6 NAZIONI 2019 – Giornata 3

Dopo la settimana di pausa e polemiche, di frecciate e di mosse sullo scacchiere, torna finalmente a parlare il campo. Passiamo insieme in rassegna il menu del weekend.

Si parte da Parigi sabato pomeriggio: i Galletti accolgono i Cardi scozzesi, in quello che è sicuramente lo scontro fondamentale per capire le aspirazioni e le capacità per la formazione di Townsend. Dove vogliono arrivare i Braveheart? Questa Scozia può puntare in alto? E se sì, quanto in alto? È vero che nello scorso turno Laidlaw e compagni si sono dovuti piegare di fronte alla (non) irresistibile armata irlandese, che pur sottotono e con diverse defezioni ha portato a casa il match, ma rimane innegabile la qualità tattica e la cattiveria agonistica con cui gli scozzesi hanno affrontato l’incontro, dominandolo per lunghi tratti. È anche vero che la dea bendata si è proprio girata dall’altra parte e gli scozzesi dovranno fare a meno di Hogg, fuori per tutto il torneo, e Russell, fermo per il protocollo medico dopo l’head injury di questo weekend con il suo Racing 92. Ossia dovrà fare a meno del suo uomo più forte e del suo uomo più in forma. Ma i bookmakers sono comunque dalla loro parte: la Francia non sembra proprio in condizione di poter impensierire gli ospiti. Una Francia divisa da mille turbolenze interne e guidata da un Brunel che non sa più che pesci pigliare. Fuori la coppia di mediana Parra-Lopez per scelta tecnica, anche se rimane il dubbio di una punizione contro di loro dopo le dichiarazioni polemiche del mediano di mischia del Clermont al termine della disfatta di Twickenham. Spazio invece alla giovane alternativa Dupont-Ntamack, con l’apertura diciannovenne alla sua terza presenza nel 6 Nazioni e un carico di responsabilità non da poco sulle spalle. Riusciranno i Blues ad allontanare lo spauracchio dello spareggio per l’ultimo posto nell’ultimo incontro di Roma?

Al Millennium di Cardiff andrà di scena invece quella che, al momento, può esser la partita decisiva per la vittoria finale del torneo. L’Inghilterra di Eddie Jones, fin qui impeccabile con due vittorie con bonus, dovrà vincere e allungare sui Dragoni, secondi in classifica a due punti di distanza. Se riuscisse l’impresa a Farrell e compagni il trofeo potrebbe dirsi virtualmente messo in cassaforte. Rimarrebbero poi solo da sbrigare la pratica Italia e, nell’ultimo turno, a giochi probabilmente fatti, la sempre insidiosa Scozia. Match verità quindi. Una vittoria gallese ribalterebbe le sorti dei giochi, una conferma inglese spegnerebbe quasi ogni speranza rivale. I padroni di casa però, per riuscire nell’impresa, dovranno mostrare un’altra faccia rispetto a quella fatta vedere contro gli Azzurri nell’ultimo turno, quando solo il carisma di capitan Alun Wyn Jones, entrato dalla panchina nella ripresa, è riuscito a raddrizzare una partita drammaticamente sottotono dei suoi. E le rose di questo Farrell, malgrado l’assenza forzata per infortunio da qui in avanti di Mako Vunipola, sontuoso nei primi due match, sembra destinata a confermare il proprio predominio.

In chiusura di giornata, domenica pomeriggio, gli italiani di O’Shea ospiteranno i furenti e delusi irlandesi di Schmidt. Gli Azzurri arrivano a questa partita con una burrasca in casa: due match gettati alle ortiche contro una Scozia abbordabile e un Galles bruttino, le polemiche nel cuore della federazione per la gestione degli uomini e dei convocati, con l’ultima trovata dello staff tecnico di invitare in raduno come ospite Callum Braley (nonno italiano, ex capitano u20, coppa del mondo di categoria con l’Inghilterra e una promettente carriera nel Gloucester per lui), un problema Olimpico-incassi non da poco, con un record impietoso di (pochissime) presenze contro il Galles e un prospetto in questo turno di 50mila tifosi, di cui però oltre 15mila irlandesi. In più si somma l’assenza per head injury di Parisse, la febbre di Negri, il no-fit di Barbini. Tutto mentre la Benetton Treviso vola in Pro14, vincendo e convincendo contro gli Scarlets grazie alle seconde scelte azzurre: titolari lo scorso fine settimana al Monigo i vari Ruzza, McKinley, Sperandio, Quaglio e Riccioni, mai, poco o sottoutilizzati in questo avvio di 6 Nazioni. Sui Tuttiverdi invece c’è poco da dire. Un Sexton non al meglio dopo la botta rimediata a Edinburgo può essere comunque devastante per noi. Anche con un grosso turnover questa Irlanda può metterci sotto senza troppi patemi d’animo, così come dimostrato ampiamente lo scorso autunno a Chicago. La domanda è se, questa volta, la nostra miglior formazione riuscirà ad impensierire il leone ferito. Riusciranno i nostri eroi a non racimolare la tristissima ventesima sconfitta di fila nel torneo continentale?

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