nel 1530, anno più anno meno, nell’irlandese Rockfleet Castle nei dintorni di Louisbourgh. Figlia d’arte dei capo clan O’Malley, all’epoca vice capitani delle formazioni partecipanti al campionato celtico della contea di Mayo, che procedevano a spron battuto con 12 vinte e 3 perse verso i playoff.
La giovane O’Malley dimostra fin da subito la sua attitudine al raggiro e alla testardaggine, spaccandosi nocche e limandosi i calli con le dure e nodose funi delle navi messe a sua disposizione dalla famiglia per non doversela ritrovare nel giardino di casa ad allenarsi a placcare basso sulle aiuole, cosa che creava scompiglio tra la servitù.
Appena sedicenne approfitta della possibilità di un matrimonio combinato con un ricco rampollo di casa O’Flaherty, che le permette improvvisamente di finire sotto l’attenta osservazione del selezionatore dei British & Irish Lions, all’epoca sotto stretta sorveglianza della regina Elisabetta, innamorata del mare e della mischia chiusa e che poteva vantare diverse tresche con giocatori e pirati famosi del XVI secolo.
Dal matrimonio nacquero tre figli: Owen, gentile e premuroso estremo dal placcaggio alto e presa al volo lisciata; Maeve, esile e docile fanciulla che esprimeva femminilità e dolcezza, pertanto fortemente disprezzata dalla madre; e Murrough, guerrafondaio e maschilista che intraprese la via della politica senza dar ascolto mai a Grace e ai suoi ideali di pirateria gentile e rispettosa delle tradizioni, come quella del terzo tempo post-saccheggio.
La carriera rivoluzionaria e piratesca della “Pirate Queen” si rivolse sempre e soprattutto contro i Grande Slam degli inglesi, che puntavano ogni volta al punto bonus e alla derisione degli avversari, ricordando immancabilmente loro che il calcio gaelico non è un vero sport. Storico fu il test match del 1576 contro la casata Howth, che aveva rifiutato il terzo tempo a Grace, poiché considerata l’artefice di un raggiro ai danni dell’arbitro, reo di non aver visto un suo piede fuori in maul. Per vendetta la O’Malley rapì il figlio del coach avversario, obbligandolo a vedere sessioni di placcaggio georgiano per un mese, finché la dirigenza avversaria non promise da quel momento e in sæcula sæculorum un posto in tavola in più per chiunque volesse partecipare ai post partita.
Ma l’apice della carriera corsara Grace lo raggiunse nello scontro-incontro con la regina Elisabetta, che aveva osato mettere becco in merito al XV titolare al 4th Nations edizione 1593, potendo ancora vantare in quell’anno il diritto di corona su tutta l’isola dei verdi flanker folletti. Grace, infuriata per l’esclusione di lei e dei suoi figli dal campo di battaglia, decise di salpare per Londra e placcare la regina Elisabetta ad altezza collo e spiegarle pacificamente la sua posizione. Beccata dalle guardie reali con un coltello fra le vesti piratesche si difese spiegando che era per il proprio uso personale nel caso l’arbitro avesse fischiato troppi reset in mischia ordinata. L’incontro tra le due lady si concluse con una serie di birre e salsicce nel terzo tempo, che vennero corredate da diverse promesse reciproche, tra le quali la possibilità di droppare anche allo scadere di un match per gli irlandesi e il primo storico permesso all’utilizzo della fox anche in partite ufficiali internazionali, cosa che però scontentò parecchio coach Jones, che credeva invece nella creazione pura della linea dell’offside.
Nel 1603 la “Pirate and Rugby Queen” delle coste irlandesi passò il timone e la palla, controllando prima con molta attenzione che nessuna ala inglese potesse intromettersi per un intercetto.

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